LOKOMOTIV KUBAN: l’analisi del roster in vista della prossima stagione.

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Dopo Virtus Bologna e Valencia, è arrivato il momento di analizzare il roster di un’altra contender per la prossima Eurocup: il Lokomotiv Kuban.

La squadra di Coach Pashutin, dopo l’eliminazione ai quarti di finale di Eurocup la scorsa stagione, ha compiuto un profondo restyling, che ripercorreremo punto per punto, al fine di analizzare i punti di forza a le debolezze di questo roster.

GLI ESTERNI

Moltissime novità nel reparto esterni per il Loko. Dopo l’addio di Jordan Crawford già a stagione in corso (direzione Galatasaray), anche Mantas kalnietis e Nigel Williams-Goss, rispettivamente playmaker e guardia titolare, hanno lasciato la squadra direzione Eurolega, mentre Will Cummings ha deciso di rimanere in Eurocup ma al Boulogne Metropolitans, agli ordini di Coach Vincent Collet.

Inevitabile, dunque, un mercato in entrata di altrettanta importanza, specialmente per quanto riguarda gli stranieri, dopo che è arrivata la conferma per Emchenko e il prolungamento per Ivan Paunic.

In quest’ottica, il primo acquisto è stato l’ex brindisino Darius Thompson, il quale ricoprirà il ruolo di PG titolare e si potrà finalmente misurare con la seconda competizione europea dopo le ottime cose fatte vedere alla Happy Casa.

Per quanto riguarda lo spot di guardia titolare invece, ultimo ad essere rimasto libero nel reparto esterni, il Loko ha messo a segno un vero e proprio colpa da novanta per la Eurocup: Errick McCollum.

McCollum ha giocato l’ultima stagione in Eurolega al Khimki e, nonostante la situazione disastrosa della squadra, ha comunque registrato buoni numeri (11.4 punti, 2.4 rimbalzi e 2.3 assist di media), mentre l’anno precedente, in Eurocup con l’UNICS Kazan, i punti erano stati di media 17.1, con 3.1 rimbalzi e 4 assist. Giocatore, McCollum, che chiaramente può cambiare gli equilibri e le ambizioni di una squadra a questo livello, soprattutto considerando la fase offensiva.

LE ALI

Anche nel reparto ali, il Lokomotiv Kuban è cambiato notevolmente, non solo a livello di titolari, ma anche di giocatori in uscita dalla panchina.

Salutati Kevin Hervey e Mindaugas Kuzminskas, 3 e 4 titolari nella passata stagione, sono stati confermati i soli Ilnitskiy e Martiuk.

A questo punto, il Loko ha innanzitutto individuato i profili americani dei giocatori che saranno i titolari inamovibili nella prossima stagione.

Per il ruolo di ala piccola, la scelta è ricaduta su Stanton Kidd, l’anno scorso diviso tra la Turchia (OGM Ormanspor) e Israele (Hapoel Jerusalem). Kidd è sicuramente un profilo molto interessante, in quanto ha notevoli capacità offensive, ma anche una struttura fisica che gli può permettere di essere un difensore rognoso su almeno 3 ruoli diversi.

La mossa successiva è stata, inevitabilmente, quella riguardante lo spot di 4, affidato a Greg Whittington, altro giocatore da seguire attentamente.

Whittington, nella passata stagione, ha giocato molto poco in NBA con i Denver Nuggets ma, nelle stagioni precedenti, aveva attirato l’attenzione di moltissimi club europei a suon di notevolissime prestazioni: 12.4 punti con il 52.8% da tre punti nell’anno al Galatasaray e 18.4 punti, 9.6 rimbalzi con il 41.5% da tre con il Gilboa Galil in Israele.

A mio parere, Whittington potrebbe essere la chiave di volta della stagione del Lokomotiv Kuban perchè un giocatore di 2.06 m con questa mobilità laterale e propensione a giocare fronte a canestro, forte anche di un eccellente tiro dalla distanza, potrebbe risultare un rebus di difficile risoluzione per qualsiasi avversario.

A completare il reparto ali del Loko sono poi arrivati due giocatori russi, al fine di allungare le rotazioni ed evitare un gap troppo significativo tra i titolari e le seconde linee, molto spesso presente nelle squadre russe.

Ecco quindi gli annunci di Vladislav Trushkin, reduce da una buona stagione con lo Zenit San Pietroburgo, e Sergei Dolinin, già in forza al Loko nella passata stagione, ma rifirmato con un contratto biennale con opzione per i tre anni successivi, a testimonianza della fiducia che viene riposta in questo ragazzo.

I LUNGHI

Significativi i cambiamenti anche sotto canestro per la squadra di Coach Pashutin: ai saluti Reggie Lynch, centro in uscita dalla panchina nella passata stagione, e Drew Gordon, che era stato firmato a stagione in corso al fine di sopperire al lungo infortunio di Alan Williams.

Ed è proprio il ritorno a pieno regime di Alan Williams forse il vero colpo per il Loko in questo settore. Williams era stato nettamente il miglior centro di tutta l’Eurocup fino all’infortunio, girando ad una doppia doppia abbondantissima di media (14.5 punti e 12.5 rimbalzi), e probabilmente, con la sua presenza, anche le possibilità per il Lokomotiv di arrivare in fondo alla competizione sarebbero state diverse. Il suo ritorno in campo sposterà e non poco gli equilibri del girone che gli uomini di Pashutin dovranno affrontare.

