Ettore Messina dopo gara 5: Final Four premio per il duro lavoro di tutto il club

Tutte le dichiarazioni di Ettore Messina in sala stampa, dopo la vittoria in gara 5 che ha regalato un sogno al mondo Olimpia

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E’ un Ettore Messina orgoglioso e riconoscente, nei confronti di tutta la società e il suo gruppo di lavoro, quello che si presenta in sala stampa dopo la vittoria dell’Olimpia nella decisiva gara 5 contro il Bayern. Un 92-89 che vale il tanto agognato biglietto per Colonia. Il ritorno alle Final Four dopo 29 anni di assenza.

Il Coach biancorosso esordisce così..

Abbiamo giocato una grande partita, a eccezione dell’ultimo minuto nel quale abbiamo fornito il perfetto esempio della paura di vincere. Per il resto abbiamo fatto tutto per bene. Siamo andati sopra di 15 contro una signora squadra, cui facciamo i complimenti per la splendida stagione e serie disputata. Daniele Baiesi ha costruito una squadra veramente tosta, con grande fisicità e abilità al tiro. Oltre che ben allenata e con un cuore enorme

Siamo felici e orgogliosi per Giorgio Armani, la sua famiglia e Leo Dell’Orco. Anche per i tifosi che non hanno potuto essere qui con noi, naturalmente. Mario Fioretti è qui al mio fianco, invece, perchè lavora per Olimpia da 18 anni e penso che non ci sia nessuno che possa spiegare meglio cosa significa questo, sognando una Final Four. Sono così felice per lui e per tutte le persone in società che hanno lavorato duramente, dentro e fuori dal campo

Le Final Four sono un traguardo importantissimo, ma la cosa più importante sarà tornare ai playoff anche il prossimo anno. Dovremo esserci perchè non è qualcosa che deve succedere una volta. Dobbiamo continuare a crescere come organizzazione, come staff tecnico e parco giocatori

Messina sul finale concitato e la rimonta del Bayern

Con Mario (Fioretti) ci stavamo dicendo che ci saremmo ritirati se avessimo perso questa partita, veramente. Il dolore sarebbe stato insopportabile. Mi è venuto il tragico dubbio che avrei dovuto chiamare un time-out, ma è stato tutto talmente veloce che non ho avuto nemmeno il tempo di rendermene conto e questo è stato un errore, perchè avrei dovuto fermare tutto e spostare la rimessa in avanti. Poi Kyle Hines è venuto fuori con una giocata fantastica

Però dobbiamo avere la forza di dire che l’ultimo minuto è stato orrendo, ma ne abbiamo giocati anche 39 molto buoni. Partiti contratti, ma avanti tutto il tempo tra i 10 e i 15 punti
Shavon Shields, gioiello di Messina | Eurodevotion

Sul momento di svolta della stagione dell’Olimpia

Quando abbiamo vinto a Mosca, ho avuto la sensazione che avremmo potuto giocarcela con tutti ai playoff, specialmente in una stagione in cui il fattore campo non c’è. Allo stesso tempo, però, dopo quella vittoria abbiamo pensato di esserci già ai playoff. Invece i risultati delle altre squadre ci hanno costretto a vincere altre 2-3 partite

Non era facile giocare contro il Bayern, anche perchè aveva perso due partite con noi e questo poteva creare un meccanismo per il quale una sconfitta sarebbe stata percepita come un disastro. Invece, loro hanno vinto 21 partite e sconfitto tutte le big, per cui avrebbero potuto vincere tranquillamente la serie. Noi lo sapevamo. Forse c’era una percezione diversa fuori, che comprendo, ma che avrebbe potuto anche complicare le cose

Sul significato di questo successo da President of Basketaball Operations

Sono strafelice del fatto che è il quarto club con cui riesco a raggiungere le Final Four. Qui è stato molto diverso per tanti motivi. Il primo è perchè tornavo in Italia dopo tanti anni poi sembrava che, per un motivo o per l’altro, a Milano sembrava non si potessero fare le cose per bene fino in fondo. Siamo riusciti a mettere insieme un gruppo di persone che condivide un modo di comportarsi, oltre che un modo di giocare. Bisogna seguire determinati modi di stare insieme affinchè il talento sia decisivo e le cose avvengano. Si perde lo stesso, ma così c’è una speranza in più di tornare a vincere

Sul percorso di Shields manifesto della stagione biancorossa

Concordo pienamente. I nostri assistenti si dividono tutto il lavoro individuale con i giocatori. Guardarsi i minuti che giocano, capire dove possono migliorare e lavorare su determinati aspetti tecnici. Mario è colui che lavora di più con Shavon Shields. Ciò che ci fa più piacere è vedere il loro sforzo per aggiungere qualcosa al loro repertorio. Lui lo ha fatto in maniera pesante. E’ arrivato qui che, per esempio, giocava pochissimi pick and roll e non era un giocatore cui davi la palla nei momenti cruciali, perchè prima ne venivano altri. Adesso è il giocatore cui ci affidiamo, in diversi momenti, affinchè accada qualcosa in campo

Immagine in evidenza: Facebook Olimpia Milano

About Post Author

Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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