Marco Ramondino: Milano e Bologna profonde e ricche di talento. Diamo loro il tempo di lavorare

alberto marzagalia
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Marco Ramondino, Coach della splendida realtà di Derthona, ha conversato con Eurodevotion su tanti temi di Eurolega.

Coach Ramondino ci ha più volte espresso la sua ammirazione per la pallacanestro di Eurolega ed i suoi protagonisti. Chi meglio di lui per introdurre la stagione che partirà giovedì prossimo?

Ciao Coach, innanzitutto tanti complimenti per la pallacanestro che sta esprimendo la tua squadra sinora. Sarà pure preseason, ma si vedono tante cose belle che fanno pensare ad una stagione di un certo tipo.

«Ti ringrazio, ma come hai detto è preseason. Dal weekend si giocano le gare che contano e sarà tutto differente, la stessa differenza che c’è tra stagione regolare e Playoff… Poi è vero, meglio vincere che perdere, sempre».

Hai affrontato la Virtus ed hai avuto modo di seguire da vicino la Supercoppa e la finale tra Bologna e Milano. Cosa mi dici delle due squadre da tutti indicate come le favorite della stagione nazionale?

«Sono squadre molto profonde numericamente e con tanto talento, che si esprime in modo differente tra i vari protagonisti. Quando sei così attrezzato per obiettivi che oggi sono lontani serve avere pazienza per trovare i giusti equilibri ed è normale avere alti e bassi in questa fase. Spesso accade che quegli equilibri che magari sono ottimali oggi non saranno lo stesso dopo: è un discorso che vale per entrambe le squadre».

Ritieni che siano due squadre di livello molto simile?

«Il livello è molto alto per tutte e due. Ovvio che la partecipazione all’Eurolega ti dia un “appeal” maggior verso certi atleti. La Virtus bilancia questa situazione con un aspetto mentale che arriva dalla consapevolezza nata con la finale di giugno. Ad esempio Pajola…»

Ti fermo, Coach, era la domanda che stava per arrivare: non si può non soffermarsi proprio su Pajola…

«Lui rende a questi livelli anche per la consapevolezza che ho citato. Ci ho lavorato con la Under 20, ha una mentalità super, mette la squadra prima di ogni altra cosa. Ora dovrà affrontare un ulteriore passo avanti, con prove dure che deriveranno dal fatto che ormai è un protagonista assoluto e gli avversari studieranno molteplici soluzioni contro di lui. La sua sfida sarà questa».

E la tua impressione su Kevin Hervey? Ha fatto girare la testa a tanti…

«Dal vivo fa paura, tira va a rimbalzo con aggressività… Ha un potenziale altissimo, da Eurolega. In quell’ottica, che sarà la sua dimensione, dovrà sfruttare la sua grande caratteristica sul perimetro, dove è impressionante, accrescendo il suo valore nella difesa spalle a canestro. Se si esprime a questi livello di competitività con continuità, i limiti sono molto alti».

Che stagione ti aspetti tecnicamente in Eurolega?

«Non è facile dirlo, perchè ad esempio lo scorso anno mi aspettavo più cambi difensivi di quanti ne ho poi rilevati. Piuttosto sono incuriosito da come giocheranno le rivelazioni della stagione passata come ad esempio Zenit e Zalgiris, come fanno fronte ai cambiamenti. Penso proprio allo Zenit, che ha perso Pangos… Le stesse Milano e Bayern, andate benissimo, voglio vedere come gestiranno la nuova sfida con nuovi protagonisti. Certo che se dovessero confermarsi, potremmo confermare una volta di più che di esser in presenza di guide tecniche straordinarie».

Quasi tutti i commentatori dividono le 18 squadre in tre fasce: le 4 favorite (EFES-CSKA-BCN-REAL), poi un groppone in lotta per i Playoff ed infine squadre come Monaco, Stella Rossa, Unics, Alba e Panathinaikos in coda al gruppo. E’ anche la tua visione?

«La storia ci dice che le grandi sono sempre lì e mi aspetto che non cambi molto. Credo che il Monaco possa fare bene e sorprendere perchè in grado di assecondare il gioco di Mike James, giocatore che le sue rivali in quell’ultimo gruppo non hanno e che fa la differenza. Possono essere sorprendenti non solo con quel tipo di squadre, ma anche contro le più forti. E’ più semplice che un giocatore come Mj trovi la quadra in un sistema simile piuttosto che in una grande, dove gli equilibri sono diversi».

