La lavagnetta dei playoff: i cambi difensivi di Milano

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Dopo sette lunghi anni l’Olimpia è tornata a sorridere ma soprattutto a giocarsi un quarto di Finale dei Playoff della Turkish Airlines Euroleague. La squadra di coach Ettore Messina, quarta forza al termine della post-season continentale, torna in campo nel primo atto della serie che la vede contrapposta al Bayern di coach Andrea Trinchieri rivelazione della regular season.

Quest’oggi, per entrare nel vero cuore del gioco di gara-1 in programma questa sera al Forum di Assago, la lavagnetta tattica di Eurodevotion in casa Olimpia Milano si concentra prevalentemente su un cavallo di battaglia che ha contraddistinto tutta la stagione meneghina in campo nazionale e continentale: la gestione sui cambi difensivi.

Come funziona: i cambi difensivi dell’Olimpia Milano

La chiave principale della stagione milanese è senza dubbio l’integrità e l’intensità di un sistema difensivo di grande livello.

In una regular season con il bilancio sempre positivo dalla prima alla 34° giornata, mettendo in mostra numeri confortanti sul conto delle palle perse (miglior squadra della competizione anche per numero di falli fatti al rispettivo attacco avversario), ma concedendo molto spesso troppo per conformazione del roster sotto le plance, Milano ha fatto della sua difesa la sua arma migliore per abbassare il pacing di gioco avversario e il proprio giocando successivamente una pallacanestro fluida e intellegibile per le difese avversarie. La grande prontezza appunto della difesa di Milano anche nel concedere poco da dietro l’arco è dovuta ad un aspetto cruciale soprattutto in questa serie contro il Bayern Monaco: il timing dei cambi difensivi.

L’Olimpia, infatti, ha fatto di questo fondamentale difensivo la sua forza specie nel finale di ogni possesso avversario in attacco, ma anche in alcune situazioni di gioco che obbligavano questo gioco per capacità di lettura istantanea del diretto avversario in attacco.

In questa situazione di gioco si capisce che Milano punta sui cambi difensivi al primo ribaltamento di palla. Dopo i 14 secondi Messina chiede cambio su ogni pick and roll, specie contro un avversario come Larkin, impedendo conclusioni facili e soprattutto rapida contro transizione offensiva.

Nella partita in questione contro l’Efes, specie nel primo e nel terzo parziale di gioco, ha messo la propria impronta al match con una difesa importante su tutti i piccoli della formazione guidata da coach Ataman, tracciando il solco di 22 punti ormai irrecuperabili dopo 30 minuti di gioco.

Da questo punto di forza, ovvero i cambi difensivi negli ultimi secondi di ogni possesso, l’Olimpia ha guadagnato energia da poi trasmettere all’attacco successivo. Ne è un esempio lampante il terzo quarto messo in mostra contro il Real Madrid di coach Pablo Laso, specialmente in uno dei momenti di lenta agonia dei Blancos sul finire del terzo quarto di gioco, nel match del Wizink Center poi vinto 76-80.

In questa situazione di gioco partendo da rimessa dal fondo, il Real è bravo a far uscire palla anche sfruttando un blocco zipper di Tavares per Carroll. Visti i 10 secondi dal termine dell’azione, Milano vira sui cambi difensivi con Hines che non permette un tiro facile. A quel punto l’attacco del Real è inceppato dall’ottima rotazione difensiva che concede solo un airball a Thompkins.

Contro il Bayern, però, oltre i cambi difensivi decisivi nella seconda parte del possesso offensivo avversario sarà dedicata particolare attenzione al pick and roll centrale tra Baldwin e l’ex Barça Reynolds. Dopo aver messo a ferro e fuoco anche le difese di Efes e Barça, giusto per citare due delle squadre affrontate dal Bayern nel finale di stagione, il pick and roll in situazione volante o in transizione sarà uno degli aspetti cruciali. I cambi difensivi devono essere repentini ed efficienti per non consentire una facile ricezione alla schiacciata/appoggio del bloccante.

