Euroleague Man of the week: Okobo, ancora tu!

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E’ di nuovo tempo di tirare le somme della settimana e lo facciamo con la rubrica di Eurodevotion che vi accompagna in ogni weekend post-Eurolega.

Ci piace sempre essere originali e innovativi, scavare il gioco e i suoi protagonisti con acribia, ma essere ripetitivi questa volta è un obbligo, un’imposizione, una meravigliosa costrizione. Elie Okobo è colui che ha inaugurato la nostra stagione di Euroleague Man of the week e si conferma idolo della nostra uscita, dominatore della lista dei variegati protagonisti di questa incredibile lega.

In settimana ha aiutato l’ASVEL a realizzare un 2-0 di ottima fattura, prima sgambettando l’armata di Itoudis nel fortino domestico dell’Astroballe, poi tramortendo a domicilio il Pana. Se la giovane guardia transalpina contro il CSKA ha firmato una doppia cifra a fari spenti, nella seconda gara ha letteralmente messo a ferro e fuoco Oaka, con una prestazione irreale da 35 punti e 37 di valutazione, che gli è valsa il riconoscimento di MVP del Round. Tra l’altro marcando per tutta la partita il giocatore più pericoloso degli avversari, Nemanja Nedovic…

MVP del Round, ma non solo. Come abbiamo sottolineato anche nell’analisi di Pana-Asvel, Okobo sta facendo qualcosa di ben più grande.

I suoi numeri raccontano di un impatto sulla lega che negli ultimi anni hanno avuto in pochissimi altri: ricordiamo cose del genere nell’annata 19/20 di Larkin, o nei picchi di Mike James e Vasilije Micic. E lì ci fermiamo.

Si presenta come chiaro ed evidente quindi all’assenso del nostro intelletto, come direbbe Cartesio, che Elie Okobo è, ad oggi, uno dei principali candidati al premio di miglior giocatore della stagione, dato anche l’ottimo inizio dei suoi.

Le quattro prestazioni più clamorose di Okobo

L’unica partita in cui ha mancato la doppia cifra, tirando male, ha distribuito 10 assist e preso 6 rimbalzi…

La sua incisività nelle percentuali è altresì pazzesca, si tratta di un 60% da 2 e un 55% dall’arco, dato elité che rende ancor più valoroso il ventello ad allacciata di scarpe portato in dote al suo Asvel, che vola sulle ali della formidabile coppia di guardie, formata in complicità con Chris Jones. TJ Parker gongola e fa cieco affidamento sul suo talento.

Se nella prima comparsata di Okobo su questi schermi avevamo posto l’accento su come le sue qualità atletiche e fisiche fossero già spiccatamente sottolineate dagli scouting report Nba, così anche avevamo parlato dei dubbi che c’erano, oltre che sulla regia, sull’aggressività e sulla selezione dei tiri.

Problematiche, le ultime due, che in questo avvio sembra non avere per niente sofferto… Valorizzato dal sistema Asvel e responsabilizzato da coach Parker, l’aggressività non è cosa che sembra, nè può, mancargli. Allo stesso modo la maturità mostrata è impressionante: come raccontano le percentuali, i tiri sono scelti sempre con criterio, si consente di variare sul tema, ma mai risultando scollato dal resto dei compagni. Gioca con freddezza e senza frenesia alcuna, capace anche di aspettare i momenti della partita.

D’altra parte le 4 palle perse di media e i pochissimi liberi tentati ricordano i margini di miglioramento sia nelle penetrazioni al ferro nel traffico, dove spesso evita il contatto, sia nella gestione del pallone, che, rubando ancora dal mio collega, “tende a fare vedere troppo” al difensore.

Per il resto eleganza e doti spaventose per un mancino che ha già fatto cadere ai suoi piedi mezza Europa. Non si può non rendere merito infatti a uno step-back sinuoso e letale che ricorda per movenze quello mortifero di James Harden. Chissà se faremo in tempo a vedere Okobo ai vertici della nostra lega, o se sia solo questione di tempo perchè la Nba, da dove è appena arrivato, ce lo porti via…

Menzioni onorevoli

Daryl Macon Jr.

Oscurato dalle prodezze dello 0 di Villeurbanne, e persino sconfitto nella serata di fuoco dello stesso 24enne di Bordeaux, il rampante playmaker del Panathinaikos per poco non ha conseguito la copertina di questa settimana.

Classe draft 2018, è andato undrafted, ma si è guadagnato la sua chance Euroleague dopo che ha ben figurato in Champions League con Galatasaray e Aek la stagione scorsa. In questo avvio è andato sempre in doppia cifra e il suo crescendo è deflagrato in un clamoroso exploit contro i campioni d’Europa dell’Efes, demoliti grazie ai suoi 34 punti, 38 di PIR e un fantascientifico 9/12 da tre. Meno incisivo nella sconfitta contro l’Asvel, ha comunque portato a casa i suoi 16 punti.

Macon in Okobo Man of the Week

Darrun Hilliard

E’ chiamato all’affermazione definitiva per una carriera che ha mostrato premesse interessanti, ma che non è mai sbocciata come poteva. E chi meglio di Trinchieri poteva essergli d’aiuto per questo?

La guardia americana si è presa sulle spalle il barcollante Bayern delle prime gare ed oggi è leader della rinascita bavarese. Letale nell’esporre le mancanze della difesa 1vs1 di Milano nella prestigiosa vittoria teutonica dell’Audi Dome e decisivo nel derby tedesco, dove ha colpito l’Alba con la sua miglior partita da stagionale, infilandone 23 con anche 6 carambole conquistate.

Donta Hall

Aggiunta bonus finale che riguarda un altro degli esordienti terribili di quest’anno, il centro dell’Alabama è stato demoniaco sotto le plance di un crisaiolo Cska. Se il Monaco ha ribaltato la gara in modo clamoroso e ha cancellato violentemente le velleità di vittoria moscovite, è anche merito suo.

Atletismo di livello elitario che aveva già stupito in altre occasioni, la doppia doppia da 17+10 è un vero capolavoro.

Photo credit: euroleague.net

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