La lavagnetta di Eurodevotion #5: un ATO di TJ Parker

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Dopo il testacoda contro l’Efes, l’Olimpia Milano è attesa da uno scontro d’alta classifica contro l’Asvel. No, non è uno scherzo di cattivo gusto. I francesi hanno vinto le prime tre partite stagionali, prima di perdere contro il Maccabi nell’ultimo turno. La lavagnetta di Eurodevotion, per questa partita, vuole vagliare una situazione molto molto specifica, ovverosia quella di un ATO di TJ Parker.

Prima di tutto ci sembra il caso di spiegare cosa sia un ATO. Trattasi di un acronimo inglese per parlare di “after timeout”. Quando si parla quindi di ATO ci si riferisce a una situazione di gioco messa in campo subito dopo un minuto di sospensione, che il coach ha utilizzato appunto per disegnare qualcosa di speciale. Quello che stiamo per vagliare, con il contributo video di Augustas Šuliauskas, è un ATO di TJ Parker pensato per i tiratori piuttosto ricorrente nei match dell’Asvel. Quindi attenzione bene, coach Messina.

Come funziona: un ATO di TJ Parker

Un ATO di TJ Parker per i tiratori

Prendiamo in considerazione solamente la prima parte del video, in cui si vede questo ATO di TJ Parker utilizzato contro lo Zalgiris Kaunas.

Matthew Strazel conduce la palla centralmente, mentre Kostas Antetokounmpo, all’altezza della lunetta, piazza un blocco verticale di uscita per Charles Kahudi, che riceve la palla sulla proiezione della guardia e la riconsegna al proprio playmaker con un handoff (passaggio consegnato).

Dopo l’handoff Kahudi esegue un’azione di pop per aprirsi e ricevere un primo blocco flare (in allontanamento rispetto alla palla) dal solito Antetokounmpo. Questo blocco è solo di trasferimento e viene giocato col solo scopo di creare movimento, senza voler generare realmente un qualche vantaggio. Tuttavia, dopo aver usato il flare Kahudi si ferma per piazzare il primo blocco di uno stagger (due blocchi in fila con angoli diversi). Il secondo screen dello stagger è sempre settato da Antetokounmpo.

A sfruttare questo stagger è Antoine Diot, che dall’angolo destro aveva stretto la propria posizione all’interno dei tre punti. Il francese esce con un vantaggio minimo che gli permette giusto di ricevere da Strazel e riconsegnargli subito la palla con un altro handoff, per poi sprintare a prendere prima un blocco cieco di Kahudi e, infine, un blocco di uscita di Antetokounmpo. Il cieco crea una netta separazione tra Diot e Mantas Kalnietis, il quale, per provare a recuperare, cerca di passare in mezzo sull’uscita. Diot legge bene e va in allontanamento verso l’angolo, dove trova un tiro aperto.

Un set particolarmente interessante se si pensa che, di fatto, il tiratore sfrutta la bellezza di quattro blocchi in una sola azione, finendo per eseguire un movimento circolare. Con la giusta esecuzione e le corrette letture tattiche questo ATO di TJ Parker porta inevitabilmente a un tiro aperto, quindi è piuttosto stimolante capire come si possa difendere contro questo set.

Come si batte: un ATO di TJ Parker

Quello su sui è importante concentrarsi per contrastare questo bellissimo ATO di TJ Parker è indubbiamente la sequenza di quattro blocchi composta dallo stagger, dal cieco e dal blocco finale di uscita.

Prima di tutto lo stagger. È indubbio che inseguire, come fa Kalnietis nel video, sia la scelta migliore. Si potrebbe anche pensare di passare in mezzo sul primo per poi inseguire sul secondo, in modo da accorciare la strada da fare, ma questo richiederebbe una comunicazione e una collaborazione molto precise con i difensori dei bloccanti. In caso di ritardo sull’inseguimento, si potrebbe chiedere un passo di aiuto al difensore del secondo bloccante, a patto però che ci sia pressione sulla palla e l’ultimo difensore sul lato debole molto flottato in area.

Mettendo forte pressione sul pallone, a differenza di quanto fa Lukas Lekavicius, si renderebbe anche meno fluido l’handoff successivo all’uscita dallo stagger, rompendo così il flusso di movimento del tiratore. Detto questo, il grande problema si pone contro il cieco. Questo arriva negli otto secondi finali dell’azione, va considerato. Soluzione più ovvia? Cambio a due sul blocco. Soluzione che ci pare più efficace? Cambio a tre su questo stesso blocco.

Guardando il video si nota infatti come Kalnietis abbia già perso contatto con il proprio uomo prima di schiantarsi tristemente sul blocco. In questa situazione, un cambio a due porterebbe a una finta di blocco di Kahudi, che non vedrebbe più nessuno fra sé e il canestro. E allora si potrebbe pensare di mandare il difensore del bloccante sul tiratore, per romperne il ritmo ed inseguire eventualmente sul blocco finale. Però poi sarebbe chi difende la sponda a prendere Kahudi, lasciando al difensore stampatosi sul blocco il compito di cambiare e gettarsi sulla linea di passaggio per la sponda.

Ovviamente, soprattutto davanti a questo fine ATO di TJ Parker, sono tutte opinioni, come sempre. Di certo restiamo curiosi di vedere se questa situazione avrà modo di verificarsi, soprattutto contro una difesa come quella di Milano, attualmente la migliore in Europa insieme a quella del Barcellona.

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