Itoudis: “Avremo il coltello fra i denti. Il mio futuro? Vedremo”

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Per il CSKA si è trattato della nona Final Four raggiunta consecutivamente e per coach Itoudis della sesta di fila. Ma questa qualificazione per il gruppo moscovita è stata diversa. Dopo i tanti e numerosi scossoni di questa stagione (in primis l’infortunio di Milutinov e la querelle legata a Mike James) molti avevano avuto qualche dubbio sul fatto che il CSKA potesse davvero raggiungere la fase finale della competizione.

Ancora una volta Itoudis ha dimostrato di essere un grande allenatore per cui la squadra viene prima dei singoli e proprio per questo una delle parole che è tornata di più nella sua intervista rilasciata ad Eurohoops è stata “cameratismo”.

Sono orgoglioso di questo gruppo di persone che stanno davvero combattendo, stando insieme nonostante le avversità, i problemi e gli infortuni che abbiamo avuto. Si sono raccolti nel momento più importante della stagione quando contava e si sono qualificati per le Final Four. Si sono meritati davvero tutte le congratulazioni del caso.

Per Itoudis questa probabilmente è stata una delle stagioni più difficili della sua carriera, tuttavia il coach dall’alto della sua professionalità non ha cercato né scuse né giustificazioni.

E’ stata complicata come le altre. Quello che ho voluto trasmettere ai miei colleghi ed ai miei giocatori è che nulla nella vita è regalato. Parliamo di una delle competizioni dal livello più alto con 17 squadre pronte a sfidarti. Specialmente quando sei il campione e hai tutte le dita puntate contro. Tutti cercano di dare del proprio meglio contro di te perché sei il campione. Siamo i campioni in carica nonostante abbiamo una squadra totalmente diversa per la terza volta dal 2019.

Quando affronti delle avversità o dei problemi ci sono due possibilità: una è alzare la mano e dire “Ci ho provato fino in fondo, ma non ha funzionato”. L’altra possibilità è quella che ho scelto io insieme ai miei giocatori ed ai miei colleghi. Abbiamo detto “Siamo qui per combattere”.

Coach Itoudis dà delle indicazioni a Will Clyburn

Poi parlando della serie playoffs che il CSKA ha dominato 3-0 ai danni un Fenerbahce con tanti problemi di infortuni e positività, il coach greco ha speso grandi parole di stima verso il collega Igor Kokoskov che non ha potuto essere in panchina durante la serie a causa del virus.

Ho scritto a Igor dato che è un mio amico ed una bravissima persona. Obiettivamente uno dei migliori allenatori. Gli ho scritto dicendogli che mi dispiaceva come aveva fatto lui quando mi era successo ad agosto. Io l’ho affrontato all’inizio della stagione, lui ora. Mi è molto dispiaciuto e lo dico sinceramente, ma anche noi abbiamo dovuto affrontare i nostri problemi.

Il CSKA, infatti, è riuscito a vincere la serie grazie ad una prova quadrata e solida da parte di tutta la squadra, nessuno escluso. Questo anche grazie al cameratismo e allo spirito di gruppo che Itoudis è riuscito a creare ancora una volta.

Daniel Hackett è stato grande in questa serie. Ukhov ci ha dato grandi momenti; anche Antonov. Lo stesso pure Voigtmann. Toko Shengelia è stato costantemente doppiato invece, era chiaro che il Fenerbahce non avrebbe voluto perdere per le sue creazioni ed esecuzioni.

Will Clyburn è un uomo franchigia e sono veramente felice per lui. Ognuno nella squadra è grato di poter lavorare con un tipo di giocatore come lui. Iffe (Lundberg, ndr) ha davvero fatto un salto di qualità incredibile: era una guardia tiratrice e nel mio sistema è diventato anche un creatore di gioco secondario ed un esecutore. Ha ancora incredibili margini di miglioramento: deve diventare un difensore ed un rimbalzista migliore. Ma i miglioramenti che ha fatto sono impressionanti.

Dimitris Itoudis sulla questione Mike James: “Certe decisioni vanno prese per il bene della squadra”

Poi ovviamente Itoudis ha dovuto rispondere dell’annosa questione riguardante l’addio di Mike James, il giocatore primo per punti ed assist nel CSKA prima del momento del suo addio. Come è riuscito il coach greco a ritrovare la quadra della squadra dopo uno scossone così sostanziale?

Questo è quello che succede nel nostro lavoro. Quando hai l’impressione che la squadra ha alcune difficoltà legate a certe circostanze, è necessario prendere delle decisioni. I cambiamenti che abbiamo preso erano basati su quello di cui eravamo testimoni quotidianamente.

Ora per la squadra russa si tratta di pensare alle Final Four. Il CSKA questa volta non parte come favorito per la vittoria finale ma se c’è una squadra che sa giocare certe partite quella è proprio il CSKA. E se c’è un allenatore che conosce questi palcoscenici, quello è Itoudis. C’è qualche segreto o qualche ricetta magia per gestire certi match? Ecco la risposta dell’ex assistente di Zele Obradovic.

Ora non saprei cosa rispondere, è troppo presto. Dobbiamo vedere in quale condizione le squadre arriveranno il 25 maggio a Colonia. Speriamo che tutti arrivino sani col roster completo e pronti a competere. Questa è la prima cosa. Poi ci sono piccole cose che aiutano. Per esempio, nel 2019 a Vitoria, il video che il club ha preparato con le madri dei giocatori che dicevano “buona fortuna” ai loro figli, è stata una grande cosa. Cosa succederà ora? Non lo so, ma siamo pronti.

Nel finale dell’intervista non è mancata la spinosa domanda a coach Itoudis sulla sua carriera. A 50 anni raggiunti e dopo aver vinto tutto in Europa, per lui potrebbe essere arrivato il momento per andare ad allenare oltreoceano? Oppure rimarrà in Europa per tentare di battere i record del suo maestro?

Non sono ossessionato dal fatto di raggiungere il record di Zele. Mi sveglio alla mattina e ringrazio Dio che mi ha dato la possibilità di essere ancora sulla panchina del CSKA e di essere in salute. Questa è la cosa più importante. Non so cosa mi porterà il futuro. C’erano molti esperti che dicevano che avevo sbagliato a non andare al Baskonia e lasciare il Panathinakois nel 2007. Per me è importante riempire le mie ambizioni. Competo con me stesso, col potenziale che ho come persona e come un individuo che guida questo gruppo tramite l’esempio

La NBA? Non so, magari in futuro. Non sto dicendo di no; non conosco il futuro. Sono dove mi sento al mio meglio e dove so che posso fare del mio meglio.

Credits: le parole di Dimitris Itoudis sono prese dall’intervista che ha rilasciato ad Eurohoops.

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