Il primo ristoro, Mike James, l’Eurocup Rocky Horror della Virtus, Pipporicci e altre amenità

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Il primo ristoro… o meglio il primo tagliando a firma Maurizio Zoppolato per la nuova stagione di Eurolega. Come sempre, nel mod in cui si fa solo sul suo pianeta, di cui è rigorosamente unico abitante.

Primo tagliando. Sepolto sotto una montagna di articoli di Eurodevotion -dico, si è toccata quota 5.000, e ho il merito di non avervi contribuito se non per un infinitesimale-, riesco a riemergere giusto giusto per il post-quinto turno che marca il primo ristoro. Eh sì, perché nelle maratone, a 5 km c’è già il bancone con l’acqua, a illudere i runners “toh, sono già qui”; guarda caso, le finaliste potrebbero contare 41 partite giocate (se giunte alla quinta nel turno di play-off), una sola in meno dei fatidici 42 km della corsa tradizionale.

Vada come vada, le Final 4 saranno a Berlino, come la seconda fase degli europei settembrini dopo il girone che gli azzurri giocheranno a Milano. Si profila latente l’idea di cosa potrei farmi regalare, sotto forma di biglietto aereo…

Corazzate. A leggere i roster, Barcellona e CSKA sarebbero già finaliste, e che spasso che solo una possa vincere. Certo, se si pensa che il Barcellona -inteso come polisportiva- sarebbe tecnicamente fallito, e che il CSKA afferma periodicamente di aver operato tagli al budget, verrebbe addirittura da sbellicarsi.

Quel che invece non fa ridere per nulla è la sequenza di infortuni capitati all’Armata Rossa (massì, per i diversamente giovani resta quello il nome, con una punta di nostalgia canaglia), precipitata in quel mood per cui è il gatto nero che rifiuta di attraversare la strada se ne incrocia il pullmann. Certo che se per ripristinare il numero legale pescano uno che vanta 11 punti e 8 rimbalzi di media nell’NBA, la simpatia solidale sfuma come il vino all’inizio del risotto.

infortuni

Mike James. Tra le immagini inebrianti di questa prima frazione, spicca Mike James a Montecarlo. Non tanto per quel che fa in campo in un team dichiaratamente outsider nel torneo, e ben si capisce il coach che gli ha dato le chiavi della squadra, dello spogliatoio, dell’auto del GM, della sua (del coach) depandance «e mi raccomando, se manca qualcosa nel frigobar chiama che mandiamo a riempirlo entro 10’». No, non per questo: vi immaginate cosa può combinare fuori dal campo, tra Montecarlo e Cannes?!?

Bologna. Appena fuori dal perimetro di Eurolega, cresce -al di là di ogni legittimo sfottò campanilistico- il rammarico per la mancata presenza della Virtus: per quanto (di impressionante) mostrato finora, sarebbe stata una legittima contender per i playoff.

Sennonché -come ormai si sa bene- la formula dell’Eurocup è accogliente quanto la casa di Frank -N-Furter nel Rocky Horror, con quattro partite secche tutte decisive per vincere il torneo, dopo 18 incontri determinanti quanto la verifica sui compiti delle vacanze a inizio settembre.

Insomma, ci si gioca il posto nell’Eurolega 2022-23 anche su dettagli, come intoppi nelle trasferte o sorprese alimentari.

Amen, vuolsi così colà dove eccetera, ma non parlate di ammortamento degli investimenti dietro alle varie formule dei tornei, please.

Milano. Dal canto suo, l’Olimpia ha sgommato al via come neanche il Valentino dei bei tempi, portando a casa, insieme ad alcuni scalpi prestigiosi, anche partite ostiche pure sul piano nervoso, mostrando un team consapevole di poter recuperare le situazioni complicate.

Certo, Milano ha goduto del restare in città per 4 incontri su 5, e pur se il Forum non è esattamente l’Oaka di qualche anno fa, dormire nel proprio letto anziché in aeroporto ha sempre il suo bel perché.

Purtroppo, al termine del quinto atto si è nuovamente incrinato il cristallo che sembra comporre il corpo di Delaney, un altro che gira con la nuvola personale di fantozziana memoria. A parte il dover rinunciare per le prossime 5 uscite (almeno) a quello che sembrava il più “on fire” del momento, l’assenza scopre necessariamente la maggior magagna attuale del telaio: l’assenza del terzo play a livello di Eurolega, dopo che Grant si è autonomamente destinato a finire in un sottoscala, avendo mostrato la stessa capacità di costruzione di un cucciolo di maremmano dimenticato chiuso in cucina per un pomeriggio. 

Se avessi spirito da scommettitore, metterei una sommetta sull’ipotesi che sia già pervenuta in sede Olimpia una mail da Amazon Prime con “l’ordine è in consegna” per un play USA. Peccato solo che non io non punti neppure sulle partite già concluse, che chissà mai che l’internet non sia aggiornato, quindi fate voi la tara.

Olimpia Milano

Tifosi Milano. Con gli ultras fuori dal palazzo fino al ripristino della capienza al 100% (personalmente, il senso mi sfugge, considerato che la ripresa vede lontano il target anche sul consentito 60%), arde il fuoco sui social: con il ponderato equilibrio di un ubriaco sul toboga, è stato rapidissimo il passo dal drammone tragico post-supercoppa all’euforia per il primo spezzone di Eurolega.

Nel mezzo, l’unanime considerazione di Hall (Devon, anche se Mike resterà comunque nei cuori forever) come colpo del mercato 2021, l’elezione di Pipporicci a vero Sindaco di Milano e i cori “Dino Dino” da autentici Boomers.

Bene così, fino al prossimo cambio metereologico.

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