JOVENTUT BADALONA: analisi del roster in vista della prossima stagione.

mfiorda26
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Palau Olympic di Badalona

Continuiamo la nostra avventura alla scoperta delle contender della prossima Eurocup analizzando quelli che sono stati i movimenti di mercato di una delle principali protagoniste della passata stagione: la Joventut Badalona.

Come sempre, analizzeremo le entrate e le uscite in ogni reparto, per poi dedicarci all’analisi complessiva del roster.

GLI ESTERNI

Mercato in uscita, quello della Joventut, sicuramente molto limitato nel reparto esterni, ma altrettanto significativo. Oltre a Demetrius Jackson, risalta infatti il nome di Nenad Dimitrijevic, a tutti gli effetti punto di riferimento per i catalani in cabina di regia, in quanto giocatore capace non solo di far girare la squadra, ma anche di segnare con costanza e in diversi modi. Il giocatore aveva un pre-accordo con Valencia e, già al 19 di Luglio, l’operazione di passaggio ai taronja era conclusa, permettendo quindi a quest’ultimi di assicurarsi le prestazioni del giovane playmaker macedone.

Asse, quello Joventut-Valencia, molto caldo durante l’estate, visto che sono stati tre i movimenti complessivi. Il secondo di questi, ha portato a Badalona Guillem Vives, playmaker d’ordine con notevole tiro dalla lunga distanza (39.6% la scorsa stagione in Eurolega) che potrebbe essere il profilo giusto per aumentare ulteriormente l’esperienza all’interno della squadra, che già non mancava, e creare un intrigante abbinamento tra giocatori in rampa di lancio e veterani. Vives, pur avendo ancora 28 anni, è un giocatore che da tempo calca palcoscenici importanti e, a tutti gli effetti, può già essere considerato come veterano. Rispetto a Dimitrijevic, Vives è sicuramente meno realizzatore e meno fisico ma, allo stesso tempo, molto più freddo nei momenti decisivi della partita, aspetto dove il macedone vedeva il suo limite più grande.

Altra aggiunta è stata quella di Brandon Paul, giocatore già visto in Eurolega all’Olympiacos due stagioni fa, e che ha passato l’ultimo anno tra la Cina e l’Australia. Paul è una guardia dotata di grandissimo atletismo e di spiccate doti realizzative, capace di finire sia sopra il ferro che colpire dalla lunga distanza (38.1% nella stagione in Grecia), oltre ad avere un struttura fisica che gli consente di intercettare moltissimi palloni e mettere in seria difficoltà i portatori di palla avversari. Sicuramente un giocatore in grado di portare moltissima energia sul parquet, deve però saper dosare questa sua esuberanza atletica, che spesso lo porta a forzare tiri o a compiere la scelta sbagliata a causa della troppa irruenza.

L’ultimo acquisto è stato Andrès Feliz, playmaker domenicano di 24 anni proveniente dalla squadra catalana C.B. Prat, con cui ha giocato nella terza serie spagnola la passata stagione, registrando numeri notevoli. 18.9 punti, 4.6 rimbalzi e 2.8 assist, con il 51.1% dalla lunga distanza il suo bottino, che gli è valso la chiamata dalla Joventut, dove potrà crescere ulteriormente. Feliz è uno di quei giocatori che si potrebbero definire ad alto rischio-alta resa, perchè il talento è lì da vedere ma, la struttura fisica (solo 183 cm) e la sua poca esperienza ad alti livelli creano inevitabilmente qualche dubbio, specie in vista di una Eurocup che non farà sconti a nessuno.

A completare il pacchetto esterni vi sono poi Bassas, Ribas e Ventura, giocatori già visti la scorsa stagione in maglia verde-nera e certezze per Coach Carles Duran.

LE ALI

Come per gli esterni, anche il reparto ali ha visto cambiamenti importanti, primo fra tutti l’uscita di Xabi Lòpez-Arostegui in direzione Valencia, ma anche quella di Shawn Dawson.

Lòpez-Arostegui è stato sicuramente il giocatore più positivo della Joventut nella passata stagione, tanto da ricevere una chiamata dalla nazionale spagnola di Coach Scariolo alle Olimpiadi, e il suo addio, vista anche l’età (24 anni) e le prospettive, ha fatto sicuramente male in terra catalana. Il giocatore spagnolo era l’equilibratore della squadra, capace di rendersi utile in mille modi diversi e di garantire atletismo e pericolosità dalla distanza.

Il suo spot, quello di 3, se così vogliamo chiamarlo, non è stato rimpiazzato con un giocatore in entrata, bensì con la promozione nel quintetto titolare di Joel Parra, giocatore nella quale Coach Duran e la dirigenza credono molto, tanto da averlo esteso fino al 2025. Parra, ad oggi, è sicuramente un giocatore meno incisivo di Lòpez-Arostegui ma, avendo solo 20 anni, ha tutto il tempo per crescere e giocare minuti importanti.

