Zenit-Baskonia (R7): i russi sono implacabili, i baschi inguardabili

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Zenit-Baskonia dura solo un quarto, poi è un netto ed inesorabile dominio russo; a tratti anche quasi imbarazzante. Il punteggio finale dopo i 40 minuti di partita non ammette repliche: l’83 a 54 fotografa perfettamente quella che è stata la partita giocata questa sera a San Pietroburgo. Insomma, notte fonda per gli uomini di Ivanovic che dovrà cercare di trovare delle soluzioni ad una situazione che sembra sempre più critica; dall’altra parte, invece, altra vittoria importante e vincente per Pascual aspettando il lungodegente Shabazz Napier.

Zenit-Baskonia: finalmente Jordan Lloyd!

In molti, vista anche l’assenza di Napier si aspettavano di più da lui nelle prime uscite europee, ma spesso l’ex giocatore della Stella Rossa ha balbettato e non ha inciso in profondità. Questa sera, complice anche la prestazione incolore degli avversari, è riuscito a caricarsi sulle spalle la squadra ed a guidare l’attacco dei suoi.

E’ riuscito ad attaccare con più convinzione creando vantaggi offensivi a più riprese. Anche la serata al tiro è stata molto più felice rispetto alle volte passate: alla fine il tabellino recita 20 punti con 3 su 5 dall’arco, 8 rimbalzi e 4 assist. In mezzo alla solidità dei padroni di casa, poi, spicca la prestazione di Kulagin, un cecchino letale dall’arco: 12 punti con 3 su 4 dalla lunga distanza.

Fa ancora molta fatica, invece, Conner Frankamp. Su di lui c’erano buone aspettative ad inizio stagione ed ancora è presto per parlare, ma per ora l’impressione è che non riesca a trovare i ritmi giusti e che faccia fatica in questo tipo di competizione. Pascual nella gara di oggi lo ha tenuto in campo solo poco più di 8 minuti.

Zenit-Baskonia Lloyd
Lloyd batte Fontecchio in un’azione di gioco

Differenza abissale nella lotta a rimbalzo: 52 a 27 Zenit

Quando il dato finale della sfida sotto le plance è quello evidenziato qui sopra c’è poco da commentare: siamo davanti ad un divario troppo evidente. I lunghi azzurri hanno dominato quelli avversari: Mickey, Gudaitis e Poythress hanno troneggiato sui resti dei lunghi avversari senza fare nemmeno troppa fatica. Imbarazzante, quasi, la differenza fra i due reparti.

Da questa sfida, Enoch, Nnoko e Costello escono ampiamente con le ossa rotte. L’ex Gran Canaria è l’unico a salvarsi, anche se la fatica sul suo volto era evidente. Gli altri due, molto semplicemente, non sono al livello per giocare in questa competizione tanti minuti. In particolar modo Enoch pare essere ancora molto acerbo per poter calcare i palchi di Eurolega con la continuità con cui Ivanovic è costretto a schierarlo in campo per mancanza di alternative; in alcune circostanze è incappato in alcune letture disastrose.

E’ un Baskonia brutto, limitato e poco competitivo

Lo si era già visto nelle prime uscite stagionali; poi qualche vittoria di carattere aveva momentaneamente allontanato i nuvoloni scuri presenti sopra le terre basche. Oggi tutti quei limitati evidenziati in precedenza sono tornati a galla con preoccupazione. E vedere in panchina un Dusko Ivanovic così frustrato dispiace, e non poco.

Sulla prestazioni di stasera pesano ovviamente le assenze di Giedraitis e Peters, però sembra che i baschi, soprattutto in attacco (in difesa sanno reggere, con tigna e caparbietà) facciano una fatica a pazzesca anche solo a trovare un tiro pulito nell’arco di un quarto. Tra secondo e terzo quarto i russi hanno piazzato un parziale impietoso di 26-0 ed i baschi nei due quarti centrali hanno messo a segno la miseria di 14 punti.

Gli unici che riescono a rendersi pericolosi sono Fontecchio, Baldwin e Granger, ma è davvero troppo poco. Questo Baskonia sembra non avere i giocatori giusti per interpretare il gioco di Ivanovic; un gioco veloce, rapido, fatto di transizioni e di tanta “garra”. Grava su questo concetto la presenza di un play ordinato e pulito come Granger, validissimo di per sé, ma non adatto al coach serbo. Ed è normale che in mezzo a tutte queste difficoltà anche un giocatore come Fontecchio faccia fatica ad esprimersi al meglio.

La prossima settimana ci sarò subito un’altra gara difficile col Maccabi (vittorioso contro il Barcelona). Nell’immediato per il Bitci sarà importante recuperare gli assenti e ritrovare una solida identità, altrimenti il tunnel sarà sempre più lungo e tetro.

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