Supercopa spagnola, “clásico” non scontato?

alberto marzagalia
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Supercopa spagnola al via oggi, con finale domenica al Santiago Martin di Tenerife. Potrebbe non essere tutto così scontato.

Liga Endesa che assegna il suo primo trofeo ufficiale della stagione nel weekend.

Al Pabellón Santiago Martin di San Cristobal de la Laguna, nel nord della “isla”, scendono in campo Barça, Valencia, Real e Tenerife.

Alle 19 prima semifinale tra “blaugrana” e “taronja”, alle 2200 i padroni di casa del Lenovo ospitano la “casa blanca”.

Sulla carta, come sempre, si attende una domenica di “clasico”, in cui si dovrebbero incontrare i rivali eterni catalana e castigliani, ma la preseason, fino a dora, ha fornito alcuni verdetti che non danno certezze in questo senso.

Tra l’altro sono tantissimi i temi per una competizione della quale la Liga ACB sottolinea gli importanti cambi di maglia tra i giocatori delle protagoniste.

Il Real è sceso in campo per 3 test amichevoli, sconfitto nelle prime due occasioni, dopodiché si è parzialmente riscattato superando Murcia nella seconda serata del “Costa del Sol”.

Il Barça, nello scorso weekend, ha superato senza gloria un’incerottata Joventut Badalona, tanto da far dichiarare al proprio Coach che «non c’è nulla di cui essere contenti», prima di cadere inopinatamente nella finale di Liga Catalana contro un Manresa che non sollevava il trofeo dal 1999 nelle finali di Granollers. 

Proprio Jasi ha liquidato il fine settimana con un eloquente «Settimana negativa, per il risultato e per come abbiamo lavorato».

Nelle ultime ore, come se non bastassero i problemi del campo, in casa catalana si sarebbero aggiunti quelli potenzialmente destabilizzanti legati alle posizioni di Oriola e Mirortic, poco inclini, più il secondo che il primo, ad accettare la riduzione di ingaggio prospettata dal club. Tutto ciò secondo il Mundo Deportivo.

Certo che anche gli avversari non se la passano bene: l’assenza di Rivero si aggiunge a quelle già note di Dimitrijevic, Labeyrie e Lopez-Arostegui. Tre dei rinforzi estivi, quindi, la guarderanno da casa.

A Madrid, rientrato Tavares da un AfroBasket comunque positivo dove la sua Capo Verde ha raggiunto la semifinale in cui è stata sconfitta dai futuri campioni tunisini, è arrivata la tegola della possibile assenza di Alberto Abalde per le finali di Tenerife. Nulla di certo, per ora, ma chiaramente un problema in più per Coach Laso.

E’ sempre complicato dare un reale peso ai verdetti di preseason, basti pensare al fatto che solo gli staff interessati conoscono i carichi di lavoro quotidiani e di conseguenza possono tirare le somme su quanto si sta preparando in ottica stagionale, tuttavia è evidente come qualche campanello d’allarme ci sia stato, sia dalle parti del Palau che da quelle di Valdebebas.

In Catalunya è abbastanza chiaro come ci sia un’aria non esattamente delle più pure dopo un’estate in cui la locomotiva calcistica ha presentato conti drammatici, arrivando all’impensabile ed imperdonabile (per la dirigenza)  addio di Messi: i vagoni del treno blaugrana, tra cui il “basquet”, non potevano restare esclusi da questo terremoto finanziario vissuto tra stampa e tribunali fino alle verità finali del Presidente Laporta.

Jasi ha più volte sottolineato come «si faccia e si sia fatto quello che si può sul mercato», aggiungendo però altrettanto spesso che «la squadra è buona e ben assortita».

Valencia è u’ottima squadra, costruita molto bene per tornare immediatamente in Eurolega. L’impatto di Coach Penarroya è intrigantissimo da valutare, peccato le tante, importantissime assenze.

Alla fine i padroni di casa di Tenerife potrebbero essere quelli più tranquilli.

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Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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