Virtus-Olimpia (G4): la difesa della V domina, bianconeri sul trono italiano

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4-0. Alzi la mano chi avrebbe pensato a questo esito per Virtus-Olimpia. Anche gara quattro (73-62) prende la via di Bologna, che gioca una partita più sporca rispetto ai primi tre atti della serie, ma riesce a portare a casa il risultato grazie a una difesa – una volta di più – concentratissima. Lo scudetto torna nel capoluogo emiliano a sedici anni dal successo della Fortitudo nel 2005. La Virtus attendeva questo momento da ben vent’anni invece, quando sulla panchina bianconera sedeva – ironia della sorte – Ettore Messina.

L’Olimpia, dal canto proprio, mette in campo un minimo di orgoglio, ma non ritrova neanche nell’atto conclusivo della serie le proprie letture offensive, restando sempre alla mercé dei ritmi dettati dai padroni di casa. Un peccato per una Milano protagonista di una grande stagione, cui (quasi) nulla toglie questa sconfitta in finale di campionato. Ma ora, con i nostri cinque punti, analizziamo Virtus-Olimpia, che ha riconsegnato lo scudetto alle V nere.

Virtus-Olimpia: ancora, sempre e comunque la difesa della V

E’ stato il segreto di Pulcinella della serie scudetto la difesa della Virtus Bologna, magistralmente preparata da coach Sasha Djordjevic. Anche in gara quattro i concetti espressi sono stati i soliti: aggressività sulla palla e sulle linee di passaggio, mettendo anche le mani addosso per lanciare un messaggio; capacità di stringere gli spazi grazie all’uso degli stunt (aiuti a un passaggio di distanza); tanti cambi, a due e a tre, contro il pick and roll.

Nella partita di chiusura si sono rivelati decisivi anche gli aiuti e i raddoppi le volte che l’Olimpia ha cercato di appoggiare la palla in post basso per punire i mismatch. Chi difende sul ricevente fa sempre in modo di farlo ricevere più lontano possibile dal ferro, chi aiuta lo fa con timing perfetto, mentre sul lato debole ci si tiene attivi con le mani per sporcare ogni passaggio di uscita. Praticamente anche Virtus-Olimpia ha visto i bolognesi dipingere un Picasso difensivo.

L’attacco dell’Olimpia e l’incapacità di leggere

Come sempre, lo sport è questione di meriti e demeriti. Virtus-Olimpia è un capolavoro difensivo dei padroni di casa, ma è anche l’ennesimo disastro offensivo della banda di Messina. Rimane irrisolto il problema degli stunt, contro che Milano non riesce praticamente mai a punire, anche perché raramente allarga gli spazi con movimenti di allontanamento dalla palla.

Ancor più imbarazzante è stato il tentativo di sfruttare i vantaggi fisici in post basso, dove Zach Leday e Luigi Datome hanno regalato, nel tentativo di riaprirli sul perimetro, molti palloni alla difesa virtussina. Un po’ è stata colpa di chi giocava in prima persona spalle a canestro, un po’ dei compagni senza palla, immobili la maggior parte delle volte, aspettando passivamente uno scarico giocabile. Un festival degli orrori, contenuto da qualche giocata individuale e dai tiri liberi. Non poteva certo bastare.

Virtus-Olimpia: inno, l’ennesimo, ad Alessandro Pajola

In un primo tempo in cui Bologna è sembrata soffrire un po’ della famigerata “paura di vincere”, il faro bianconero ha risposto al nome di Alessandro Pajola, ventunenne solo sulla carta di identità. La sua prima metà di match è stata un clinic di furbizia sul lato difensivo – dove ben tre volte ha rubato il pallone arrivando dal lato cieco dell’attaccante – e una prova di freddezza in attacco, dove il marchigiano ha segnato punti importanti.

E’ un progresso continuo per un giocatore che ora non è più solo un fortissimo difensore, ma anche un attaccante in crescita, soprattutto dal punto di vista balistico. Quel tiro da fuori è migliorato nella meccanica, diventando più fluido, e quindi più efficace. Poi c’è la capacità di gestire e comandare, arte probabilmente affinata ammirando Milos Teodosic ogni giorno della settimana. Virtus-Olimpia ci conferma, per l’ennesima volta, che Alessandro Pajola è il futuro della nostra Nazionale.

Olimpia, stagione positiva, ma il finale è indegno. E la Virtus…

La sconfitta nella finale per lo scudetto non autorizza nessuno a definire fallimentare la stagione dell’Olimpia Milano, sia chiaro. I biancorossi hanno conquistato gli altri due trofei in palio nell’ambito nazionale e sono tornati protagonisti in campo europeo, perdendo all’ultimo tiro la possibilità di giocarsi la finalissima di Eurolega e il conseguente titolo di squadra campione d’Europa. In campionato è stata finale, persa per diversi motivi, tra i quali la stanchezza è solo uno dei tanti, e comunque irrilevante rispetto al dominio tecnico imposto dalla Virtus.

Ecco, la Virtus. Forse qualcuno dimentica che la truppa bianconera è costruita proprio per competere a questi livelli, per vincere lo scudetto. Bisognerebbe entrare nella mentalità per cui il dominio dell’Olimpia Milano non può essere pari a quello di Siena a inizio millennio. Lì c’era il deserto intorno; qui c’è una rivale attrezzata. E questa rivalità farà solo del bene al basket italiano. Grazie Virtus.

Virtus-Olimpia: Bologna perfetta, Djordjevic bravissimo, ora sia Eurolega

La Virtus ha giocato una serie perfetta, approfittando in modo cinico e spietato di tutte le difficoltà milanesi e creandone, anzi, di ulteriori. Il merito va ovviamente a chi è sceso in campo, ma anche a Sasha Djordjevic. Il coach serbo è stato sempre bollato come un buon allenatore incapace di centrare il bersaglio nei momenti importanti. Questa volta Sale non ha sbagliato nulla, mentre a toppare è stato un Vate come Ettore Messina. Vale sempre la pena di ricordare che quello dell’allenatore è un mestiere difficilissimo.

E ora si attende di capire cosa ne sarà delle sorti continentali di Bologna, che ancora spera nell’ammissione alla prossima Eurolega. Aldilà della semifinale di Eurocup persa contro Kazan, le V nere, per struttura, solidità e organizzazione hanno dimostrato di valere il più importante palcoscenico europeo. E a legittimare questa convinzione ora c’è anche la vittoria dello Scudetto contro la terza forza del Vecchio Continente. Per 4-0. Che sia Eurolega per la Virtus Bologna.

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