La lavagnetta di Sergio Scariolo: l’uso del veer screen

Andrea Ranieri
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Tra i principali movimenti estivi sulle panchine europee figura indubbiamente l’arrivo di coach Sergio Scariolo sulla panchina della Virtus Bologna, secondo, per importanza, alla sola firma di Zelimir Obradovic al Partizan Belgrado. Per iniziare a studiare la nuova Virtus torna la lavagnetta di Eurodevotion dopo la lunga pausa estiva. Si parlerà di attacco, e di veer screen in particolare.

Passeremo, prima di tutto, per una precisa definizione tecnica di questo tipo di azione, che ha origini statunitensi e si sta diffondendo sempre più anche nel Vecchio Continente. Come da tradizione, ci baseremo su materiale video, grazie ai contributi di coach Marc Hart e Francesco Nanni, assistente allenatore di Scafati nella A2 nostrana.

Che cos’è: il veer screen

Una spiegazione grafica del veer screen

Il veer screen, come si deduce dal nome inglese, è un tipo di blocco; per la precisione, parliamo di un blocco effettuato lontano dalla palla. È, ancor più precisamente, un blocco diagonale a scendere, pensato quindi per liberare chi lo riceve sul perimetro.

Nata e diffusasi prioritariamente in NBA, questa azione prevede che, dopo un pick and roll, il lungo che ha bloccato vada a piazzare questo blocco diagonale di uscita (veer screen appunto) per l’esterno che gioca come sponda sul lato cieco del pick and roll, ovvero sul lato opposto rispetto a quello in cui va il palleggiatore. Per intenderci, nella rappresentazione grafica 1 palleggia verso sinistra dopo aver preso il blocco, 2 è la sponda di lato cieco.

Questo tipo di set nasce come risposta alle difese di contenimento sul pick and roll. In questo tipo di difesa si prevede che chi marca la palla provi a passare sopra il blocco con il palleggiatore, oppure che lo insegua. Il difensore del lungo, per qualche attimo, spesso deve gestire un uno contro due in questo tipo di difesa, dovendo rallentare la palla senza perdere di vista il rollante. Per dare una mano al lungo di solito chi marca la sponda di lato cieco va ad aiutare contro il rollante (“tag” in gergo).

Da qui deriva la genialità del veer screen: portare un blocco su un difensore che sta iniziando a staccarsi per aiutare può portare un grande vantaggio di tempo e spazio alla sponda, che probabilmente riuscirà a ricevere con un discreto margine. Questo tipo di giocata è infatti utilizzata, in genere, per liberare i tiratori migliori.

Come funziona: il veer screen della Virtus Bologna

Un esempio del veer screen dal match di Magenta Cup contro il Panathinaikos

Facciamo riferimento all’ultima uscita della Virtus, la finale per il terzo posto alla Magenta Cup di Monaco, persa 112-111 dopo due supplementari contro il Panathinanikos.

Per vedere un’applicazione pratica del veer screen entriamo subito nel vivo del materiale video. Michele Ruzzier conduce lateralmente la palla sul lato sinistro e gioca un pick and roll di ingresso con Kevin Hervey. Nel mentre, sul lato debole Ekpe Udoh piazza un blocco a scendere per Marco Belinelli, che può ricevere con un discreto margine di spazio. Lo stesso Udoh riceve poi palla in post alto dalla guardia azzurra.

A questo punto viene ciò che ci interessa. Belinelli, subito dopo aver passato il pallone, corre a settare uno split screen (un blocco che di solito viene portato a un compagno vicino da chi passa la palla in post basso) per Ruzzier, in modo che questi possa giocare un handoff (che qui sostituisce il pick and roll) con Udoh.

Con la difesa che passa in mezzo, il lungo nigeriano non comincia neanche a rollare e si getta a piazzare il veer screen per Belinelli. In realtà, il numero tre delle Vu Nere esce con pochissimo vantaggio, ma la sua capacità di tirare fuori equilibrio fa la differenza, portandolo a realizzare da tre punti.

È interessante notare come Scariolo abbia qua utilizzato l’azione di veer in seguito ad un consegnato e come l’abbia trasformata, di fatto, in una giocata di “blocca il bloccante”, dato che lo stesso Belinelli aveva portato un blocco a Ruzzier poco prima. Siamo certi che nell’arco della stagione il coach bresciano ci regalerà diverse perle, offensive e difensive. Questo era un primo assaggio, tanto per darvi il bentornato nell’angolo tattico di Eurodevotion.

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