«Scariolo e Messina sono allenatori da Hall of Fame. Ma quella di Springfield…»

Il Real affrontata stagione con una mini rivoluzione ed una transizione verso un gruppo diverso dopo tanti anni, anche con giocatori a volte discussi come Heurtel e Williams-Goss. Ritirato Reyes, tre partenze verso la NBA, i vari Rudy, Causeur e Llull abbondantemente sopra la trentina. Che stagione immagini per i “blancos”?

«In certi club la parola rifondazione non esiste. Devono essere sempre e subito lì dove conta. Nonostante le cose che hai segnalato, loro lì ci sono, anche perchè Laso difficilmente non arriva in fondo… Credo che la stagione scorsa sia stata più una questione di salute relativa piuttosto che di cambiamenti. Vedi Llull, se sta bene quando conta la risolve lui, lo ha fatto mille volte, lo rifarà. Ed accanto a questi può emergere il talento dei nuovi, che magari non sono ancora a quel livello, ma hanno tutto per arrivarci in un contesto simile».

Sergio Llull

Un’altra situazione accattivante è quella di Shved al Cska. Molti sostengono che sia un errore, perchè ha già fallito James in quel ruolo, ma non ti sembrano due casi ben differenti? A me paiono atleti ben diversi per la tipologia di vantaggi che creano per le proprie squadre.

«Non conosco le persone direttamente, quindi non posso esprimermi da quel punto di vista. Sono sicuramente giocatori diversi. E’ certamente positivo che un giocatore russo torni nel club da dove è partito, diverso il caso se si trattasse di uno straniero: questo potrà aiutare a trovare i migliori equilibri sul lungo termine. Ma non dimentichiamo che proprio quegli equilibri con James, nel breve hanno funzionato alla grande anche in un club di prima fascia, è sul lungo periodo che si è rotto qualcosa».

Non posso non chiederti qualcosa sul tema degli infortuni. Siamo ad una settimana dall’inizio e la lista dei lunghi stop è già pazzesca. Si può ridurre tutto al “si gioca troppo” oppure ritieni si debba andare oltre?

«Ho recentemente parlato con TJ Bray, mio giocatore a Casale, quando ha annunciato il ritiro, e mi ha detto testualmente che “le stagioni sono sempre più lunghe e le estati sempre più corte”. Le energie fisiche e mentali sono come un salvadanaio: devi metterci qualcosa, non puoi solo prendere, altrimenti prima o poi si svuota. Sono necessari roster lunghi e da allenatori si deve capire di non succhiare tutte le energie nell’oggi, perchè rischi di pagare il tutto un domani. La generazione di atleti odierna ha tantissime distrazioni che utilizzano tante di quelle energie: pensa ad un giocatore attivo sui social, dove spesso viene massacrato. Anche quello pesa. Allenare vuol dire, in questa situazione, permettere di sbagliare: bisogna essere esigenti ma allo stesso tempo accettare che alle volte non arrivi lo sforzo completo, perchè è impensabile per nove mesi di questo livello».

C’è una squadra che vedi come favorita secca? Anche tu con Efes e Cska oppure…

«No, io dico Barça. Nel cammino di Jasi come allenatore vedo molti tratti di quello che Obradovic ha fatto al Fenerbahçe. Prima le Final 4, poi lottare in quell’occasione ed infine il titolo. Saras lo ha fatto tra Zalgiris e Barcellona, ora mi sembra possa chiudere il cerchio».

Sarunas Jasikevicius | Eurodevotion

Chiuderei con una curiosità… Da grande studioso ed amante del gioco che sei, c’è un Coach che ritieni maggior fonte di ispirazione ed al quale cerchi di rubare qualcosa? In fondo anche Popovich ha recentemente detto che “tutti gli allenatori si osservano l’un l’altro e si rubano idee”…

«Eurolega ed Eurocup sono una miniera d’oro da questo punto di vista. Si trovano adattamenti della tecnica infiniti. Da italiano, ma ancor più proprio da appassionato del gioco e del mio lavoro, dico che dobbiamo essere fieri di avere Scariolo e Messina tra di noi, due da “Hall of Fame”, ma quella di Sringfiled, non quella Fiba…».

Così mi dai lo spunto per un’ulteriore domanda: Scariolo ha già fatto vedere alcune cosette tecniche mica da ridere in poco tempo. Concordi?

«Certo, roba che non si vedeva da anni. Ma ti dico che mi aspetto tanto anche dal basket essenziale che vuole giocare Milano. Diamo a Messina il tempo di armonizzare il tutto e poi vedremo belle cose».

Alla prossima, Coach.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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