Da matricola a outsider: la grande crescita dell’Asvel

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L’Asvel Villeurbanne si presenta al Forum con un record di 3-1 e una squadra molto più profonda e qualitativa rispetto a quella delle due scorse stagioni, pronta a coprire un ruolo di grande outsider.

Due stagioni fa, l’Asvel aprì la stagione con un record di 5-3, prima di pagare lo scotto del ritorno in Eurolega dopo un decennio di assenza. L’anno scorso fu molto più drammatico, segnato da una lunga serie di ko iniziali (compreso quello di Milano alla seconda giornata) prima di una striscia impressionante di 7 successi consecutivi che diede un senso alla crescita societaria e del basket francese, capace poi di aggiungere un’altra squadra all’Eurolega con la salita del Monaco.

Quella striscia vincente maturata tra gennaio e febbraio aveva collezionato scalpi importanti. Dal Barcellona al Bayern Monaco, da Valencia a Baskonia, fino all’Olimpia, soffocata per il secondo anno consecutivo all’Astroballe. Lì, dove l’Asvel ha sempre saputo difendere il proprio campo con doti fisiche, difensive e caratteriali non indifferenti. E oggi, l’Asvel torna al Forum issando la bandiera corsara. Già forte del successo all’esordio in trasferta di Berlino e in fiducia con quel record di 3-1 che gli ha permesso di condividere la vetta della classifica con la stessa Milano e il Barcellona fino a giovedì scorso e al primo ko incassato, a domicilio, dal resuscitato Maccabi Tel Aviv.

Più qualità sul perimetro e forza fisica in vernice

L’Asvel è una squadra pericolosa. Lo è sempre stata anche nei due anni scorsi, quando ancora tastava il terreno per ambientarsi al massimo livello del basket europeo, e lo è, ancor di più, in questa stagione, dove il consolidamento societario ha alzato l’asticella degli obiettivi e costruito un roster molto più profondo e qualitativo in estate. L’Asvel si è subito presentata in Eurolega come squadra tignosa, coriacea e fisica. Caratteristiche poco digeribili per l’Olimpia dei primi due anni della gestione Messina, incappata, non a caso, in due scivoloni all’Astroballe. Oggi, l’Asvel ha mantenuto le sue caratteristiche difensive costruendo un front-court di peso, centimetri ed esperienza, ma ha saputo aggiungere anche produttività e qualità sul perimetro, lì dove l’eterno David Lighty ha sempre faticato a trovare supporto adeguato.

Okobo-Jones: una nuova coppia di bomber?

I francesi si presentano al Forum con due dei sette migliori realizzatori del torneo. Certo, è un dato da prendere con le dovute misure, estratto da un campione molto piccolo di quattro partite, ma la coppia composta da Chris Jones ed Elie Okobo sta dando alla squadra una nuova dimensione esterna. Jones è sempre andato in doppia cifra in queste prime quattro gare, mostrando una personalità e un’efficacia viste raramente nella sua annata da rookie con il Maccabi.

Ma l’uomo che si candida seriamente per diventare uno dei crack della stagione è Okobo. Rientrato in Francia dopo tre anni di speranze infrante oltreoceano, con gli ultimi due trascorsi nel sommerso della G-League, il playmaker francese ha subito dato leadership, carisma, consistenza e qualità alla squadra, andando a occupare uno spot delicatissimo. Okobo ha debuttato con 23 punti senza errori al tiro contro lo Zalgiris (9/9), ha riempito l’intero box-score contro l’Alba (13 punti, 7 rimbalzi, 3 assist), ha servito 10 assist contro l’Efes ed è ri-esploso con altri 23 nel ko contro il Maccabi. Il tutto tirando con il 62% da due e il 53% dall’arco. Come spiegato anche dai numeri, la capacità di produrre è elevatissima, ma con uno usage molto elevato: Okobo ha perso 6 palloni per partita nelle ultime tre gare, ed è primo in questa categoria statistica poco ambita (5 di media).

Alti e bassi: Asvel ancora in cerca della quadratura

Avendo cambiato tanti volti in estate, l’Asvel resta, al momento, una squadra molto imprevedibile, capace di vivere sull’entusiasmo di grandi fiammate ma anche di sciogliersi in strani black-out complessivi. Una situazione del tutto normale, per un gruppo che deve ancora trovare l’amalgama tra i suoi nuovi interpreti. In questo aspetto, nonostante la vittoria nell’ultima gara di pre-season al torneo di Parigi, sembra più indietro rispetto a Milano, che in queste prime quattro gare di Eurolega ha invece cambiato passo dopo le difficoltà affrontate in Supercoppa. Il calendario ha aiutato la maturazione del record positivo (3-1) grazie soprattutto alle due vittorie iniziali su Zalgiris Kaunas e Alba Berlino, due squadre che hanno approcciato la regular-season con tanti problemi, ma le ultime due partite sono un esempio concreto degli alti e bassi su cui sta vivendo l’Asvel.

La vittoria contro l’Efes, arrivata due giorni prima di quella di Milano al Forum, è esplosa su una grandiosa rimonta dal -19 negli ultimi 15 minuti. Un quarto e mezzo in cui l’Asvel ha ritrovato fisicità e quadratura difensiva, spegnendo, come poi fatto anche dall’Olimpia, la coppia Micic-Larkin. Kostas Antetokounmpo, finalmente pronto a scatenare il suo atletismo imbrigliato per troppo tempo in G-League, è stato determinante. E, assieme al sempre rognosissimo James Gist al chilometrico Youssoupha Fall, rischia di dare tanto filo da torcere anche all’Olimpia. Ma la sconfitta sofferta giovedì contro il Maccabi, a sua volta sull’orlo dello psicodramma dopo il pesantissimo ko di Assago, ha mostrato un lato diametralmente opposto: una squadra molle, con scarsa coesione e resilienza.

L’Olimpia parte comunque favorita a prescindere dalla versione con cui l’Asvel che si presenterà al Forum, sia quella riottosa vista contro l’Efes che, a maggior ragione, quella blanda soggiogata dal Maccabi. La difesa sul perimetro ha già fatto la differenza nelle prime partite, e il front-court di oggi, con le aggiunte di Dinos Mitoglou e Nik Melli, cancella l’inferiorità sotto canestro dei precedenti vissuti nelle ultime due stagioni.

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