La Virtus sbanca Treviso con un super Pajola e conquista la semifinale

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Dopo gara 2 che ha visto trionfare la Virtus, al termine di una partita più in bilico del previsto, la Segafredo Bologna e la De’Longhi Treviso tornano in campo per gara 3. Una partita che può valere la semifinale per i bianconeri o il – sorprendente – prolungamento della serie per gli uomini di coach Menetti.

Le due squadre, seppur con proprietà diverse – e addirittura colori sociali nel caso di Treviso, tornano a sfidarsi al Palaverde in una gara dei playoff dopo 12 anni.

Era il 27 Maggio 2009, nei quarti di finale, la Benetton Treviso vinceva gara5 78-72. In sponda biancoverde c’erano Gary Neal, Lorbek e Soragna; mentre la canotta bianconera era indossata da Boykins, Langford e Vukcevic.

Il terzo round di questi quarti di finale rispetta i pronostici della vigilia e vede le V nere sbancare il Palaverde 100-105, dopo in tempo supplementare, al termine di una partita totalmente folle che ha visto i padroni di casa condurre anche di 15 punti. MVP un immenso Alessandro Pajola autore di 25 punti con 6/7 da tre e 7 assist. La miglior partita della carriera per l’enfant prodige marchigiano.

I bianconeri, tornati dopo quattordici anni tra le prime quattro, adesso dovranno superare l’ostacolo Brindisi per guadagnarsi la finale.

61 punti in un tempo

Nel primo tempo le difese allegre la fanno da padrona, si tira da tre (tanto), si segna (tanto) e si difende poco. Un rush finale di David Logan (25 punti 5/9 da tre), con una serie di triple in grado di tramortire un toro, porta i padroni di casa sul +15 (61-46). Il viso del coach virtussino si fa del colore della carbonella pronta ad accogliere sei costolette di maiale. I giocatori bianconeri sono impassibili come le statue di mandarini cinesi, la ruota che si viene a creare porta i biancoazzurri di coach Menetti ad acquisire una fiducia sovrannaturale.

Al termine della prima parte di gara, Logan e compagni, oltre a 61 punti sul tabellone, tirano con 13/18 dalla lunga distanza (numeri irreali) con 17 assist a referto.

L’altra faccia della Virtus

Il secondo tempo inizia con un parziale di 8-0 per la Virtus. In due minuti, gli uomini di coach Djordjevic, mostrano un’intensitá difensiva mai vista in questa stagione finora infausta.
Le V nere continuano ad aggredire gli avversari con la ferocia di uno sciame d’insetti; Pajola, Markovic e Hunter suonano la carica, mentre le api regine (Teodosic e Belinelli) sono in panchina.

Treviso non trova più il canestro dalla lunga distanza (1/12 nei restanti 25’), e in area, gli uomini virtussini chiudono gli ingressi agli esterni trevigiani.

Ormai la gara sembra aver cambiato padrone, gli ospiti con Ricci (10+9) e Hunter (8+5) trovano punti e rimbalzi preziosi.

Gli uomini di coach Menetti restano aggrappati alla gara grazie ai rimbalzi offensivi, i trevigiani, smentendo le statistiche delle prime due gare che avevano visto prevalere i bolognesi, vincono la gara a rimbalzo (44-38), grazie anche alla prestazione di un blocco sidereo, inamovibile come un monolite; ovvero Christian Mekowulu (16+7). Il ventiseienne nativo di Lagos vince il duello con Gamble ma non può evitare la sconfitta dei suoi.

Milos Teodosic (17 punti, 7 assist, 3/10 da tre) può evitare il supplementare ma sbaglia la tripla della vittoria. Triple che, nel tempo addizionale, non sbagliano Pajola e Belinelli (10 punti 2/6 da tre). La Virtus sbanca il Palaverde dopo 45’ tra alti e bassi, conquista la semifinale e spera di recuperare Kyle Weems per gara 1 contro Brindisi. Treviso esce da questo campionato a testa altissima, dopo aver messo in seria difficoltà le stelle bianconere.

Alessandro Pajola, è nata una stella

Puro come il sole, la luna, l’acqua e il latte fresco. Durante l’arco della gara lo si vede ansimare come in cerca d’aria. Occhi grandi e castani, furbi e pieni di vita, ricci sbarazzini. Un viso che ispira fiducia e allegria. Parliamo di Alessandro Pajola, della sua tanica di energia frizzante in circolo e del destino radioso che madre natura gli ha confezionato.

Se la Virtus stasera può festeggiare una semifinale che mancava da quattordici anni, il merito è proprio del ventunenne anconetano e della partita totale giocata al Palaverde. 25 punti, 7 assist, ed una mano che non è più battezzabile.

La notte trevigiana consegna definitivamente una stella al panorama cestistico italiano.

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