Dimitris Itoudis : Sono orgoglioso, ma se sei qui è per vincere il titolo. Chi dice altro mente

alberto marzagalia
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Dimitris Itoudis ha descritto così, in sala stampa, la sconfitta (86-89) in semifinale contro l’Efes.

«Loro hanno dominato per 27 minuti a causa della nostra mancanza di comunicazione e di un rispetto eccessivo, senza nessuna offesa alla grande squadra che è l’Efes».

(qui la nostra LAVAGNETTA di un mese fa proprio sulla comunicazione difensiva del CSKA)

«Abbiamo concesso un sacco tiri piazzati, cosa che non volevamo, conoscendoli. 7/12 dall’arco era dominio».

«Volevamo iniziare il terzo quarto in maniera differente, ma hanno continuato a segnare. Il fatto che abbiano fatto poi 1/8 da tre nel secondo tempo dimostra il nostro cambio di attitudine».

«Sotto di 16 ci siamo rivolti ai giocatori dicendo che si poteva ancora fare, correggendo qualcosa».

«Nello sport, come nella vita, non scegli di cadere. Ma se cadi, devi farlo in avanti»

«Abbiamo trovato il miglior modo per rientrare, giocando molto “small ball”».

«Il basket è un gioco di parziali e noi segnavamo, così l‘inerzia della gara è girata dalla nostra parte».

«Poteva finire in modo diverso, ci lascia un sapore amaro, ma questo è il gioco».

«Sono orgoglioso dei miei giocatori ed ho detto loro che per chiunque arrivi alle Final 4 si possa parlare di grande traguardo».

«Non va mai dato per scontato, ancor più nell’anomalia di questa stagione attraverso la pandemia».

«Sono orgoglioso dei miei giocatori, ma se sei qui è per vincere il titolo. Chi dice altro sta mentendo»

«Ma non siamo venuti qui solo per essere orgogliosi e giocare leggeri… Se sei qui è per vincere il titolo, vale per tutti. Chi dice cose diverse sta mentendo».

«Non è facile vedere gli altri che dominano, devi portarli fuori dalla loro “comfort zone” ed è quello che abbiamo provato a fare».

«Troppo tardi? Forse, ma ce l’abbiamo fatta a rientrare e sono orgoglioso di quello».

«Nello sport, come nella vita, non scegli di cadere, ma se cadi devi farlo in avanti».

«Volevamo comunque dare il giusto messaggio e diventare migliori come squadra e come individui. E’ un’ulteriore opportunità di crescita e siamo pronti a coglierla».

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Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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