FINAL FOUR 2021: KYLE KURIC, L’UOMO DEL DESTINO

cancioattak
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Alla vigilia dell’atto finale di Eurolega, nei consueti tre punti di Eurodevotion versione playoff, conosciamo meglio Kyle Kuric guardia tiratrice del Barcellona

UNA VITA TRANQUILLA

Kyle nasce 32 anni fa ad Evansville, Indiana, stato di grande tradizione e passione cestistica , che coinvolge completamente anche il nostro. Quattro anni da record nel liceo di casa ed università con i Louisville Cardinals alla corte di Rick Pitino , leggenda del college basket. Anche qui un quadriennio di soddisfazioni culminate col raggiungimento delle Final 4 nel 2012 e l’inserimento nello stesso anno nel first team del Big East Tournament. I numeri però non bastano a strappare una chiamata NBA e così Kyle sbarca in Europa iniziando la sua carriera all’Estudiantes di Madrid. Nel frattempo sposa Taraneh , conosciuta ai tempi dell’università e diventa padre di due gemelli .

DESTINO E COINCIDENZE

Vita famigliare e professionale che dunque procedono a gonfie vele e nel 2014 Kuric passa all’ambiziosa Gran Canaria dove ci sono tutte le premesse per una grande stagione. Ma il destino è in agguato ed il primo novembre tutto cambia improvvisamente. GC è in trasferta a Vitoria, Kyle accusa fortissime emicranie e non scende in campo. La situazione non migliora a Barcellona dove la squadra è di passaggio per poi dirigersi a Berlino per una partita di Eurocup. Kyle rimane in Catalogna per accertamenti medici poiché i dolori sono aumentati fino a diventare insopportabili. Il responso è quasi una sentenza: meningioma , ovvero tumore cerebrale. E’ concreto il pericolo di morire, e se anche le due operazioni dovessero riuscire non si può sapere con quali conseguenze. Si tratterebbe in sostanza di recuperare una vita normale. E il basket? Non c’è più, forse non è mai esistito, oppure apparteneva alla vita di un’altro. Però mai sottovalutare il cuore di un ragazzo dell’Indiana , perché le operazioni hanno buon esito e dopo quaranta giorni Kyle rientra a GC dove comincia un percorso riabilitativo che inizia dalle cose più semplici per recuperare gli automatismi più elementari. Da grande tiratore qual e’ anche l’impossibile rientro in campo è nel mirino e infatti il dieci aprile , prima apparizione ufficiale, viene celebrato come EL DIA DE KURIC. Nove punti frutto di tre triple la prima delle quali riceve un’ovazione memorabile, come quella che i settemila tifosi di GC gli tributarono a dicembre al grido MVP, MVP, quando Kyle ancora convalescente si affacciò al palazzetto. Ma non è tutto perché a settembre dello stesso anno si gioca la Supercoppa di Spagna proprio a Vitoria dove tutto iniziò. GC batte in semifinale il Baskonia con 24 punti di Kuric ed in in finale regola il Barcellona ( seconda città simbolo , quella che poteva decretare la fine di tutto) vincendo il titolo con Kyle che viene eletto MVP. Destino, coincidenze e magari un pizzico di magia in una fantastica sceneggiatura con il miglior finale possibile .

FINAL FOUR

Le caratteristiche di Kuric, alle sue prime Final 4, sono ben note : è micidiale nel tiro da fuori con una velocità di caricamento e rilascio unici nel panorama continentale. Ma Kyle non è “ solo” uno specialista: l’intelligenza tattica e le capacità di lettura ne fanno un giocatore perfetto per il basket europeo. All’occorrenza può essere un efficace rimbalzista aggiunto grazie a doti atletiche migliorate negli anni. Il JC Carroll catalano si presenta all’atto finale in un gran momento. E’ stato una delle chiavi del successo del Barcellona nella complicata serie con lo Zenit, alzando tutte le sue medie stagionali e chiudendo le 5 partite con 10,6 punti, il 66,7% da tre, il 62,5% da due, il 100% ai liberi, 2 rimbalzi ed un PIR medio di 11, 6 , superiore a 10 in quattro partite su cinque. Nel Barcellona delle stelle Kyle potrebbe essere ancora una volta l’uomo del destino

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