La lavagnetta di ED #10: continuità offensiva dell’Unics Kazan

Andrea Ranieri
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Settimana fittissima per la nostra lavagnetta. Dopo l’edizione di ieri, dedicata dalla sfida tutta italiana d’Eurocup tra Reyer Venezia e Virtus Bologna, è ora di parlare di Olimpia Milano, perché stasera ha inizio un nuovo doppio turno di Eurolega. Oggi, nello specifico, parleremo di una continuità offensiva (sì, non mettetevi a ridere) dell’Unics Kazan, primo avversario di due match ravvicinati in terra russa per Milano, che venerdì sarà invece ospite del più ostico Zenit di San Pietroburgo.

Per l’Unics si è trattato fin qui di una stagione molto altalenante. La classifica parla di quattro vittorie e cinque sconfitte. Le fatiche maggiori si sono notate in fase offensiva, dove manca spesso un po’ di fluidità, a essere generosi. Una deficienza, questa, che coach Velimir Perasovic sta provando a celare dietro qualche set di continuità offensiva, dove si crei più movimento possibile. Tramite l’aiuto di Slappin’ Glass noi oggi ne analizzeremo uno in particolare, cercando anche le possibili contromisure ad esso.

Come funziona: una continuità offensiva dell’Unics Kazan

Nella prima parte del video una continuità offensiva dell’Unics

Quel che interessa a noi è solamente la prima parte del video proposto, ovvero quella che si concentra strettamente sull’Unics, e su un’azione di continuità offensiva giocata contro il Bayern Monaco in particolare. Entriamo quindi subito nell’analisi.

L’azione comincia con Lorenzo Brown che conduce la palla sul lato sinistro del campo e gioca un pick and roll laterale verso il centro con John Brown. Lo scopo è quello di un pick and roll di ingresso che dia il via a una continuità offensiva di pick and roll laterali. Il pallone viene infatti smistato ad Andrey Vorontsevich, sponda in visione del palleggiatore. Quando l’ala russa ha la palla, Mario Hezonja taglia backdoor per liberare spazio, consentendo la ricezione di Isaiah Canaan, che gioca un velo, di fatto con lo stesso Vorontsevich.

La palla, a questo punto, torna in punta a Lorenzo Brown e Canaan, dopo avergliela restituita, si getta a sfruttare due blocchi consecutivi d’uscita (azione di stagger, come abbiamo appreso in precedenti lavagnette). Il primo dei due blocchi ha praticamente l’angolo di un cieco ed è portato da Hezonja, che era rimasto al centro dell’area dopo il taglio backdoor. Su questo primo blocco il difensore, pigro nell’inseguire a treno, perde già del terreno.

Sul secondo blocco di Vorontsevich la difesa, in emergenza, prova a cambiare. L’ala russa è però molto intelligente nel bloccare il proprio difensore e impedire questa soluzione, regalando metri di spazio a Canaan per un tiro da tre punti molto comodo.

Una continuità offensiva di pick and roll laterali che si trasforma in uno stagger per il tiratore. Un elemento indubbiamente interessante del bagaglio di Perasovic, che prova a dare un po’ di fluidità al proprio attacco con azioni di questo genere.

Come si batte: una continuità offensiva dell’Unics Kazan

In realtà, per una difesa preparata come quella dell’Olimpia, che è di gran lunga la migliore in Europa, non dovrebbe essere troppo complesso opporsi a una continuità offensiva di questo genere, serve solo la necessaria dose di intensità, attenzione e comunicazione, come sempre.

Innanzitutto, non ci saranno problemi sul pick and roll di ingresso, che non ha chiaramente lo scopo di attaccare. Stesso dicasi per il pick and roll angolo vuoto giocato dall’altra parte, che se si configura come un velo è facilmente forzabile e permette quindi al difensore di chi lo sfrutta di passare agilmente con il proprio attaccante.

Piuttosto, è fondamentale quello che accade subito dopo. A differenza di quanto si vede nel video, sul taglio davanti che Canaan esegue per andare a sfruttare lo stagger bisogna mantenere il proprio corpo tra attaccante e canestro, sfruttando poi questo posizionamento per negare il primo blocco al tiratore, la scelta che ci pare migliore, perché annulla di fatto i possibili effetti dello stagger.

Se questo non fosse possibile, naturalmente l’opzione del contenimento è la migliore, cercando di evitare cambi che non siano necessari sul secondo blocco, ma considerando l’opzione di un cambio sul primo, dato che si tratta di un blocco fra esterni. Insomma, scelte aggressive per impedire che questa continuità offensiva conduca l’Unics dove vuole andare, cioè dai propri esterni con più talento.

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