La lavagnetta di Eurodevotion #7: una twirl action di Radonjic

Andrea Ranieri
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Pareva un doppio turno tutto sommato semplice quello dell’Olimpia Milano, tra la trasferta a Monaco di Baviera e l’impegno casalingo contro la Stella Rossa. Invece, il primo appuntamento ha portato in dote la prima sconfitta europea stagionale; il secondo, come sempre contro le squadre di Dejan Radonjic, si preannuncia comunque ostico. Oggi la lavagnetta di Eurodevotion vi parla di twirl action, una lettura particolare di una situazione offensiva molto frequente, quella dei blocchi stagger.

Perché, se è vero che tutti consideriamo Radonjic un maestro della metà campo difensiva, dove le sue squadre giocano un basket molto aggressivo, sempre teso ad imporsi, ogni tanto ci scordiamo delle belle idee offensive che il Coach riesce a costruire anche con squadre generalmente di limitato talento. Le soluzioni con blocchi stagger sono tra le preferite dell’allenatore serbo, che li usa spesso anche per le rimesse offensive. La twirl action è una diretta conseguenza di set che prevedano questo tipo di collaborazione. Con l’aiuto di BasketHead analizziamo nel dettaglio quanto anticipato finora.

Come funziona: la twirl action di Dejan Radonjic

Un’esecuzione di twirl action della Stella Rossa dalla gara contro il Maccabi

Come di consueto, cominciamo dalle definizioni. Cos’è una twirl action? Una situazione di blocchi stagger (due blocchi in fila con angoli differenti) in cui chi deve sfruttare i due blocchi sceglie di usare solo il primo, perché legge che ha vantaggio a fare ciò; se succede questo, poi chi aveva piazzato il primo degli stagger, riceve un blocco da colui che avrebbe dovuto piazzare il secondo blocco dello stagger.

Analizziamo ora l’azione, presa dalla trasferta sul campo del Maccabi. Per iniziare, Nate Wolters passa la palla a Marko Simonovic, che si è smarcato, e va a riprendersela con un handoff che ha puro scopo di trasferimento. Dopo aver effettuato il passaggio consegnato, Simonovic si apre (fa “pop” in gergo) e sfrutta un blocco flare, in allontanamento rispetto alla palla, da parte di Ognjen Kuzmic. Nel mentre, Ognjen Dobric, partito nell’angolo sinistro del campo, taglia sulla linea di fondo fino all’angolo opposto.

Dopo aver sfruttato il flare, Simonovic diventa il primo bloccante dell’azione di stagger, seguito ancora da Kuzmic. A dover utilizzare questi blocchi è Dobric. L’ala serba legge subito che, sull’inseguimento, il suo difensore è in netto ritardo, quindi esegue immediatamente un ricciolo stretto sul primo dei due blocchi (prima componente della twirl action). Interessante è il finale dell’azione: il difensore di Simonovic ora dovrebbe fare bump su Dobric, ovvero fermarlo con il corpo mettendosi sulla linea di penetrazione, o addirittura cambiare in emergenza, visto il netto ritardo.

Questo non accade, perché chi marca Simonovic fa un leggero passo in avanti, rendendosi conto che lo stesso numero diciannove sta per sfruttare un blocco di Kuzmic (seconda parte della twirl action). Il lato debole è completamente assente e Dobric può finire comodamente al ferro.

Questo tipo di lettura, la twirl action, permette di giocare sulla pigrizia difensiva rispetto al primo blocco dello stagger, una cosa che spesso accade e raramente è punita. Molto interessante e non facile da fronteggiare.

Come si batte: la twirl action di Dejan Radonjic

Ora, proviamo a offrire (umilmente, ma ormai nemmeno troppo) a coach Ettore Messina e staff un paio di soluzioni difensive a questo genere di soluzione, ben sapendo che la pallacanestro non è una scienza esatta – pensate che noia sennò – e che la situazione proposta è molto scivolosa per la difesa.

Prima soluzione possibile è quella di inseguire sul primo blocco, come cerca di fare il Maccabi nel video. A quel punto però bisogna capire come farlo, ovvero dando contatto da subito all’attaccante per impedirgli di prendere troppa velocità, cercando anche di passare con lui sul blocco e chiedendo un passo di aiuto con bump al difensore del bloccante.

Ovviamente, in questo caso, il difensore che nel video marca Simonovic rischierebbe di rimanere indietro sul blocco di Kuzmic che poi questi va a sfruttare. Qui noi, trattandosi dei numeri 4 e 5 e considerando le coppie di lunghi che schiera Milano più di frequente, proponiamo un cambio sistematico, per togliere un tiro facile a 4 e mettere comunque un corpo di livello contro 5.

Sul primo dei due blocchi ci sentiamo anche di proporre, in alternativa, un altro cambio a due, in certe situazioni. Quali? Quelle in cui a giocare lo stagger e la twirl action conseguente sia il numero 3 avversario (così accade nel video). Con giocatori come Shavon Shields o addirittura Giampaolo Ricci, un cambio tra 3 e 4 sarebbe un problema contenibile per Milano e permetterebbe di evitare che l’attacco guadagni facilmente un immediato vantaggio.

Come sempre, anche per questa twirl action parlerà il campo, mentre noi guarderemo, in attesa che tutto questo accada.

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