Il Real Madrid domina l’Efes all’esordio: la coppia Heurtel-Tavares già s’illumina

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E’ un dominio blancos il remake della scorsa serie playoffs tra Real Madrid e Efes Anadolu: il punteggio finale di 82 a 69 non testimonia nemmeno fino in fondo quello che si è visto in campo stasera al Wizink Center. La squadra di coach Laso è scoppiettante, vivace e propositiva a partire dai soliti veterani fino ai nuovi innesti che si dimostrano già ben inseriti all’interno del sistema madridista; e l’intesa non potrà che salire con il passare dei mesi. Dall’altra parte una squadra che fatica ad entrare in partita, lenta nei movimenti, prevedibile ed ancora fuori condizione.

Il risultato è una partita a senso unico che vede i padroni di casa giganteggiare e gli ospiti arrancare nel tentativo, poco convincente, di ritrovare le giocate che hanno illuminato la scorsa edizione di Turkish Airlines Euroleague.

Proviamo a leggere la partita tramite i tre punti d’analisi di Eurodevotion!

Dominio madrileno a rimbalzo!

Non c’è altra parola per definire quella che è stata la lotta a rimbalzo fra le due squadre: dominio blancos! Le due cifre, a leggerle, sono quasi impressionanti: 42 a 18, di cui 12 del solo Walter Tavares che sotto canestro fa quello che vuole contro i lunghi ancora un po’ imballati dell’Efes (fatta eccezione per Petrusev), facendo contare anche 13 punti e 2 stoppate. E la partita si decide anche già qui perché questa abissale differenza nei rimbalzi catturati vuole dire seconde ed anche terze chance per il Real che può beneficiare di una quantità considerevole di minuti in più nella metacampo avversaria rispetto agli ospiti.

Gli 0 rimbalzi di Pleiss e Dunston, e i 2 a testa di Singleton e Petrusev, definiscono ampiamente la difficoltà dei lunghi turchi, continuamente sbeffeggiati da degli avversari molto più in palla ed esplosivi con le gambe. Ma non c’è solo Tavares in casa madridista. Se ancora Poirier non è ai livelli che ci aspettiamo (anche se qualche giocata di tocco delle sue le abbiamo potute vedere), c’è Guerschon Yabusele a fare già la voce grossa insieme al compagno capoverdiano. Intensità, atletismo, fisicità, forza fisica … davvero un bagaglio di opzioni spropositate per l’ex Boston Celtics. E pensare che a Laso mancavano nel reparto lunghi due giocatori come Anthony Randolph e Trey Thompkins, ad oggi ancora indisponibili.

Insomma, guai a chi si azzarda ad aggirarsi nel pitturato delle merengues!

Real Madrid Efes Tavares
Walter Tavares domina sotto canestro

Le chiavi della regia del Real Madrid sono già nelle mani di Thomas Heurtel

L’ex Barça detta già i ritmi e li detta bene: fluidità di manovra, frequenza di palleggio, runner dalla media, alley hoop per i suoi lunghi, tiro dall’arco e tanto altro. Sono tutte le armi che già oggi Thomas Heurtel ha sfoggiato nella notte splendente del Wizink Center.

Durante la scorsa stagione (anche a causa dei numerosi infortuni di Sergio Llull) Laso aveva sofferto terribilmente la mancanza di un play che dettasse i ritmi della sua squadra, dopo l’addio di Campazzo e i risultati altalenanti di uno come Laprovittola il cui rapporto non è mai sbocciato col pubblico della capitale.

Ora in cabina di regia c’è Heurtel e dalle prime impressioni sembra starci molto bene. Ne beneficiano i lunghi ed i tiratori. Tavares e Yabusele hanno già potuto godere di qualche assistenza al bacio, ma qualche cioccolatino non è nemmeno mancato per i tiratori dall’arco. L’impressione è che possa essere l’uomo giusto al posto giusto. Ci sarà ancora tempo per capirlo a fondo, ma le impressioni sono quelle giuste.

E’ il solito Efes di fine settembre

Com’era l’Efes che abbiamo visto durante lo scorso autunno dopo l’annata bloccata dalla pandemia? Simile, per non dire uguale a quello visto oggi in campo. Svogliato, poco in partita, lento nei giochi, molto falloso e sempre mezzo passo o mezzo secondo indietro nelle letture: ma le facce non sono preoccupate. E, in effetti, le facce di settembre devono essere così: poco preoccupate e poco galvanizzate, in un senso o nell’altro.

L’anno scorso lo stato a marce ridotte dell’Efes è durato fino a dicembre, poi è arrivata la forza prorompente della corazzata che ha vinto l’Eurolega. Quanto ci metterà quella corazzata a comparire quest’anno? Difficile dirlo, forse ci vorrà ancora del tempo per ritrovare la condizione giusta. Ma arriverà; quindi davvero nessun allarmismo per i campioni in carica.

Intanto, nella debacle di questa sera, ci sono già i 21 punti di Larkin e tanti lampi di quello che potrebbe essere davvero una delle rivelazioni dell’intera competizione, ovvero le prestazioni di Filip Petrusev (17 punti stasera). Il classe 2000 ha tutto per essere uno dei migliori lunghi in Europa e pare che sia sulla strada giusta per centrare questa previsione.

(Credits: photos from Euroleague website)

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