La lavagnetta di Eurodevotion #3: l’attacco ai cambi dell’Efes

Andrea Ranieri
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Chi avrebbe mai detto che alla quarta giornata di stagione regolare lo scontro tra Olimpia Milano ed Efes Istanbul sarebbe stato un testa-coda? Onestamente nessuno. Per la squadra turca al momento non funziona davvero nulla, né offensivamente né difensivamente. E allora, nell’attacco ai cambi difensivi la lavagnetta di Eurodevotion ha trovato un porto sicuro cui approdare per il proprio secondo appuntamento di questa intensa settimana di doppio turno.

Se infatti, nella metà offensiva del campo, l’Efes sta giocando una pallacanestro abbastanza scadente dal punto di vista della coralità, comunque non manca il talento individuale. E questo, quando si tratti di attacco ai cambi, è chiaro a tutti. Così come è chiara la capacità di lettura di chi gioca lontano dalla palla in queste situazioni. Un tema fondamentale per una gara che, pur alla quarta giornata, ci dirà molto sul destino di due teoriche contendenti al titolo europeo. Lo analizziamo con il contributo di coach Dainius Rumsa.

Come funziona: l’attacco ai cambi dell’Efes

Un esempio dell’attacco ai cambi dell’Efes

Il materiale video sull’attacco ai cambi dell’Efes viene dall’imbarazzante sconfitta patita sul campo del Real Madrid alla prima giornata. A essere direttamente coinvolto è il solito Shane Larkin. Entriamo nel cuore dell’analisi.

Mancano circa sei secondi al termine del secondo quarto e Larkin si trova contro Vincent Poirier, numero cinque in questo quintetto del Real Madrid. Il giocatore dei Blancos, tra le sue tante qualità, non può certo contare su una grande mobilità laterale né su un’eccezionale rapidità di piedi, quindi punta a togliere il tiro al diretto avversario, sapendo che sarà aiutato sulla penetrazione, soprattutto forzando Larkin a sinistra, come avviene.

Il deputato a dare una mano a Poirier è Nigel Williams Goss, che è chiamato a un’azione di aiuto e recupero (dovrebbe andare in aiuto e tornare rapidamente sul proprio uomo, in questo caso Vasilije Micic). Ovviamente, per non aprire un tiro facile di Micic, servirebbe anche che Adam Hanga, difensore di Krunoslav Simon nell’angolo, desse a propria volta una mano a Williams Goss.

Contro questo attacco ai cambi il primo aiuto e recupero, quello di Williams Goss, arriva; il problema è che non c’è quello che spetterebbe ad Hanga. L’ungherese non può infatti intervenire perché Simon, con grande intelligenza, taglia sulla linea di fondo, costringendo il proprio difensore a seguirlo. A questo punto Larkin deve solo riaprire per un tiro comodissimo del suo compagno di merende, che poi sbaglia.

Aldilà dell’errore finale, questo attacco ai cambi da parte dell’Efes evidenzia una buona predisposizione alla lettura di queste situazioni, una delle pochissime note positive di questo inizio di stagione.

Come si batte: l’attacco ai cambi dell’Efes

È chiaro che frenare l’efficacia dell’attacco ai cambi della squadra turca sia una delle priorità nel piano partita milanese, soprattutto quando in queste situazioni siano coinvolti Shane Larkin e Vasilije Micic.

Prima di tutto è necessario aver chiaro quando e con chi cambiare. Se a difendere sul bloccante non sono Nicolò Melli o Kyle Hines, si cambia sempre e solo negli ultimi otto secondi dell’azione. Kaleb Tarczewski non può infatti tenere un’intera partita di cambi difensivi, mentre Kostantinos Mitoglou non è abbastanza rapido per stare con gli esterni turchi.

In secundis, bisogna sapere come cambiare. Aggressivamente, senza dubbio, ma spieghiamoci meglio. Innanzitutto non devono essere cambi pigri: contatto con il bloccante per essere pronti a uscire ed evitare facili slip del blocco (finta di bloccare e roll immediato); poi, uscita orizzontale per mettersi davanti alla palla e negare tiro, soprattutto a Larkin, e mano forte.

Gli aiuti e recupero dal lato forte (quello in cui si trova la palla), se il palleggiatore sta per crearsi un vantaggio, sono necessari. E se ci saranno tagli a canestro per togliere le doverose rotazioni, l’uomo del tagliante potrà ruotare sul tiratore libero, lasciando al lato debole il compito di fermare il taglio con ulteriori rotazioni, contando anche sul fatto che l’attacco ai cambi si svolgerà spesso negli ultimi secondi dei ventiquattro.

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