Efes, ecco come si presentano i turchi ai nastri di partenza dell’ultimo atto della serie.

Cesare Forgione
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L’Efes, dopo esser stato avanti 2-0 nella serie, si appresta a vivere una gara 5 a dir poco cruciale. Spalle al muro i ragazzi di Ataman.

L’Efes di coach Ergin Ataman è ad un bivio.

Vincere servirà a cancellare i clamorosi crolli finali di Madrid e ad andare a Colonia, perdere metterà un serio punto interrogativo su questo gruppo visto quanto successo anche nella scorsa stagione.

Pressione

Sono circa 2 anni che i turchi non si ritrovavano spalle al muro, sotto pressione. Ad esser precisi dall’ultima finale, quella del 2019 a Vitoria, persa contro il CSKA. Da lì in poi si son susseguiti spesso successi dominanti, con l’Efes quasi mai sotto pressione.

Già pressione.

La gestione della pressione sarà l’incognità di questa gara 5, visto che nei match punto a punto di quest’anno l’Efes ha perso a Monaco col Bayern, ha perso a Valencia sulla sirena ed ha vinto a Barcellona ma solo di 2 dopo esser stato avanti di svariate lunghezze.

Duello Ataman – Laso

Costante di quasi tutte le serie è stata la capacità del coach sfavorito di mettere in seria difficoltà il suo omologo avversario. Trinchieri, Pascual e Laso han fatto dei capolavori fino ad ora ed oggettivamente meriterebbero di qualificarsi alla F4, ma ad elargire sentenze c’è anche altro oltre alla panchina.

Ataman spesso ha apportato dei correttivi tecnico-tattici quando Laso lo ha messo in difficoltà, ma non a gara in corso bensì tra un match e l’altro. Senza dubbio la scarsa capacità del coach turco di trovare contromisure in corsa è stata fatale riguardo l’Efes horror dei finali di gara 3 e gara 4 al Wizink Center di Madrid.

Ergin Ataman, coach dell’Efes

Questo dettato anche dal fatto che l’assenza di Tavares non abbia lasciato dei punti di riferimento all’Efes, permettendo a Laso di schierare dei quintetti liquidi, versatili e difficili da marcare e contrattaccare.

Purtroppo per Ataman ai playoff il non sapersi rapidamente adeguare agli avversari si paga e spesso con un conto salato, specialmente nelle knockout games come gara 5.

Riposo psicofisico

Questi giorni di riposo senza dubbio son stati fondamentali per vari motivi.

L’Efes, a differenza del Real impegnato a Saragozza, non ha disputato match di campionato nel weekend. Questo è senza dubbio un elemento da tenere in considerazione perchè permette un miglior recupero in seguito alle tante partite molto ravviciniate, ma non solo.

Aiuta a dimenticare la settimana catastrofica di Madrid, sgombrando la mente dalle scorie negative delle gare 3 e 4, e permette di far rimettere in sesto chi è sembrato affaticato o chi ha un kilometraggio maggiore. Basti pensare al Micic visto nel quarto atto o ai veterani Singleton, Anderson e Dunston.

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