Gara 1: la Virtus si sbarazza di Treviso senza troppi patemi.

Balbo 1
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La luce invade le nostre case fino a tarda ora, gli alberi han recuperato la folta chioma dei bei giorni, i fiori allargano le braccia verso il cielo, il rigogolo del vicino torna a cantare con estrema spensieratezza, l’olfatto sembra riprendere vita; per tutti gli esseri umani siamo soltanto a cavallo tra la primavera e l’estate, per gli appassionati della palla a spicchi tutto questo significa una sola cosa e prende forma in una parola magica: playoff.

Nella gara 1 dei quarti di finale, la Segafredo sconfigge la De’Longhi 91-72

Santi playoff

I playoff, per la Virtus, arrivano nel momento ideale. Dopo la delusione di coppa, il team bianconero ha estremo bisogno di risentire l’importanza delle sfide. Un gruppo etichettato come incapace di vincere le partite senza un domani.

Gli uomini di coach Djordjevic arrivano a questo appuntamento come se fossero giunti a una sorgente d’acqua con la gola inaridita dalla sete. Una sete che è sembrata un malanno incurabile dopo la sconfitta interna contro Trento.
Il bicchiere d’acqua conquistato dopo la vittoria di gara 1 contro la sorprendente Treviso, probabilmente, non assicura la completa guarigione dei bolognesi, ma sicuramente serve a calmare gli animi di un ambiente abbastanza esagitato.

La proprietà, attraverso le parole dell’AD Luca Baraldi, dimostra di crederci.

Una botta di Pajola

Da questa sera, al posto si dire una botta di energia, si potrà tranquillamente dire una botta di Pajola; il ventunenne marchigiano, nonostante i punti di Belinelli (16 con 2/5 da tre) e Gamble (17+6), è l’MVP di una gara 1 più combattuta di quanto possa dire il +19 finale.

Nella prima parte dell’incontro i trevigiani tirano dalla lunga distanza con ottime percentuali ( non proprio una novità per un’avversaria dei bianconeri), la difesa virtussina continua a passare dietro i blocchi lasciando via libera a Logan (17 punti con 5/11 da tre) e Sokolovski (13 punti con 3/6 da tre e 4 assist). I padroni di casa mostrano le solite lacune stagionali (9 palle perse nel solo secondo quarto e 22 alla fine della gara), ma una buona vena da due punti (70%) e l’emozionante energia di Pajola mantengono sempre le V nere in vantaggio.

Il giovane bianconero sembra pervaso da un sacro furore, sporca tutti i palloni, partecipa a rimbalzo (5), segna da tre punti (2/4), smazza assist, perde qualche palla frutto di frenesia positiva, e in difesa moltiplica gli arti superiori recuperando tutto quello che c’è da recuperare creando ansia e preoccupazione nei registi trevigiani.

Russel assente ingiustificato

Nella seconda parte della gara i bianconeri aumentano l’intensità divensiva, i trevigiani trovano con fatica canestri dalla lunga distanza, e tutto ciò gioca a favore dei padroni di casa che riescono a correre riuscendo a trovare punti in contropiede. Milos Teodosic, con la solita espressione duplice, a tratti contraddittoria, in campo aperto si sente come un bambino all’entrata del Luna Park, fa volare assist (9), alcuni dei quali troppo immaginifici non vengono -compresi- controllati dai compagni.

La Virtus vola anche sul +15, Treviso non trova soluzioni in fase offensiva e sopratutto non riceve segnali da Russel (8 punti 3/11 al tiro e 3 palle perse).

L’esterno americano non trova mai la giocata che lo mette in partita e continua nel suo muto naufragio non riuscendo a dare l’abituale contributo.

Il parziale finale dice 91-72 per la Virtus. Domani sera si torna in campo per gara 2.

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