In questa situazione di gioco Milano deve rientrare rapidamente sulla transizione guidata da Alocen. Il doppio pick del Real prevede il roll deciso di Tavares. Qui la difesa milanese è titubante sul cambio e non va subito a coprire la linea di passaggio, ovvero il lob per la schiacciata facile di Tavares.

Come si batte: i cambi difensivi dell’Olimpia Milano

Nel corso della serie contro l’Olimpia coach Andrea Trinchieri dovrà fare i conti non tanto con il fatto di non aver ancora battuto Milano in stagione, ma con il ricordo di quella sfida al Forum in cui il suo Bayern riuscì a segnare la miseria di 51 punti. Ci sarà dunque una difesa molto preparata da scavalcare, sfruttando la fisicità e la capacità di giocare molto con la palla dentro. Un mantra che non dovrà essere dimenticato mai, tantomeno contro i cambi difensivi dei biancorossi, indigesti già a molte avversarie.

Partiamo da un concetto basilare: ogni attacco pensato con un minimo di raziocinio contro i cambi difensivi dovrebbe avere la priorità di servire il lungo vicino al ferro contro l’esterno avversario. Noi ci concentriamo infatti soltanto su quei cambi tra esterni e lunghi che Milano effettua di solito negli ultimi otto secondi dell’azione, o comunque mai nei primi quattordici. Tralasceremo quei cambi più ovvi in situazioni di collaborazione tra esterni.

Priorità al lungo, dicevamo. Prima di tutto è fondamentale che chi porta il blocco faccia un lavoro di qualità senza la palla per potersi guadagnare il possesso della sfera. E allora, una volta capito che la scelta sarà quella del cambio difensivo la prima cosa da fare sarà un giro dorsale per rollare contro il piccolo, in modo da provare subito a escluderlo con il corpo e guadagnarsi un vantaggio immediato.

Se Milano, come di solito fa, decidesse di andare completamente davanti con l’esterno e di aiutare dal lato debole, sarà fondamentale che il lungo lavori con il corpo per consolidare la propria posizione di vantaggio dietro e che il lato debole offra delle sponde, magari anche con tagli flash in lunetta per proporre giocate di alto-basso spesso mortifere per la difesa. Ovviamente tutto questo è possibile con almeno otto secondi sul cronometro, per far sì che l’attacco non sia preso dalla frenesia.

E se non fosse possibile sfruttare il vantaggio interno sui cambi difensivi? Inevitabilmente ci si dovrebbe “accontentare” dell’uno contro uno del proprio esterno contro il lungo avversario. E’ chiaro che questo per il Bayern sia più vantaggioso quando ci sia in campo Kaleb Tarczewski piuttosto che Kyle Hines. Ma, tornando a noi, a questo punto conta moltissimo la capacità di saper giocare uno contro uno dal palleggio.

L’obiettivo primario è quello di saper prendere spazio per guadagnare velocità, con i compagni del giocatore coinvolto che dovranno essere bravi a spaziarsi correttamente. In particolare Wade Baldwin, non grandissimo tiratore da tre punti, dovrà assicurarsi di ridurre sempre la distanza rispetto al lungo difensore, in modo da poter così sfruttare il vantaggio di velocità. Una volta costretto il difensore a sbilanciarsi, sarà possibile leggerne le scelte per punirle e batterlo, comprendendo poi se concludere o scaricare, anche a seconda del tempo sul cronometro.

E contro i cambi difensivi l’esterno può guadagnare spazio anche usando le sponde: passando la palla a un a compagno e facendosela restituire qualche metro più indietro (boomerang pass in gergo) si metterebbe maggiormente in difficoltà il lungo. Tutto questo sarà fondamentale se il Bayern vorrà avere chance contro Milano. E se Andrea Trinchieri vorrà prevalere su Ettore Messina.

I video e le immagini prese per la realizzazione di questo pezzo sono di EUROSPORT

Immagine di copertina: olimpiamilano.com

Pezzo ideato e scritto da Luca Castellano e Andrea Ranieri

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