Tokyo 2020 – La Spagna è commovente, ma KD e gli USA si prendono la semifinale

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Tokyo 2020 – Nella seconda sfida della giornata dei quarti di finale gli USA si prendono la semifinale sulla Spagna. L’inizio convinto degli americani viene subito domato dalla Roja, che reagisce con determinazione e chiude avanti il primo quarto (21-19). Così gli uomini di Don Sergio sfruttano la forza propulsiva accumulata e giocano un secondo periodo commovente, ma gli States, di talento, negli ultimi tre minuti infilano un parziale di 14-3 e impattano la partita alla pausa lunga (43-43).

Al rientro dagli spogliatoi la squadra di Popovich sembra avere una faccia diversa, i tiri entrano con continuità e in un attimo è vantaggio in doppia cifra, ma è ancora un colpo di reni sul finire di quarto, questa volta spagnolo, ad accorciare il divario (63-69). Il tentativo di ribaltarla si rivela però troppo timido e le triple di KD e compagni spezzano le gambe alle speranze iberiche, e permettono loro di concludere in controllo la sfida: gli Stati Uniti devono solo aspettare la vincente di Australia-Argentina.

La partita si conclude con lo score di 81-95 a favore degli USA.

Scopriamo il match attraverso i consueti tre punti di Eurodevotion.

Kevin Durant guida gli USA in semifinale- Eurodevotion
Tokyo 2020 – Kevin Durant

Il secondo quarto

Nel microcosmo entusiasmante di quel secondo quarto c’è la fotografia della partita: da un lato l’organizzazione, la pulizia e la bellezza di gioco spagnola, dall’altra il talento iperbolico statunitense, risolutore.

Il periodo meglio giocato dalla banda di Scariolo si conclude infatti, beffardamente, con punteggio parziale di 24-22 a favore dei giocatori a stelle e strisce. Gli USA giocano male, malissimo, quanto la Roja gioca bene, benissimo, ma il punteggio all’intervallo dice parità.

Le furie rosse hanno prodotto in quel frangente un basket sopraffino, sacrificandosi in difesa, scagliandosi con fervore a rimbalzo – dominio incontrastato sotto i tabelloni, soprattutto in attacco – e, con un’esecuzione puntuale, punendo scientificamente la difesa dagli avversari, che veniva sempre scoperta nel proprio punto debole. L’ingresso dalla panchina di un’encomiabile Chacho Rodríguez e di un straordinariamente concreto Willy Hernangómez, che sotto le plance mette a nudo le carenze di stazza statunitensi, sono un’iniezione d’energia imprescindibile, per non parlare del prezioso apporto two-way di Claver.

Gli Stati Uniti sembravano totalmente abulici e sfilacciati, ma è bastato accendere la spina in attacco e in un attimo tutto lo sforzo iberico era stato vanificato. La sfida, infatti, si riassume in questa doppia dimensione. E’ infatti chiaro che appena gli statunitensi riescono a incanalare il proprio genio cestistico, nessuno può sfiorare la loro sfera di divina immanenza, per quanto il loro modo di stare in campo presenti ancora evidenti difetti.

La Spagna ha incantanto, ma in questa sorta di finale anticipata, dopo quelle effettive quella di Pechino 2008 e Londra 2012, l’último desafio della Spagna dei Campioni e la prova da non fallire per Team Usa, i ragazzi di Popovich hanno avuto troppa potenza di fuoco per perderla.

Willy Hernangomez - Eurodevotion
Tokyo 2020 – Willy Hernangomez

Così parlò Kevin Durant

Ci sono uomini e ci sono oltreuomini, come diceva il caro Nietzsche. Ci sono individui che sanno accettare la tragicità della vita e reagirvi, aggredirla e compierne il significato. Questo oggi è stato Kevin Durant.

L’ala dei Brooklyn Nets ha predicato letteralmente nel deserto, quando la squadra pareva completamente in balia della furia spagnola. Ha preso atto delle difficoltà della partita e ha reagito: nel primo quarto è parso per lunghi tratti l’unico a crederci, dal finire del secondo ha iniziato a frantumare le certezze avversarie, con quell’eleganza, quella armonia di movimento e quel killer instinct di cui solo lui sa essere così magistrale interprete.

Si è portato dietro i compagni, che nella seconda parte della gara sono sembrati tutti più convinti, più compatti. La circolazione di palla è stata più fluida, la difesa più appassionata, l’intensità più ardente. Il carattere, mostrato fino a quel momento solo dal numero 7, si è incarnato in tutta la squadra.

29 punti, con 6/10 da due e 4/7 dalla lunga di stanza. Sentenziare che se gli Stati Uniti sono in semifinale sia unicamente merito suo è senza dubbio riduttivo, ma affermare che se non hanno concluso quest’oggi la spedizione a Tokyo sia in massima parte per causa sua è realtà inoppugnabile.

Un alieno, un uomo oltre gli uomini.

Kevin Durant - Eurodevotion
Tokyo 2020 – Kevin Durant

Roja, la fine di un’era?

41, 36, 36, 35, 33, 32. Sono le età rispettivamente di Pau e Marc Gasol, Rudy Fernandez, Sergio Rodriguez, Sergio Llull e Victor Claver. La sensazione che fosse l’ultimo ballo di un’era c’è ed è forte.

Noi ringraziamo, ringraziamo di aver ammirato ancora una volta questi grandi campioni. Una generazione di fenomeni che ha dominato l’Europa e le competizioni internazionali sembra aver scritto la propria parola fine con questa competizione, con tutti i rimpianti del caso per l’amaro destino riservato da questa competizione.

Le sliding doors contro la Slovenia e un sorteggio avverso hanno tolto la Spagna dai giochi più presto di quanto avremmo voluto. Certo è che delle colpe ci sono, sebbene nelle due sconfitte iberiche ci siano stati elementi di basket meraviglioso, dalla difesa su Doncic architettata da un eterno Scariolo, al secondo periodo strepitoso espresso contro gli Stati Uniti.

Al contrario oggi, sono mancate risposte nelle situazioni difficili se non l’affidarsi all’individualità meravigliosa di Rubio, che è stato spesso lasciato troppo solo, o ha dovuto agire troppo in solitaria. Paradossale come in una prestazione sublime del playmaker catalano (38 punti!), sia lui ad avere uno dei plus/minus più bassi della squadra (-23), a mio avviso proprio perchè i suoi punti erano l’unica risorsa cercata nei momenti di crisi più profonda della squadra.

I fratelli Gasol hanno faticato tantissimo, così come Llull e Fernandez, Abalde è stato impalpabile. Ma soprattutto gli spagnoli hanno perso terreno nei dettagli, troppo spesso mancando appoggi facili da sotto che hanno fatto sfuggire via la partita.

E’ davvero finito il ciclo internazionale della nazionale spagnola? La risposta va lasciata ancora sospesa, Rubio è ancora impressionante, abbiamo visto ottime cose da Hernangomez, quanto da Garuba (stoppata clamorosa su Tatum!), così come da Abalde e sappiamo bene che il movimento spagnolo è straordinario a lavorare e lanciare giovani. Forse conviene riaggiornarci a Parigi 2024…

Pau Gasol e Sergio Rodriguez - Eurodevotion
Pau Gasol e Sergio Rodriguez

(Photo credit: FIBA.basketball)

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