Rumba taronja! Il Valencia impone il primo stop al Barcellona

Jean Claude Mariani
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Per la Jornada 10 di Liga Endesa Valencia-Barcellona è partita gradevolissima al Palau, emblema di una lega sempre di livello. Lega in cui, per parametrarla con la nostra, un duello tra due delle pari livello in campo europeo recentemente affrontate dalle nostre rappresentative Milano e Bologna, è solo uno dei possibili accoppiamenti tra squadre di alta caratura continentale.

Il club taronja, fresco dello scalpo della Virtus, sorprende in casa il Barcellona imbattuto e scardina la sua verginità nazionale con il risultato di 87-79. La sconfitta blaugrana prima o poi doveva arrivare e si verifica contro la più che combattiva banda di Penarroya.

Ripercorriamo il match con la consueta modalità per punti di Eurodevotion.

Valencia Barcellona - Eurodevotion

Una gara intensa

Intensità è parola chiave del confronto andato in scena in terra catalana. Il ritmo è alto e il vigore agonistico predominante, tanto che non è affatto raro vedere difese vivaci e anticipi, che producono recuperi (13-7 il computo statistico per i blaugrana) e transizione. Entrambe le squadre mettono in campo questi ingredienti, corroborati da una più spiccata fisicità per i padroni di casa, da un frizzante dinamismo per conto degli ospiti.

Così il corso della sfida si sviluppa all’incirca su un sostanziale equilibrio che perdura per tre quarti. L’unico strappo non appena realizzato dal Barça per il +7, viene subito neutralizzato dal 7-0 valenciano che riporta a contatto le due contendenti.

L’allungo decisivo arriva nella prima metà dell’ultimo quarto, quando Dubljevic e compagni travolgono i blaugrana in un impeto che culmina con due triple proprio del cestista montenegrino. L’impresa di Valencia è a un passo e l’entusiasmo ospite esplode ben presto grazie a una responsabile gestione del vantaggio nel finale.

Jasiel Rivero esalta il Valencia

Nella rumba taronja, non poteva che guidare le danze il cubano Rivero, hombre del partido della serata del Palau. Brillante non solo nell’acconciatura, il centro classe ’93 giganteggia sotto le plance avversarie e mette a ferro e fuoco l’area blaugrana.

Punisce con il suo vibrante dinamismo, sia in conclusioni in proprio nei pressi del ferro, sia a rimbalzo offensivo. La vera e propria spina nel fianco del team di Jasi ha così capitalizzato 18 punti, 7 rimbalzi per un 25 di valutazione che si traduce in un sorprendente +/- di +17 nei 22 minuti di utilizzo. In coppia con Dubi si completa perfettamente per caratteristiche, duetta con lui e trafigge con una prova fuori dal comune gli avversari.

Il suo dinamismo è paradigma di un’ottima prova di squadra che ha visto proprio in questo gli ospiti indirizzare la partita. Controllare, elevandolo, il ritmo della gara, ha spinto il terreno della contesa su corde più favorevoli ai taronja che ai catalani, più abituati a punteggi bassi. E’ stato infatti un fattore determinante nel dato della produzione degli uomini di Penarroya dopo l’intervallo, che ha detto ben 52 punti a tabellone nel secondo tempo.

Intensi e dinamici sono stati anche altri valenciani come Puerto e Lopez-Arostegui (un Abalde in the making?), che ci sono stati nei momenti decisivi e hanno interpretato e incarnato l’andamento energico della squadra.

Barcellona, prima sconfitta dopo 5 mesi

Jasikevicius ha parlato a fine gara di una sconfitta che c’entra poco con il lato tecnico, ha ritenuto che avesse invece a che fare con un suo errore nel preparare nel modo corretto i giocatori da un punto di vista mentale. Dal canto nostro, si può comunque dire che si è vista una squadra che ha avuto difficoltà ad imporre il suo gioco e che si è lasciata trascinare dall’impeto ospite, condannandosi verso una sconfitta sicura.

Non è bastato un Mirotic ancora ottimo da 22 punti, anche perché, soprattutto in coppia con Sanli, in difesa è stato sinonimo di grande sofferenza. Il centro turco tra l’altro ha giocato pochissimo perchè Jasi non se lo è potuto permettere contro un Valencia di movimento. Inoltre, in generale gli assetti più grossi del Barcellona non hanno avuto grande riscontro, sia nei lunghi, sia negli esterni, dove ad esempio abbiamo visto Puerto in più occasioni resistere ai mismatch cercati dai blaugrana con Nigel Hayes.

La realtà è che una sconfitta prima o poi doveva arrivare, può acccadere contro una buonissima squadra e in un contesto in cui tra Eurolega e Liga è impossibile trovare tregua. Ora il Real ha agganciato i rivali anche in Spagna, ma era un’ombra, uno spettro che era più che lecito immaginarsi sul percorso del Barça. Niente drammi.

Perdere capita, potremmo inquadrare questa sconfitta in un lieve calo rispetto alla primissima parte di stagione visti i primi passi falsi occorsi ultimamente nelle due competizioni, ma il calendario è incessante e severo e ora il duello a distanza con il Real è più che mai aperto.

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