Bayern-Olimpia (Gara 3): la difesa dei tedeschi domina e rinvia la festa milanese

Francesco Sacco

Gara 3 esalta la difesa del Bayern. Festa rinviata per l’Olimpia, in attesa di gara 4 venerdì

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“Non è il momento di parlare, ma di fare”. Gara 3 era stata presentata in questo modo da Andrea Trinchieri. Voleva rivedere il suo Bayern, quello vero. La squadra capace di stritolare gli avversari nelle serate migliori. I suoi ragazzi hanno pienamente esaudito la sua richiesta, tirando fuori una prestazione difensiva celestiale a tratti.

Comunque più che sufficiente a tenere costantemente il pallino in mano e mantenere viva la serie. Il 85-79 finale è probabilmente bugiardo rispetto alla qualità superiore della prestazione bavarese. Allo stesso tempo, rappresenta un elogio alla forza mentale di un’Olimpia Milano che non esce mai completamente dalla partita da un punto di vista mentale. Trovando poi le giocate dei suoi campioni per provare a ribaltare l’inerzia di questa gara 3. Senza mai riuscirci in maniera definitiva.

La difesa del Bayern

La spina nel fianco per l’Olimpia fin dai primi possessi di gara 3. L’inizio di partita è chiaramente targato Bayern e sembra di rivivere il film di gara 1. Con Milano costretta a forzare iniziative con gli esterni negli ultimi secondi dell’azione. I lunghi sconnessi con il resto della squadra e le percentuali terribilmente basse. Specialmente dal perimetro, zona sempre più decisiva sugli esiti delle partite e nevralgica per l’attacco biancorosso.

Il Bayern è magistrale nel portare una pressione fisica ai limiti dell’insostenibile appena passata la metà campo, con un’ottima collaborazione tra play e pivot nel raddoppio per oscurare la visione delle fonti di gioco ospiti. Queste ultime forzate a giocare su un lato, nel quale l’azione dell’Olimpia spesso ristagna e risulta prevedibile, consegnandosi alla morsa dei tedeschi.

Il risultato è un primo quarto da 23-9 che inciderà fortemente sull’andamento, ma anche sull’esito di gara 3. Vinta sotto tutti i punti di vista dai padroni di casa, se si guarda al 32-24 a rimbalzo così come alle ottime percentuali tenute dai ragazzi di Trinchieri.

Difesa Bayern in gara 3 | eurodevotion
Un esempio della presenza difensiva del Bayern. Fonte: euroleague.net

L’Olimpia è tutta nelle singole giocate dei suoi campioni

L’Olimpia di stasera è stata in grado di produrre soprattutto delle fiammate provenienti dalle grandi giocate dei propri singoli. Nel secondo quarto, infatti, sono due prodezze difensive di Kyle Hines a dare il là a un parziale che sembra portare una svolta positiva alla serata. Break nel quale sono determinanti anche le iniziative offensive di un Gigi Datome in grado, in un paio di occasioni, di sfruttare chirurgicamente il mismatch contro Seeley e Sisko spalle a canestro.

Highlights di grande classe che portano al -4 dell’intervallo lungo, ma che non impediscono al Bayern di uscire meglio dai blocchi anche nella ripresa. Con il terzo quarto che vede nuovamente Milano crollare in doppia cifra di svantaggio, sotto i colpi di un Vladimir Lucic scatenato.

Ancora una volta, ecco che la resilienza di questa Olimpia fa si che emerga comunque un protagonista in grado di solleticare l’orgoglio della squadra, mostrando la via. Ci pensa Malcolm Delaney, a inizio quarto periodo, a produrre 7 punti consecutivi con un gioco da 4 punti (con fallo antisportivo di Lucic) e un altro da 3 punti. Illusori, perchè Milano continua a fare tremendamente fatica a fare tagliafuori a rimbalzo e a contenere l’ala serba del Bayern. Comunque esplicativi di una squadra che, almeno, ha avuto il merito di obbligare il nemico a meritarsi la gloria in gara 3 fino all’ultimo secondo o quasi

Vladimir Lucic

Benvenuto! Dopo due prestazioni ampiamente sotto traccia nei primi due episodi della serie, il 31enne belgradese ha mostrato il suo vero volto, una volta tornato a giocare tra le mura amiche. Quello che gli ha consentito di meritare il secondo quintetto stagionale di Eurolega, oltre che attenzioni di rilievo sul mercato.

Il Lucic di gara 3 è stato semplicemente immarcabile. Abilissimo a muoversi dietro ai blocchi, ha fatto malissimo alla difesa di Milano nella veste dello spot-up shooter. Il suo 4/5 da tre è uno dei motivi principali del successo dei suoi questa sera. Ettore Messina ha alternato le marcature per provare ad anestetizzarlo. Nessuno ci è riuscito.

Il tabellino parla chiaro: 27 punti, 7 rimbalzi, 10 falli subiti e 35 di PIR che dicono una cosa sola. Vladimir Lucic ha fatto il suo ingresso nella serie ed era condizione imprescindibile nel tentativo dei tedeschi di tenere vivo il proprio progetto di rimonta

Difficilmente Milano si farà trovare nuovamente impreparata venerdì, da questo punto di vista. Sarà particolarmente interessante vedere quali contromisure saranno progettate dallo staff tecnico milanese, in quella che sarà una sfida nella sfida cruciale nella missione di staccare il proprio biglietto per la Final Four di Turkish Airlines Euroleague a Colonia.

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Francesco Sacco

Iniziato al gioco da Kobe Bryant e della Benetton Treviso di Ettore Messina da piccolino. Travolto dalla passione per l'Olimpia Milano da "grande". C'è qualcosa di più bello della Final Four di Eurolega? Forse, ma non ditemelo.
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