Per quanto riguarda i movimenti in entrata, assolutamente da segnalare l’arrivo di Johnathan Motley.

Motley è un’ala/centro di 2.08 m che permetterà al proprio coach di utilizzarlo sia in quintetti molto stazzati come 4, che in quintetti più dinamici da 5. Il punto di forza di questo giocatore è sicuramente la fisicità, con pochi eguali a questo livello, che ne fa un notevole intimidatore nei pressi del proprio ferro e un grandioso rimbalzista, ma Motley ha anche una capacità di correre il campo non indifferente e potrà permettere transizioni veloci più facili anche partendo lui stesso in palleggio in contropiede direttamente da rimbalzo catturato. Da tenere d’occhio, tuttavia, la solidità mentale e gli unforced errors, suo vero tallone d’Achille.

A chiudere il settore lunghi, con un ruolo marginale, vi sarà ancora il giovane Valeriy Kalinov, il cui compito sarà principalmente quello di apprendere i trucchi del mestiere dai suoi compagni di reparto.

L’ANALISI DEL ROSTER DEL LOKO

Due le principali caratteristiche del Loko che sarà: atletismo e grande propensione offensiva.

Atletismo perché, onestamente, è difficile trovare un quintetto di partenza che possa anche solo pensare di pareggiare l’intensità fisica di questa squadra. Thompson e McCollum son due giocatori dal grande primo passo che permetterà loro di creare numerosi vantaggi direttamente dal palleggio, Kidd e Whittington due ali con forte propensione a rimbalzo e capaci di difendere su più ruoli, oltre che di correre il campo con grande disinvoltura, Alan Williams e Motley probabilmente la coppia di centri, insieme a Udoh-Jaiteh e Dubljevic-Tobey, che garantisce maggiore presenza e intimidazione sotto i tabelloni.

Grande propensione offensiva perché tutti gli americani hanno le potenzialità per andare in doppia cifra di media senza neanche troppa fatica, potendo contare su scorer puri tra gli esterni (McCollum) e su un reparto lunghi in grado di garantire grande solidità a partire proprio dai rimbalzi offensivi (Williams, Motley e lo stesso Whittington), come sappiamo fondamentali per ottenere canestri facili nell’arco della partita. A questo aggiungiamoci la possibilità, per Coach Pashutin, di aprire il campo con quintetti formati da giocatori che hanno nel proprio arsenale il tiro da tre punti e la capacità di battere il proprio uomo 1vs1 (in questo senso, il quintetto Thompson-McCollum-Kidd-Whittington-Motley risulta essere perfetto), ed il gioco è fatto: il Lokomotiv Kuban 2021-2022 sarà, a mio parere, una delle squadre più spumeggianti a livello offensivo, come del resto è stato lo scorso anno, ma forse quest’anno ancor di più.

Piccola osservazione sul gioco offensivo del Loko. Non sarei sorpreso se Pashutin volesse esasperare ancora di più il mantra della scorsa stagione: transizione veloce (se non vero e proprio contropiede) e tiro da 3. I giocatori sono perfetti, ora sta a lui riuscire a farli rendere al meglio.

I dubbi quindi, anche qui due su tutti: la difesa sugli esterni e la disparità tra il blocco stranieri e quello autoctono.

Partendo da quest’ultimo, non è un caso che, fino ad ora, abbia concentrato la mia analisi sui giocatori americani. Sì perché saranno loro i giocatori più importanti, ma soprattutto perché le alternative non sono di alto livello. Questo problema, come detto prima, non è un qualcosa di nuovo nella squadre russe, che investono quasi interamente il loro budget su giocatori stranieri, spesso tralasciando i giocatori autoctoni. Tutto ciò si traduce in una dipendenza pressoché totale dai 6 stranieri, e non è difficile notare come, qualora il rendimento dei giocatori in uscita dalla panchina, in quei pochi minuti loro concessi, non dovesse essere sufficiente, le rotazione potrebbero rivelarsi corte, forse cortissime alla lunga. Non è infatti pensabile di affrontare una competizione come l’Eurocup in questa maniera, dunque non sarei stupito se, seguendo questa logica, il Lokomotiv dovesse decidere di aggiungere altri stranieri in corsa, quantomeno per portare a 7-8 le rotazioni “certe” ed effettive.

Passando alla difesa sugli esterni invece, vero che sotto canestro vi saranno Williams e Motley a proteggere il ferro, ma questo potrebbe essere lo stesso il problema tecnico-tattico maggiore di questa squadra. Thompson è un discreto difensore, ma rischia di andare in difficoltà con esterni rapidi, e McCollum ha assolutamente bisogno di essere tutelato, con l’obiettivo di averlo al 100% nella fase offensiva. Il rischio è che Pashutin, come in parte accaduto l’anno scorso, possa sottovalutare questo aspetto, forte di un attacco di primissimo livello, ma che da solo non può bastare ad arrivare fino in fondo, men che meno in questa edizione della Eurocup, la più bella e dura di sempre.

Di certo il Loko parte per arrivare fino in fondo, per riuscirci però dovrà limare alcuni dettagli che potrebbero rivelarsi fondamentali. Qualora questo venisse fatto, siamo di fronte ad una squadra che, in gara secca più che mai, ha il potenziale per eliminare chiunque.

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