L’altro addio è stato quello di Conor Morgan, diretto alla Morabanc Andorra. In questo caso però, vi è stato un movimento in entrata a bilanciare la perdita, e il profilo scelto è stato quello dell’ex brindisino Derek Willis.

Willis è un giocatore molto diverso da Morgan, più dinamico e più pericoloso dalla distanza, e costituisce, a mio parere, un upgrade non da poco, visto che non sarei stato sorpreso se gli fosse arrivata una chiamata anche da qualche squadra del piano di sopra.

Per il resto, due conferme per la Penya: Busquets, giocatore classe ’99 che subentrerà dalla panchina e avrà sicuramente minuti a disposizione in regular season, e Brodziansky, ala/centro di 2.11 m molto atipica e in grado di aprire il campo come pochi altri, se consideriamo giocatori con tali dimensioni fisiche.

I CENTRI

Nessun movimento da registrare, invece,nel reparto centri per la Joventut, che ha confermato sia Tomic che lo svedese Birgander, entrambi centri di stazza capaci di dare una dimensione interna molto importante alla squadra.

L’ANALISI DEL ROSTER DELLA JOVENTUT

E’ giunto quindi il momento di analizzare il nuovo roster della Joventut.

Innanzitutto, va notato come, sebbene le due partenze di Dimitrijevic e Lòpez-Arostegui siano state due perdite molto importanti, in quanto giocatori di grande prospettiva, la qualità della squadra non si è abbassata, anzi. Non era facile rimpiazzare due giocatori di questo peso, e la dirgenza della Joventut ha fatto un eccellente lavoro portando in terra catalana Vives, Paul e Willis. Non solo si tratta di tre giocatori di talento, ma anche di giocatori, fatta eccezione per Willis, che hanno già calcato il palcoscenico europeo più importante e vanno ad aggiungersi ai già navigati Ribas e Tomic. Duplice quindi l’intendo della Joventut: non perdere qualità e aggiungere esperienza, in vista delle gare da dentro-fuori che caratterizzano l’Eurocup di quest’anno In quest’ottica, mi sento di dire che il lavoro svolto è stato eccellente.

Anche l’assetto della squadra è cambiato, spostandosi chiaramente verso il reparto esterni. Vero, l’aggiunta di Willis, che giocherà tanti minuti a mio avviso, sembra suggerire il contrario, ma quando aggiungi giocatori esperti come Vives e Paul è inevitabile che ti affidi a loro nei momenti decisivi della gara, oltre ad avere già certezze come Ribas e Bassas. Mi aspetto quindi una Joventut molto più perimetrale della passata stagione, con spesso in campo due playmaker tra Ribas, Vives e Bassas e Brandon Paul da numero 3, sebbene egli sia più una guardia, ma la stazza fisica gli consente di giocare in entrambi i ruoli. Non mi sorprenderebbe neanche se Duran, in certi frangenti delle partite, schierasse un quintetto completamente perimetrale, utilizzando Willis e Brodziansky come 4 e 5, avendo la possibilità di cambiare su tutti in fase difensiva e di aprire il campo davanti, facilitando le penetrazioni dei propri esterni, molto abili nel battere 1vs1 il proprio difensore e di creare vantaggio dai pick&roll, ma dotati di non moltissima fisicità per chiudere al ferro, eccezion fatta per Paul.

JOVENTUT BADALONA

Infine, due considerazioni. La prima è che la Joventut ha la necessità di colmare il buco lasciato da Lòpez-Arostegui in posizione di 3 e, seppur riponga grande fiducia in Parra, è impensabile che il classe 2000 possa giocare fin da subito i minuti decisivi delle partite senza un domani, ed è per questo che l’opzione Brandon Paul da ala piccola verrà utilizzata più di quanto non ci si possa aspettare e non solo con un fine tattico, ma anche di rotazioni e di equilibri.

La seconda considerazione riguarda invece il reparto lunghi e, in particolare, Derek Willis. Willis potrebbe avere, a mio avviso, un fit ottimo con Tomic, in quanto consentirebbe di sopperire alla mancanza di atletismo del centro croato dandogli un grande aiuto a rimbalzo, e di lasciare l’area libera per le sue soluzioni in post basso in fase offensiva, essendo Willis molto pericoloso anche dal perimetro. Duran potrebbe trovare in questa coppia una certezza su cui fondare la prossima stagione, cui integrare la duttilità e la solidità di Brodziansky e la stazza di Birgander.

Quel che è certo è che, ancora una volta, la Joventut partirà a fari spenti ma desiderosa di arrivare fino in fondo.

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