Toni Cappellari chiarisce: E’ sbagliato distinguere tra italiani e stranieri. La squadra è una sola

alberto marzagalia
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Toni Cappellari torna sulle dichiarazioni contenute nel suo Punto di questa mattina che hanno fatto molto discutere nell’ambiente della tifoseria biancorossa.

Premessa, nessuna rettifica, solo un semplice chiarimento ad integrazione di quanto detto e scritto.

Riteniamo da sempre, e non cambierà mai, che si possa non esser d’accordo con qualsiasi opinione mantenendo il massimo rispetto tra le parti.

Se un dirigente che ha vinto tutto nel basket italiano e che ha “vestito” i colori biancorossi meneghini per più di 30 anni ritiene di non essere d’accordo con quanto detto da uno straordinario allenatore di pallacanestro, non vediamo nulla di strano nel raccogliere le opinioni e farne oggetto di scambio di vedute.

Se poi la prima stesura di queste dichiarazioni è parsa lacunosa poichè non ha chiarito l’esatta natura del disaccordo, allora chi scrive ed ha riportato le parole di Toni, in prima persona, si prende le proprie responsabilità e cerca di integrare il tutto con qualche riga in più che possa aiutare a comprendere le motivazioni di quel disaccordo.

Eccoci, allora…

Toni, sembra che le tue parole di questa mattina abbiano creato un certo rumore mediatico, come se tu volessi andare contro Messina. Mi pare proprio che non fosse così, o mi sbaglio?

«Mi viene da ridere, la mia stima per Ettore è altissima, lo sai tu e lo sanno in tanti. Posso non esser d’accordo, per una volta, su qualche cosa?».

Ma certo! Però spieghiamo meglio i punti del tuo disaccordo rispetto all’intervista rilasciata dal Coach a Repubblica..

«Sulla parte che riguarda “la squadra di sistema” e le mosse di mercato non ho nulla da dire, sono perfettamente in linea con quanto ha detto».

Sulla corsa scudetto e sugli obiettivi stagionali?

«Tra giocare e vincere c’è una bella differenza e lo so bene. Io comprendo la prudenza di Ettore, normale, però è altrettanto vero che questa è una squadra super-attrezzata per vincere lo scudetto ed è difficile mantenere un basso profilo di fronte a questi valori. Mi sembra di aver detto che a mio parere l’Olimpia farà i PO di Eurolega, ma questo è passato inspiegabilmente in secondo piano. Lungi da me il voler porre pressione o cose del genere, che peraltro Messina ed un club come l’Olimpia sanno gestire al meglio, trattandosi di professionisti di alto calibro, ma personalmente ritengo che gli obiettivi debbano essere alti».

Mi pare che la parte dove sei meno d’accordo sia quella che riguarda gli italiani…

«Sì. A mio parere in genere si commette un errore di base, ovvero separare i giocatori italiani da quelli stranieri. Milano, come qualunque altro club, deve essere squadra, che ci siano in campo gli uni o gli altri. Ettore deve lavorare per creare questo, dopodiché è giusto che giochino i migliori, questo è un principio che non si può discutere. Però per avere tutti ad un livello competitivo è necessario che le opportunità arrivino in egual misura. Anche perchè c’è un regolamento da rispettare in LBA, quindi non avrebbe alcun senso non tenerlo in considerazione. Fatto quello e valutato come lavorano in allenamento, arrivano i tempi delle scelte e qui tocca solo e soltanto al Coach».

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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