Monaco conquista l’EuroCup ed entra nella leggenda.

Balbo
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Napoleone entrando nelle Tuileries disse a suo fratello: Ecco, ci saremmo. Ora si tratta di rimanerci.

Saranno queste le parole che coach Mitrovic, cinquantunenne ex Asvel, avrà sussurrato, sul parquet di Kazan, mentre il suono si cancellava e i rumori diventavano un fruscio simile a quello dei canneti della Namibia sfiorati dal vento, ai suoi più stretti collaboratori? Vogliamo credere di si.

I monegaschi, vincendo anche gara 2 (83-86), conquistano il loro primo titolo continentale della storia. Il secondo titolo transalpino, trentatre anni dopo quello conquistato da Limoges.

Il coach montenegrino conquista il quarto titolo personale, dopo il campionato e la coppa francese (2018/19) conquistati alla guida dell’Asvel, e la coppa di Ucraina vinta con Kiev nel 2012.

Una stagione, quella dei francesi, iniziata con una vittoria nella valle di Andorra (Bost 21 punti), e continuata, nella prima fase, tra vertiginosi alti e bassi.

La svolta

La svolta della stagione blanc-rouge avviene a 950 km di distanza dalla Costa Azzurra; precisamente a Parigi, il giorno in cui Jure Zdvoc, coach dei Metropolitans 92, si fa investire dall’ideologia di San Tommaso, e pensa che ci sia bisogno di tagliar un braccio cancrenoso per non far morire l’intero corpo. Il suo braccio cancrenoso ha un nome e un cognome: Rob Gray.

Il 30 Ottobre 2020 cambierà la storia cestistica del principato.

Rob Gray é l’uomo che vuole Mitrovic. Ma prima, il coach montenegrino, deve far comprendere al nativo di Forest City che per far emergere una sinfonia occorre un’orchestra; per trovare l’oro bisogna saper mettere le mani nel fango.

Mitrovic sa di poter trasformare una nazunia in un fior di loto. Ci riuscirà: il 30 Aprile 2021, sei mesi dopo la firma, Rob Gray verrà nominato MVP delle finali di EuroCup. Monaco alzerà al cielo la sua prima EuroCup.

Il manovale tracagnotto si è trasformato in un principe

Marcos Shyderrick Knight, autentico tuttofare di 188 centimetri corazzati da 100 chili, è l’uomo simbolo del miracolo monegasco. MVP del campionato tedesco nella stagione 2019/20 con la canotta del Ludwigsburg. Arrivato quest’estate per dividersi le responsabilità offensive con Dee Bost, ha dimostrato, soprattutto con l’arrivo di Rob Gray, di esser molto di più di un semplice terminale offensivo. Miglior difensore dell’equipe, rimbalzista clamoroso per tempestività e aggressività, tiratore sprovvisto di pietà.

Impettito come un galletto segnavento, il trentunenne ex Afyon, racchiude, nel suo petto tracagnotto, la volontà del guerriero con l’ingegno del saggio.

Il canestro che vale un titolo

Quando mancano 35 secondi al termine il punteggio segna 81-81. L’Unics ha la palla in mano, il dovere spetta a Jamar Smith, Mvp dell’EuroCup, autentica delusione della serie finale; da sei metri, la guardia americana, con il suo classico tiro, non sbaglia: 83-81.

Coach Mitrovic chiama time out; tutti, da Kazan fino al principato, si attendono un gioco per Gray o Bost. Ma nel silenzio del time out si sente una voce baritonale; è quella di J.J. O’Brien, l’uomo di San Diego. In bilico tra passato e futuro in un presente dilatato, dice: Se non erro sarà versato del sangue

Dopo il time out la palla non finirà né sulle mani di Gray né su quelle di Bost. La palla è per J.J. O’Brien: subisce fallo e segna da due punti. Il tiro libero non lo lascerà sul tavolo, perché, questa sera, sarà versato del sangue. Questa è il canestro decisivo, questa è l’azione decisiva. I 10 secondi che regaleranno l’EuroCup a Monaco.

Un trionfo con radici lontane

La sua figura induce un brivido silenzioso. Parliamo di Sergey Dyadechko, il presidente ucraino quarantanovenne dell’AS Monaco. Un uomo sui generis.

Siamo abituati a grandi uomini d’affari che decidono di sposare il loro nome con i grandi club del calcio europeo. In questo caso parliamo di un perfetto sconosciuto che decide di associare le sue fortune ad un club anonimo del panorama cestistico transalpino.

Dopo esser fuggito dal suo paese per un tentativo di assassinio, nel 2013 Dyadechko decide di acquistare il Monaco. Il presidente è un grande appassionato di basket, infatti, prima dell’avventura monegasca, ha progettato l’ascesa del club della sua città natale – Donetsk – dalla terza categoria Rino ai quarti di finale di EuroCup.

In Francia, l’uomo d’affari ucraino, vuole tentare lo stesso colpo, proprio mentre il club del principato ha ottenuto la promozione nella terza categoria francese.
La storia è troppo ben scritta per non potersi ripetere. Con mezzi economici stratosferici per la divisione e le idee del suo braccio destro, Oleksiy Yefimov, la scalata è già progettata dal destino.

Per me il basket è una passione estrema, inoltre, oltre l’NBA, ci sono pochissimi presidenti che con il basket hanno un ritorno economico. La passione fa la differenza.

Adesso l’Eurolega. Dopo la vittoria ottenuta in semifinale contro Gran Canaria, Monaco si è conquistata la partecipazione alla prossima Eurolega. Uno stimolo in più per il sognatore ucraino.

Quando uccidi un Re, non lo pugnali in un vicolo. Lo uccidi dove tutta la corte può vederlo morire ( cit. Gangs of New York)

All’inzio della stagione le principali favorite per la vittoria finale dell’EuroCup erano Virtus Bologna, Malaga, Unics Kazan e Badalona.

La regina della competizione, nonché grande favorita, era la Virtus Segafredo Bologna, uscita per mano di Kazan in semifinale, dopo aver eliminato Badalona. Dopo la gara 3 di Bologna che aveva visto trionfare Canaan e compagni, lo scettro di indiscussa favorita è finito nelle mani dell’Unics Kazan.

L’AS Monaco ha deciso di giustiziarla in casa sua, davanti 5000 spettatori. L’EuroCup 2020/21 finisce meritatamente nel principato.

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