Euroleague Weekly #2: Olimpia, Barça ed Olympiacos mostrano grande solidità

alberto marzagalia
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Euroleague Weekly al secondo appuntamento della stagione. 6 squadre comandano imbattute: è ovviamente presto, ma alcuni messaggi sono chiari.

6 squadre al comando con Olimpia, Barcellona ed Olympiacos che lanciano messaggio già interessanti soprattutto a livello di solidità di sistema. Lo Zenit vince due brutte gare ed anche questo non è un brutto segno, mentre Monaco ed Asvel sono le infiltrate ad un ballo per cui non avevano l’invito. Gongola l’Eurolega, il mercato francese fa gola.

Milano gioca un’altra gara di grandissima sostanza in cui dimostra che la difesa è un punto chiave, nonchè molto ben allenata ed organizzata. In attacco manca ancora un po’ di quella fluidità che pretendere ad inizio ottobre sarebbe pura follia.

Olympiacos v Real Madrid è stata una sfida Playoff in tutto e per tutto. Oly difensivamente impeccabile per 40′, il Real per 38’49”, escluso quel minuto ed undici secondi in cui ha subito triple da Vezenkov e Larentzakis nonchè un 2+1 di Hassan Martin. In un conteso così tirato 9 punti diventano un divario irrecuperabile e così è stato. L’Oly ha detto che c’è, il Real c’era già.

Toko Shengelia ha dominato Efes v Cska alla maniera in cui era solito fare con la maglia del Baskonia. 32’39” di intensità e qualità assoluta. Nel finale decisivo Lundberg, che prosegue la costante crescita personale. Efes troppo distratto dietro che rende inutile un Micic stellare in attacco ma lacunoso in difesa.

Il suicido sportivo perfetto del Fenerbahçe ad Oaka è ancora più incredibile se pensiamo che a causarlo sono state tre giocate assurde di De Colo, Guduric e Booker. Due campioni ed un giocatore comunque esperto, l’Eurolega non perdona. Ma il Fener ha sprecato almeno due o tre allunghi precedenti in cui doveva mettere una pietra sulla gara.

L’Asvel vince a Berlino soprattutto grazie ai 24 di Chris Jones, ma Elie Okobo, dopo le prime due gare della carriera in Eurolega, segna 18 di media in 23’04” col 78,6% da due, l’80% da tre, 4,5 rimbalzi e 17 di PIR medio. Unico neo le 6 perse di ieri, ma si è visto di peggio tra le novità assolute.

Il licenziamento di Martin Schiller è una mossa che potevamo aspettarci da tutti ma non dallo Zalgiris, club che si è sempre distinto per competenza e reale autosostenibilità. Se si arriva ad allontanare un Coach che ha fatto miracoli la scorsa stagione (all’esordio…) dopo due gare adducendo motivazioni legate anche alla preseason, con in campo 7 giocatori nuovi, non sappiamo come si possa lavorare su una panchina.

Donta Hall è una delle sensazioni assolute dopo due gare. 13 a partita, 75% da due, 6,5 rimbalzi e 2 stoppate per un PIR di 17,5 in 18’27” di utilizzo medio. Ma oltre le statistiche è stato impressionante l’impatto atletico e fisico sulla competizione. Se riuscirà ad allargare il suo raggio d’azione sul parquet avremo a che fare con qualcosa di grosso.

Nicolò Melli potrebbe diventare il primo candidato MVP di questa lega senza statistiche eclatanti. E’ quasi noioso e ripetitivo il suo modo di dominare le partite con una marea di cose che facilitano il compito dei compagni e rendono efficace tutto il sistema squadra. Sembra già perfino in grado di superare quel naturale periodo di riadattamento all’impegno agonistico che ovviamente serve a chi viene, ed è quasi sempre successo “se” si segue il gioco, da una certa inattività NBA (vedi ad esempio Poirier). Probabile che rispetto al francese (arrivato nel clou della stagione) abbia avuto il vantaggio di aver potuto fare la preparazione con la squadra ed inoltre aver giocato diverse settimane con la nazionale.

Monaco 2/0, quindi Mike James da 30, 7 assist e 5 rimbalzi come pensavamo tutti? Assolutamente no! La squadra di Mitrovic appare molto equilibrata sui due lati del campo ed il talento di Portland dopo due gare è 10/28 al tiro con soli 12,5 a gara. Brillano, però, i 6,5 rimbalzi, più dei 3,5 assist. Ottima l’impressione destato da Paris Lee, decisivo, così come è sembrato tener bene il campo Jerry Boutsiele, esordiente sì, ma 29enne con un buon rendimento alle spalle soprattutto tra Limoges e Cholet.

PS L’undicesimo flash è sempre per lui, Sasha Vezenkov. Senza bisogno di aggiungere alcunché.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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