Corsolini contro Corsolini #10: Procida Capitale

Riccardo Corsolini
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Corsolini contro Corsolini #10: la cantera madrilena e il canto delle sirene degli agenti, Il back to back che non piace a nessuno e ci fa finire nelle brevi

Corsolini L: Parliamo di Procida. Parliamo della Capitale Italiana della Cultura del 2022: qualcuno del basket ha registrato la notizia? Io ho segnalato a chi di dovere che due degli sportivi top di oggi, Cristiano Ronaldo e Rafa Nadal, sono nati su un’isola, ma anche fermandoci ai fatti nostri potremmo citare Gigi Datome e Sergio Rodriguez.

Oppure parliamo di Gabriele Procida che è un Capitale del basket italiano. Cantù retrocede sul campo alla vigilia di un possibile salvataggio, altro che blocco delle retrocessioni, come ha ricordato Bianchini le leggi sono fatte per l’uomo, non viceversa, e subito l’agente del giocatore dice: in A2 non è automatico che resti.

Perché non dovrebbe esserlo, perché si può pensare che un’altra stagione in un ambiente familiare e protettivo, dove poter sbagliare, quello che serve per crescere, sia una disgrazia da evitare ? Detto che ero stupito per la posizione alta di Procida nel Mock draft, cosa mi sono perso? Solo io non capisco tutta questa fretta?

Corsolini R: No, non solo tu fatichi a digerire questa fretta. Da capire penso ci sia poco. Abbiamo già parlato anche degli italiani in LBA. Nella classifica dei minuti spesi in campo, un mese fa c’erano 14 italiani tra i primi 70: tanti emersi e cresciuti in A2, se non in categorie più basse. Giovani che han fatto il salto in età matura, non anagrafica, ma mentale e ricca di esperienza. Spissu e Pajola, oggi titolari fino alla sperimentale, provengono da anni in LNP.

Il problema della fretta dei giovani a “uscire di casa” non è relativo solo al giocatore canturino e non è un fattore esclusivamente italiano, semmai si tratta di un trend europeo difficilmente arrestabile o modificabile. Ci sono tanti esempi negativi, di talentini molto acerbi, che percepita l’attenzione degli scout Usa o hanno alzato l’asticella, o dopo appena un mezzo anno buono nella massima serie sono partiti. Salvo poi ritornare alla base con la coda tra le gambe.

Parliamo di Eboua ad esempio, il cui cartellino oltre tutto era per buona parte in mano all’agente. Certo quando c’è la volontà del giocatore è difficile sovrapporsi, ma ho l’impressione che gli agenti stessi, che per giocatori così giovani sono anche dei consiglieri, non frenino i voli pindarici dei loro assistiti, e semmai li assecondino. Restando in Europa, il Real continua a sfornare dei gioielli, Vukcevic e Garuba sono solo gli ultimi della lista di canterani che Laso butta nella mischia da anni, e così rischia di avere tanti aspiranti Doncic, che si fermano ad essere semplicemente Luka.

Lasciamo stare la gestione dei casi Deck e Campazzo per non…sconfinare, ma in Europa c’è un altro caso da Final Four: Vasilije Micic, il giocatore dell’Efes. Scelto nel draft 2014, come i compagni di squadra Jokic e Dangubic, da Philadelphia, che ne ha tenuto i diritti fino allo scambio con Oklahoma, andrà in NBA solo dalla prossima stagione, con il curriculum impreziosito da una candidatura a MVP di Eurolega e con  una maturità cestistica raggiunta sul campo.

https://eurodevotion.com/2021/04/17/vasilije-micic-appuntamento-destino/

Tutto questo per dire che speriamo che il nostro Capitale, Gabriele Procida, rimanga a giocare in Italia, magari convinto di essere, con questa scelta, un esempio per tanti altri giovani.

Corsolini L: Grande lezione su fast e slow, su certezze e dati certi. Hai parlato di sistemi Paese, non solo di basket: è l’esercizio che proviamo a fare con questa rubrica. Scrivo il 3 maggio, primo giorno dell’era Inter celebrata dappertutto. Sulla Gazzetta il basket è una breve, una breve!!! a pagina 59.

Si parla, per fortuna, di una bella partita di Diego Flaccadori, nel campionato tedesco non in Eurolega, però la domanda è facile: davvero a inizio maggio siamo capaci di produrre solo una breve? Faccio un esempio. Tempo di dichiarazione dei redditi: mi arriva una mail di Massimo Antonelli, il signore Tam Tam basket, il nostro Nobel per la pace che a Castelvolturno fa giocare i ragazzi esprimendo uno ius…basket che ha un valore sociale e non solo sportivo.

