Panathinaikos-Asvel: francesi da sogno con un Okobo da MVP

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Panathinaikos-Asvel è diventata automaticamente una sfida di cartello dopo i risultati del Round 6 e le grandi prove di entrambe le squadre.

Oaka, uno dei templi della pallacanestro europea. Ok, non ci saranno più i Diamantidis e gli Obradovic, non si parlerà più di dominio continentale, tuttavia il fascino, ogni volta che si mette piede in questa arena, resta immutato.

Ed il fascino non manca certo all’Asvel di TJ Parker, uno che si è definitivamente scrollato di dosso la scomoda etichetta di “fratello di”. I lionesi fanno sul serio, chiedere al Cska ed alle altre tre cadute in questo inizio di stagione sotto i colpi di Okobo e compagnia.

Il Pana, molto deludente in diverse occasioni di questo inizio di stagione, aveva già uno scalpo importante nel Fenerbahçe, ma martedì si è superato, asfaltando i campioni dell’Efes grazie soprattutto alla prova da record di Daryl Macon, autore di un incredibile 9/12 da tre segnando le prime sei triple e riscrivendo l’album dei primati “greens”.

Daryl Macon, stratosferico contro l’Efes

La sfida si chiude con il punteggio di 70-84 e la vittoria dei francesi è risultato che dice tanto.

Partita sempre saldamente in mano all’Asvel che ha chiuso avanti nel punteggio alla sirena di tutti i quarti. Ogni volta che i “greens” cercavano di avvicinarsi, arrivava un mini parziale che li rimetteva a distanza, prima di quello decisivo nel finale che ha chiuso la contesa.

DIFESA, LA CHIAVE

«Volevamo che fosse una partita a metà campo, per evitare che il ritmo offensivo del Pana coinvolgesse il suo pubblico».

Sta tutta nella parole di Coach TJ la chiave della vittoria transalpina.

C’è equilibrio ottimale tra la pressione sugli esterni e la capacità di contenere ed occupare spazi vicino al ferro, dove giganteggia l’atletismo eccezionale di Kostas Antetokounmpo (6 rimbalzi e 3 stoppate).

Si fa molta fatica ad andare oltre i 20 punti per quarto contro questa squadra, che sa starti addosso, menare come si deve, senza che necessariamente gli altri debbano piangere lacrime da asilo nido, e ripartire con una transizione rapida che spesso diventa vero e proprio contropiede. Come corre il campo proprio Kostas Antetokounmpo, nessun altro centro nemmeno lo sogna.

ELIE OKOBO FA RIMA CON MVP

Altra prova eccezionale del nativo di Bordeaux, che stavolta ha veramente esagerato: 35 punti con 8/12 da due, 5/7 da tre, 4 rimbalzi, 2 assist e 2 recuperi, per un 37 di valutazione.

Il ragazzo oggi è MVP di questa lega e non è uno scherzo. Segna quando si è guadagnato un vantaggio con buonissime gambe, così come lo fa anche in presenza di una difesa competente: semplicemente immarcabile.

Il tutto si traduce in 20 di media frutto di un 41/64 (64,1%) da due punti, 16/29 (55,2%) dall’arco, 3,9 rimbalzi, 3,7 assist e 3,4 falli subiti ad ogni gara per una valutazione media di 20,3.

Un difetto? Ogni tanto, nel trattare la palla, la “fa vedere” un po’ troppo all’avversario. Contro certi difensori potrebbe pagarla cara, ma siamo ai dettagli.

Pari a Luke Sikma, segue solo Mirotic e Tavares in quella valutazione, è nettamente il miglior marcatore, è secondo a Derrick Williams nella percentuale da 3, ma nettamente primo tra chi tira oltre 4 volte a serata, è nono in quella da due, in una Top ten che include solo lunghi fatta eccezione per Nate Wolters e James Nunnally (che tirano però quasi la metà delle volte rispetto a lui).

Se non sono numeri da MVP questi… Anche perchè il suo Asvel vola, quindi non si tratta in alcun modo di uno sforzo a fini individuali.

PANA, IL PIATTO PIANGE MA…

La classifica è chiara: 2-5 vuol dire ultimissimi posti, con dietro solo la grande confusione di Kaunas ed in coabitazione con clienti abituali come Stella ed Alba, nonchè presenze inattese come le due turche, destinate comunque a ben altro.

La difesa è la nota dolente, “problemissimo” sinora irrisolto, mentre l’attacco tutto sommato ci prova grazie ad un po’ di talento diffuso che può togliere le castagne dal fuoco in alcune occasioni.

Daryl Macon è una bella scoperta, oggi decisamente al di sopra di un Kendrick Perry all’inizio più quotato, mentre Papapetrou e Papagiannis stanno dando il loro. Chi manca sostanzialmente è Nemanja Nedovic, sinora impalpabile a 9,4 di media poco sopra al 39% da due ed al 34% da tre. Quando l’ex milanese c’è stato veramente, vedi la sfida con l’Efes chiusa col 100% al tiro e 17 punti, la musica è stata ben diversa.

Coach Priftis è stato descritto da molti come un grande specialista della difesa: ecco, ad oggi ci sono ancora tante cose da dimostrare in tal senso.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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