Il Barcellona tiene e ha la meglio su un rognoso Bayern

Jean Claude Mariani
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All’Audi Dome è il Barcellona a uscire vincente sul Bayern per 80-72.

I padroni di casa ce la mettono tutta per ritrovare la vittoria davanti ai propri tifosi, ma un parziale prima dell’intervallo li condanna.

Scopriamo le chiavi del match nei tre punti di Eurodevotion.

“We were terrible”

Così si pronuncia Augustine Rubit, indiscusso protagonista della prima parte di gara, all’intervallo.

18′ importanti, ma sono i 2 “terribili” minuti finali del secondo quarto che segnano indelebilmente la partita.

Senza Lucic, Radosevic, Zipser, Dedovic e Obst i bavaresi hanno fatto tremare il Barça. Trinchieri ha schierato un quintetto versatile e mobile che ha messo in grande difficoltà l’attacco di Jasikevicius.

La squadra teutonica ha messo in campo il cuore, lottando con tenacia, gettandosi sulle palle vaganti e a rimbalzo offensivo, nonostante in attacco fosse difficile trovare continuità.

In due minuti tutto bruciato. Il Barcellona stritola i rivali, approfitta di una serie di ingenuità dei padroni di casa e confeziona un 10-0 che spacca in due la gara.

Un momento di appannamento che è sintomo di un gruppo non ancora maturo e consapevole – e ci mancherebbe lo fosse, dati i noti problemi e la stagione ancora in fase embrionale. Al contrario lo stesso momento ci rivela il killer instinct proprio del Barcellona, capace di azzannare una gara ostica nell’attimo più propizio.

Se però la reazione bavarese è quella di fine partita, con risorse che paiono scoprirsi infinite in una squadra che apparentemente non ne dovrebbe avere così tante, il Bayern è atteso a un’altra stagione interessante.

Le difese

Bayern e Barcellona, l’anno scorso due delle difese più temibili del continente.

E pare abbiano cominciato bene anche quest’anno...

Per motivi diversi entrambe meno scintillanti in attacco, ricavano dalla fase di non possesso tanto delle loro fortune. Soprattutto nelle prime battute di questa partita si è assolutamente visto.

I bavaresi tenevano con aggressività i cambi difensivi e tentavano in tutti i modi di annullare il gap di stazza con gli avversari – partiti con Hayes da 3 – tramite un ben coordinato lavoro di squadra e un’intensità interessante.

Così hanno sfidato il Barcellona a tirare con i loro peggiori tiratori in campo, e hanno messo in grande difficoltà gli ospiti per gran parte della prima frazione, ovviamente fin quando la mazzata di fine secondo quarto non ha attenuato la forza propulsiva dell’inizio.

Dall’altro lato l’armata catalana, con i corpi che ha a disposizione, oltre che interpreti difensivi assoluti, ha capacità di soffocare i rivali e così ha fatto, questo gli ha permesso di mantenere il vantaggio, manipolando gli attacchi del Bayern, forzando sempre la palla da un lato, e impedendo qualsiasi facile avvicinamento al canestro.

Solito vecchio Barça

Se il Bayern esce dal campo a testa alta, il Barcellona vince con merito una partita per niente facile, ma conferma ancora una volta dei suoi difetti cronici.

L’attacco innanzitutto pare non abbastanza pronto per il livello a cui la squadra di Jasi aspira, è ancora troppo facile a incepparsi e fatica a trovare soluzioni quando si trova di fronte a difese ben preparate.

Il secondo difetto, invece, è la tendenza al suicidio, che stasera la stava portando a riaprire nel finale una partita che era in pieno terzo quarto già ai titoli di coda.

La sensazione è che sulla strada per la grandezza dei blaugrana ci siano ancora alcuni piccoli ostacoli che rischiano di diventare pulci nell’orecchio per la squadra e che occorre spazzare via: manca poco per una compagine che, comunque, per quello che vale ora, è già in vetta alla classifica.

Photo credit: euroleague.net

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