La lavagnetta della Finale: analisi della difesa della Virtus Bologna

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Dopo le prime due gare della serie Scudetto, è il momento di tirare le somme. Si è parlato tanto della difesa della Virtus Bologna, protagonista anche nel successo di gara due al Mediolanum Forum. Eurodevotion, con la sua lavagnetta, ha deciso di entrare nei dettagli tecnico-tattici della questione, per comprendere realmente quali siano i concetti difensivi che stanno guidando la Virtus a una serie fin qui perfetta.

Ovviamente, con l’ausilio di materiale video, ci limiteremo ad analizzare un paio di situazioni piuttosto comuni nel corso della gara. L’intento non è infatti quello di studiare ogni singola situazione difensiva proposta dalle V nere, ma comprendere piuttosto le linee guida che Sasha Djordjevic ha fornito ai propri ragazzi per preparare al meglio la Finale che tutti, in Italia, aspettavano da due anni. Entriamo allora nel vivo e analizziamo la difesa della Virtus Bologna.

La difesa della Virtus Bologna: stringere gli spazi

Il grande tema che sta guidando la difesa della Virtus in questa prima parte della serie finale è sicuramente quello dello stringere gli spazi. Vediamo meglio cosa si intende dando un occhio al video.

L’azione comincia con un blocco diagonale di Kyle Hines per Kevin Punter, il quale, vedendo che il proprio difensore sceglie di inseguire, vorrebbe ricciolare. Kyle Weems, in difesa sullo stesso Punter, ha un leggero ritardo rispetto al proprio avversario. Tuttavia, la guardia dell’Olimpia non riesce comunque ad attaccare il cuore dell’area. Perché? Perché Marco Belinelli, che difende sul passatore, si stacca momentaneamente dal proprio uomo e con un aiuto a un passaggio di distanza (stunt in gergo) rallenta Punter, consentendo a Weems di tornare fra uomo con palla e canestro.

Ovviamente questo tipo di difesa concede un semplice scarico per Riccardo Moraschini, uomo di Belinelli. Il nativo di Cento ha il vantaggio necessario per attaccare il fondo con la mano destra, ma finisce per essere stoppato dal perfetto aiuto di Julian Gamble, che non è solo merito dell’ottimo posizionamento difensivo del lungo lontano dalla palla. La penetrazione di Moraschini è infatti rallentata da una finta di aiuto di Giampaolo Ricci, che costringe l’italiano di Milano a preoccuparsi un po’ più del dovuto.

La difesa scelta della Virtus si espone certamente a semplici scarichi sul lato forte, ma finora sta pagando dividendi importanti, anche grazie alle pessime percentuali dell’Olimpia dall’arco dei tre punti, soprattutto in gara uno, quando i padroni di casa hanno tirato 8/32 dal perimetro.

La difesa della Virtus: l’utilizzo dei cambi contro il pick and roll

La difesa della Virtus sta poi facendo un eccellente lavoro contro il pick and roll di Milano, utilizzando diverse soluzioni. Spesso si è vista la next defense, che prevede una serie di rotazioni in cui il difensore a un passaggio di distanza cambia sulla palla. Si è visto anche lo show, eseguito molto bene dal reparto lunghi bianconero. Più volte la squadra di Djordjevic sceglie anche di cambiare.

Le situazioni in cui Bologna cambia sono principalmente due: quando mancano meno di otto secondi sui ventiquattro, un classico per qualsiasi difesa; per nascondere Marco Belinelli e Milos Teodosic, che se la cavano in difesa contro i lunghi avversari, soprattutto quando hanno poca pericolosità in posto basso, come quelli di Milano. Il video sopra ci presenta la seconda soluzione.

Su un pick and roll tra Malcolm Delaney e Paul Biligha, Vince Hunter cambia aggressivamente contro la pointguard biancorossa, che sbatte contro il corpo del lungo virtussino, finendo per perdere il pallone. Merito della capacità di Hunter di cambiare immediatamente, rimanendo poi davanti a un avversario più veloce sulla carta.

Se la Virtus vincerà questo Scudetto, il motivo principale si chiamerà difesa.

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