Olimpia-Virtus, riflessioni sparse dopo gara 1

alberto marzagalia
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Olimpia-Virtus è iniziata col botto del successo bianconero: una breve riflessione dopo il verdetto della prima sfida.

Il primo colpo nella serie di finale scudetto lo mette a segno Sasha Djordjevic, che ha presentato al Forum una squadra molto pronta, concentrata ed assai conscia di quello che si doveva fare contro una corazzata come Milano.

Successo meritatissimo che mette in evidenza alcuni aspetti del confronto generale, sempre ricordando che si tratta di gara 1 in una serie che può arrivare perfino a sette partite.

Olimpia-Virtus

LA MIGLIOR VIRTUS DELLA STAGIONE?

Molti dicono di sì e può anche essere. E’ sempre difficile dare questi giudizi, spesso si giocano grandissime partite che spariscono dalla memoria collettiva per una palla che gira sul ferro…

Certamente le V nere sono parse estremamente sul pezzo e senza il minimo timore nei confronti di un’avversaria giustamente favorita.

Coach Djordjevic ha preparato la partita al meglio, lavorando sulle debolezze, che ci sono, dei biancorossi.

Quanto tutto ciò sia ripetibile lo vedremo da domani in poi, perchè ben sappiamo che i Playoff sono una questione di aggiustamenti tra una gara e l’altra.

LE TRIPLE DI MILANO, ETERNO TEMA DI DISCUSSIONE

E’ difficile pensare che Milano offra un’altra prova così negativa dall’arco (8/32 pari al 25%), ma è altrettanto vero che se Bologna porta i meneghini a tirare più da tre che da due ottiene un grande vantaggio. Anche rischiando la grandinata.

Perchè l’arco è una forza, ma le frecce devono partire anche da altre posizioni. E proprio Milano ha recentemente dimostrato di essere una squadra molto capace di utilizzare il “mid range”, come pochi sembrano ormai fare.

Va ricordato, ma dovrebbe essere scontato, che le triple entrano o meno, è vero, ma lo fanno in un senso o nell’altro in base alla qualità della costruzione, che ieri è stata molto misera da parte dell’Olimpia, come ammesso molto onestamente dalla stesso Messina descrivendo la prova dei suoi.

ITALIANI? BIANCONERI

Gigi Datome è l’unico italiano presentabile di Milano in gara 1, cosa peraltro accaduta per lunghi tratti della stagione, con pochissime eccezioni. Gioca un ‘ottima partita, poi si vede poco nel secondo tempo.

Pajola, Ricci, Abass, Belinelli ed Alibegovic portano tantissime cose importanti a Djordjevic.

E’ una differenza importante, visti i regolamenti. Milano non ha puntato sugli italiani, Bologna sì. Può cambiare qualcosa oggi? Difficile. Può essere un fattore importante? Ce lo dirà la serie, soprattutto se dovesse allungarsi.

Di contro ci sono solo zeri nel tabellina di Josh Adams: la Virtus può permettersi di regalare uno straniero all’Olimpia? Altrettanto difficile.

ALLARME OLIMPIA? NON SCHERZIAMO, MA LA VIRTUS C’E

Campanello d’allarme importante in casa milanese? E’ una sconfitta in finale, è importante, ma definire preoccupante una gara dopo quanto dimostrato in stagione sarebbe oggi una follia.

Questa squadra ha dimostrato più volte di sapere andare oltre i propri limiti, che ci sono, anche perchè allenata da un genio del pino come Ettore Messina, uno che queste partite, queste serie, le gestisce da fine anni ’80 con una certa percentuale di vittorie.

L’Olimpia è arrivata a soli 2 punti in una serata orribile, Bologna ha vinto a Milano con Belinelli e Teodosic a 2/11 globale da tre. Entrambe le cose è probabile che non succedano di nuovo.

VARIE ED EVENTUALI

Messina si fida di Tarczewski come il cittadino medio si fida dell’Agenzia delle Entrate: per ribaltare il verdetto vicino al ferro è pensabile che il coach milanese si rivolga al polacco? Difficile.

La giocata difensiva di Pajola che resiste senza alcun problema a due crossover del Chacho e poi va a prendere sfondamento aiutando su Shields, se non è la giocata dell’anno poco ci manca. Chi ha qualche capello bianco ricorda bene alcuni giocatori che non avevano bisogno di un tabellino scintillante per dominare…

La tripla di Markovic ed il canestro in tuffo di Belinelli sono altri due capolavori, come la “garra” di Rodriguez che riporta l’Olimpia in partita. E’ tutto quello che vogliamo vedere in questa serie, le giocate dei campioni che fanno grandi le squadre.

Teodosic è un genio senza eguali. Lui e lo stesso Chacho sono una delle ragioni per cui questo sport è favoloso.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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