Mi chiede: ti ricordi di noi per favore quando dovrai scegliere a chi destinare il tuo 5×1000? Spiegazione perché in un mondo come il nostro così attento a statistiche e percentuali non tutti sanno cosa è il 5×1000: è parte delle tasse che comunque abbiamo già pagato che possiamo indirizzare, di nostra volontà, a determinate associazioni. E’, per farla breve, un gioco di squadra in cui ognuno può fare la sua parte, quale che sia il reddito.

Ma appunto perché si tratta di un gioco di squadra chiedo a Lba Cares se non sia il caso di varare una grande operazione, di informazione ma anche formazione, sul 5×1000 invece che spendere una attenzione spiccia e relativa per tante iniziative pur meritorie.  Visto che le nuove regole di ingaggio per la partecipazione alla Serie A prevedono conti seri, possiamo anche immaginare che il monte ingaggi tra giocatori e tecnici arrivi a 50 milioni.

Poi ci sarebbero gli altri dipendenti delle società, i tifosi, gli sponsor. Ma restiamo a quelli che vanno in campo: 50 milioni valgono 250.000 euro che per Massimo Antonelli, e altri come lui, i Charlatans di Giancarlo Garraffa ad esempio, che realizzano playground, sono oro.

Sento già l’obiezione: ci dovremmo iscrivere al registro dei beneficiari per avere accesso ai fondi maturati con le dichiarazioni dei redditi dell’anno prossimo per avere i soldi nel 2023. Siamo tornati al tuo esempio: invece che pianificare una carriera, prenderci il tempo necessario, vogliamo tutto e subito. Giusto allora essere una breve a pagina 59 della Gazzetta.

La breve del 3 maggio su GDS

Corsolini R: Per tutto e subito intendi anche i playoff 2020/2021? Sento e leggo che tra le ipotesi valide per contrarre il calendario della fase finale di LBA c’è l’ipotesi di giocare in “back to back” le gare che si giocheranno nella stessa città.

Siamo e ci meritiamo una breve a pagina 59 anche perché pensiamo e pretendiamo che siano la Gazzetta o la Rai a doverci venire incontro e non viceversa. Così di nicchia che è colpa degli altri se il basket italiano non interessa a nessuno o comunque fa poca audience.

Vogliamo tutto e subito e non solo, lo pretendiamo. Pretendiamo rispetto perché siamo il basket e in quanto tale possiamo starcene seduti aspettando che siano gli altri a bussare alla nostra porta. E come miglior forma di prodotto da presentare a chi ci cerca, nel momento clou della stagione, dove non solo noi già appassionati, pensiamo al…”back to back”, due partite consecutive oggettivamente difficili da presentare…

Tutto e subito! In tempi di covid, in cui c’è la problematica dei viaggi, in cui una squadra di serie A (da playoff) sta cercando a fatica di uscire dal suo focolaio, pensavo e speravo che il 5-5-7 potesse essere solo il prefisso per chiamare la Moldavia, invece è il numero di gare che si giocheranno, al meglio delle 5 quarti e semifinali, al meglio delle 7 le finali, perché lo fa l’NBA.

E così il piano per rispettare Adam Silver è il “back to back”, 2 partite in 2 giorni, come succede oltreoceano. WOW! I palazzetti sono vuoti, quindi giusto tutelare gli incassi. Chi paga lautamente i diritti TV deve avere un numero garantito di partite, quindi back to back. Siamo una breve a pagina 59 e quando pensiamo al “ritornare”, dovremmo fare un ritorno alle basi e alla base. Back to basic, altroché.

Corsolini L: Ti leggo carico, o forse scarico. Una lettera non cambia la sostanza: i sacerdoti del non si cambia a stagione in corso non riescono proprio ad accettare la ormai prevedibile imprevedibilità del Covid. Tu dici che si vuole copiare Adam Silver, io ricordo che fu una idea di Claudio Sabatini subito sposata dagli altri: la finale vale un super incasso, giochiamo più partite possibile.

Quest’anno l’incasso non c’è, Sabatini ha chiuso al basket e aperto ai vaccini. Dove ci aggrappiamo per una speranza ? Prima risposta: gli internazionali di Tennis di Roma. Per avere più gente invece di invitare il pubblico al Foro Italico, il Centrale e gli altri campi principali sono stati separati , ognuno con le sue entrate e le sue uscite.

Per me è una idea buona pure per noi. Invece di parlare di palasport, termine che credo sua indigesto per il Cts, parliamo di multisale per il basket e proviamo a difendere così le maggiori capienze. Ma soprattutto per continuare a sperare andiamo a Trieste e tu Riccardo, web master mio e di tutti, posta uno dei servizi realizzati dall’Allianz per spiegare il basket con la fisica. Una delle iniziative più belle degli ultimi anni.

Corsolini contro Corsolini torna lunedì prossimo

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Riccardo Corsolini

Appassionato di Sport in generale, nato e cresciuto con la pallacanestro in testa e nelle mani. Scrivo della mia squadra e di Eurolega su Eurodevotion, tentando di prendere il ferro.
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