Efes, la crisi è senza fine. Lo Zenit espugna la Sinan Erdem

Jean Claude Mariani
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Esce a testa bassa, tra i mugugni del suo pubblico la squadra di Ataman, che ancora una volta offre una prova nettamente al di sotto delle aspettative. La vittoria va agli ospiti dello Zenit che trionfa 90-79.

Dopo un primo quarto senza particolari emozioni, i russi sfruttano la passività dell’Efes e sovrastano gli avversari, che sono ancora una volta irriconoscibili, nei quarti centrali. La reazione arriva tardi, tardissimo, e serve solo a rendere meno severo il passivo.

Ripercorriamo la serata in terra turca attraverso i classici punti di Eurodevotion.

I quarti centrali

Il punteggio, soltanto ritoccato da un ultimo quarto di disperata rimonta dell’Efes, racconta di una gara che ha visto tra il secondo e il terzo quarto un buono Zenit trovare campo libero davanti alla totale apatia turca, è un 51-31 imperterrito che scava la fossa ai padroni di casa.

Se l’inizio avrebbe potuto far presagire equilibrio, per quanto fosse una pallacanestro non troppo invitante e intesa, ai russi è bastata soltanto una maggiore aggressività per prendere il timone della contesa, cosìcchè gestirlo anche nei confronti della sfuriata di Larkin non si è poi rivelata una vera difficoltà.

Come si sarà capito attribuisco molti più demeriti alla compagine di Ataman di quanti meriti riconosca a uno Zenit pur disciplinato e in questo caso opportunista, che ha interpretato con un buon piglio la partita e ha superato in voglia gli avversari.

Le percentuali dello Zenit

Abbiamo già detto in passato dei problemi dello Zenit nella creazione dei vantaggi e anche stasera non abbiamo visto meraviglie in questo particolare aspetto da parte della squadra russa, niente di spettacolare da questo punto di vista nè da Frankamp, nè da un anonimo Loyd.

Quanto però ha permesso alla squadra di Pascual di mettere a tabellone ben 90 punti è stata una totale impalpabilità dell’Efes, dal punto di vista tecnico e caratteriale, in quanto bastava ai russi muovere leggermente la difesa per scovare l’uomo libero. Il resto l’hanno fatto i tiratori dello Zenit, all’inizio un trasformato Kuzminskas (15 punti con 3/6) e il solito Baron, nella ripresa un ottimo Frankamp (18 con 4/6).

45% da tre, 64% da due, con la statistica del tiro dalla lunga che era un ancora più irreale 57% all’intervallo. Le percentuali sono stato dato chiave della notte corsara dello Zenit, insieme causa ed effetto della brutta prova dei giocatori del Bosforo.

Si capisce, infatti: buoni tiri producono buone percentuali, che regalano fiducia ai tiratori, di conseguenza ritmo e miglior probabilità di riuscita anche di tiri meno buoni. Per cui, tornando in origine, ottime percentuali alimentano ottime percentuali.

Larkin e Micic, due linee parallele

Ancora una volta l’Efes cade, ancora una volta i due grandi condottieri sono appannati, ma soprattutto tra loro per niente in sintonia tecnica.

Parte in quintetto solo Micic, l’unico dei due che fa qualche piccolissima comparsata nella partita, finchè è Larkin a svegliarsi tutto d’un colpo nell’ultimo quarto dove realizza 14 punti a buoi praticamente scappati (0 punti nei primi 31′), ovviamente con il play serbo in panchina. Non c’è interazione tra loro, nè sorge da loro nel momento giusto la rabbia per una prova incolore e ancora una volta insufficiente, e la volontà di prendersi la squadra sulle spalle.

Bryant, un po’ Simon che striglia i compagni dopo un’amnesia difensiva, qualche giocata di Moerman, sennò nessun carattere, da una squadra che ha bisogno di tanta energia mentale e grinta per la scalata che gli si propone davanti. Larkin dimostra un po’ di spirito da campione, soprattutto dopo che viene contrariato dalle chiamate arbitrali, ma il suo apporto non arriva in un momento della partita in cui può essere determinante.

L’unica situazione tecnica in cui l’Efes ha sembrato ottenere un minimo successo erano i jumper dalla media dei lunghi che hanno punito, in particolare grazie a Pleiss, più volte la difesa ospite, ma altrimenti è sembrato tutto improvvisazione.

Nessuno per ora ha avuto dubbi che l’Efes possa agganciare il treno delle migliori tra qualche mese, ma con questo atteggiamento il team turco non sembra per niente sulla buona strada e quel treno potrebbe correre via in fretta…

Photo credit: euroleague.net

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