Mike James è commovente, ma il Real si impone sul Monaco nel finale

Mikhail Laurenza
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Una di quelle sere di Mike James non basta al Monaco per evitare la prima sconfitta stagionale in Eurolega per 94-86 in casa di un Real Madrid che, dopo aver toccato facilmente il +23 a inizio secondo quarto contro degli ospiti intontiti, ha dovuto vincere la partita negli ultimi 2 minuti a causa della rimonta condotta dal fenomeno col numero 55 con la canotta biancorossa. A deciderla è una tripla del solito Rudy, a condurla in porto sono le prestazioni meravigliose di Thomas Heurtel e Guerschon Yabusele, quest’ultimo MVP dei blancos con 18 punti e un positivo 8/9 dalla lunetta. Andiamo ad analizzare il match attraverso i tre classici punti di Eurodevotion.

La ritrovata precisione dall’arco degli spagnoli

Il bottino dei primi due incontri del Madrid recitava 15/59 da tre punti (3/24 al Pireo), motivo per cui la difesa del Monaco ha scelto di seguire o raddoppiare il palleggiatore sul pick ‘n’ roll per evitare l’area e forzare il passaggio skip: Heurtel nei primi dieci minuti è perfetto a trovare i tiratori in angolo direttamente dal palleggio, affossando la scelta dei monegaschi che sprofondano sul 12-30, incapaci di organizzare le idee in attacco – dove Causeur è perfetto a passare con Mike James sul pick ‘n’ roll laterale – e lasciando di conseguenza via libera alle molteplici transizioni dei padroni di casa, con un Motiejunas che ad oggi fa tanta fatica a fare quattro campi di corsa consecutivamente. Al termine della gara la squadra di Laso terminerà con 11/22 dalla distanza, compresa la magia di Rudy a sigillare il successo. A costruire il successo però sono le prove di Heurtel, chirurgico nel finale (chiuderà con 13 punti e 7 assist) e Yabusele, che pare essere diventato il go-to-guy degli spagnoli dopo una manciata di gare.

mike james

La strana scelta di Mitrovic

Ciò che più sorprende della gestione della partita di Mitrovic è sicuramente il fatto di aver affidato nuovamente la palla a Paris Lee a rimonta completata, dopo che questa stessa scelta – con James a partire off the ball per giocare uno sterile pick ‘n’ roll laterale con Motiejunas – era stata tra le principali cause della fuga madrilena nel quarto iniziale. L’ex playmaker di Orléans americano ha notevolmente rallentato l’attacco biancorosso e le sue limitate doti offensive non hanno permesso alla sua squadra di alzare il ritmo, cosa avvenuta invece nei due parziali centrali in cui il pallino del gioco è rimasto in mano a Mike James, con Westermann a trovare buone soluzioni dal palleggi grazie alle frenetiche rotazioni del Madrid provocate dalla point guard di Portland. Anche Donta Hall ha beneficiato dell’aggressività del suo numero 55, facendosi trovare pronto sulla linea di fondo per catturare il rimbalzo o ricevere il pallone dopo aver tagliato dietro al suo difensore.

Onnipotente Mike

24 punti con 6/10 da tre e 10 assist, eppure i numeri non dicono niente della prova di Mike James che dalla metà del secondo quarto in poi si è letteralmente preso sulle spalle tutto il Principato di Monaco e ha condotto una rimonta in cui probabilmente solo lui credeva. Le due incredibili bombe a inizio e fine terzo periodo sono una dimostrazione clamorosa di resilienza, termine di cui spesso si abusa ma che mai come oggi serve a qualificare la prestazione di quello che, quando motivato e punto sul vivo, è probabilmente il miglior giocatore del Vecchio Continente. Si può criticare il suo atteggiamento, si possono criticare alcune strampalate forzature in attacco, ma l’immagine che lo ritrae a terra distrutto dai crampi non può lasciare perplessità sul suo cuore: James in una sola serata ha dimostrato perché Mitrovic può pensare di arrivare ai Playoff grazie alla sua sola presenza. Ben al di là di vittoria o sconfitta, resta l’ennesima pagina scritta da un ragazzo che, partito da Omegna, si accinge ad entrare nella top 10 dei migliori marcatori di sempre (sì, di sempre) nella storia dell’Eurolega.

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