EUROCUP, PARTIZAN-JOVENTUT: il match di Belgrado è uno spot per il basket

mfiorda26
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Lo avevamo detto già prima dell’inizio della stagione che sarebbe stata l’edizione più bella di sempre della 7Days Eurocup, e la partita tra Partizan Belgrado e Joventut Badalona lo ha testimoniato una volta di più.

Vincono i serbi per 68-67, dopo aver inseguito per tutta la partita, ma la Joventut può tornare a casa estremamente soddisfatta della prestazione offerta.

Eurocup Partizan

Ecco l’analisi del match in tre punti chiave:

LA DIFESA DELLA JOVENTUT

Spesso si tende a concentrarsi troppo sul mero risultato finale (certamente importante) e troppo poco sulla prestazione, vero metro di giudizio se si vuole osservare la crescita o meno di una squadra nell’arco della stagione, concetto ampiamente espresso anche dallo stesso Sarunas Jasikievicius.

Ecco allora che, nonostante la sconfitta, non possiamo che ammirare quanto mostrato difensivamente dagli uomini di Carles Duran, capaci di mettere la museruola all’attacco del Partizan per 35′. Chiusura dell’area e pressione sul perimetro i concetti chiave, resi ancora più estremi a seguito delle difficoltà avute dai serbi nel tiro dalla lunga distanza per gran parte dell’incontro: vengono limitati tutti gli hand off avversari, da cui i serbi creano sempre gran parte dei propri vantaggi, e viene difeso magnificamente il pick & roll alto centrale che Obradovic già proponeva con il Fener di Sloukas.

La sensazione è che, con questa solidità nella propria metà campo, si possa andare lontano, molto lontano, addirittura andare ad impensierire le tre grandi favorite della competizione, come dimostrato stasera.

Commovente la prestazione di Willis, costante minaccia offensiva e, allo stesso tempo, fondamentale anche negli equilibri difensivi, dopo un avvio nel quale aveva invece trovato difficoltà a proporre close-out efficaci sui tiri dagli angoli del Partizan. La difesa finale su Punter è semplicemente perfetta, perchè Willis ha le gambe per provare a reggere sui cambi anche contro attaccanti di questo tipo, ma quello è Punter, e solo per questo non parliamo di difesa decisiva della partita. In altre 99 occasioni su 100 lo sarebbe stato: chapeau.

L’INTENSITA’ DEL PARTIZAN

Se la difesa è stata ciò che ha permesso alla Joventut di controllare la partita per quasi tutti i 40′, è stata anche ciò che ha permesso al Partizan di non uscire mai dal match nonostante le enormi difficoltà offensive avute.

In particolar modo, colpisce l’intensità elevatissima della difesa serba, marchio di fabbrica di Coach Obradovic: pressione a tutto campo, quasi asfissiante sul portatore di palla, che permette di recuperare diversi palloni e di indurre i palleggiatori avversari ad errori facili e di ricucire per due, tre volte l’allungo degli spagnoli.

Probabilmente manca un po’ di esperienza a questa squadra, se proprio si deve trovare un difetto, complice la giovane età complessiva, ma di sicuro non mancano le gambe e la freschezza fisica, e Zeljko lo sa. Decide quindi di puntarci forte nel big match di questa terza giornata e fa bene, ma sarà un tratto costante della stagione del Partizan che, spinto dal suo caldissimo pubblico, la sfrutterà fino in fondo per mettere spalle al muro ogni avversario.

KEVIN PUNTER, FUORICLASSE A BELGRADO

Lo si sapeva già dopo l’ufficialità di metà estate della sua firma al Partizan, stasera è stata l’ennesima, per certi versi scontata, conferma: Kevin Punter è un crack assoluto, e non solo per la 7Days Eurocup.

Già l’anno scorso aveva dimostrato di essere tra i top 5 giocatori di Turkish Airlines Euroleague nel suo ruolo, probabilmente lo scorer più puro, tanto che la sua partenza da Milano aveva lasciato l’amaro in bocca a molti tifosi Olimpia, proprio per la difficoltà di sostituire un giocatore così unico.

La freddezza non è mai stata il suo punto debole, ma quanto fatto stasera è assolutamente qualcosa di straordinario, di “jordaniana” fattura, e merita di essere visto e rivisto.

Prima il canestro del sorpasso, attaccando dal palleggio Ante Tomic e arrestandosi in un fazzoletto nel giro di mezzo secondo, suo tiro per eccellenza se ce n’è uno:

Poi, dopo il controsorpasso di Ribas, un canestro che, francamente, è anche difficile da commentare per eleganza e difficoltà di esecuzione, con la mano in faccia di un Willis che più di così non può fare (forse, addirittura, c’è pure il contatto sul braccio):

A fine partita va, giustamente, dai suoi tifosi a festeggiare e a prendersi i cori di MVP, perchè MVP lo è stato stasera e lo sarà, ad occhio e croce, spesso in questa stagione per il Partizan.

Anche se non è corretto dirlo nella pallacanestro, stasera l’ha vinta lui, mandando un segnale forte, fortissimo, a tutte le altre contender.

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