Corsolini contro Corsolini#8: aspettando Italia-Germania

Riccardo Corsolini
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Corsolini contro Corsolini #8: gli orari ma anche la collezione di Trenitalia, l’albero di Gigi e il posto da non cambiare mai. Appunti sparsi alla vigilia dell’ennesima Italia-Germania che affrontiamo senza vantaggi storici.

Corsolini L: Non abbiamo solo una agenda personale. Abbiamo anche una agenda collettiva e questa ci manca a causa del Covid. Quando si poteva andare al Palazzo erano anche gli altri a ricordarci gli appuntamenti seguenti. Adesso siamo tutti un po’ smarriti. Ad esempio ho visto un bel servizio realizzato da Eurolega, che usa il patrimonio di immagini e di contatti che ha in modo intelligente, a casa di Gigi Datome.

A qualcuno sarà sembrato un viaggio nel tempo. Gigi invece ha confessato una sua scaramanzia : ha un albero di Natale permanente, non lo smonta dopo l’Epifania. Ancora più strana una mail che ho ricevuto l’altro giorno da Trenitalia in quanto utente del Freccia Club: a metà aprile mi hanno presentato la collezione di capi di abbigliamento speciale realizzata per la Final Eight …di febbraio. Prodotti molto belli tra l’altro, simili a quelli della linea Jordan per Quai54, il torneo parigino dei playground.

Trenitalia

Corsolini R: Che Trenitalia sia un ritardo è un luogo comune ormai smentito, anche perché sono diminuiti treni e traffico sulla linea. Personalmente la mia agenda sportiva non è cambiata: è stata stravolta. I rinvii continui per un motivo o per l’altro, non solo nel basket, mi hanno spesso portato a dimenticare completamente il calendario delle partite da seguire, per lavoro e per passione. Forse Datome con l’albero di Natale ha portato alla luce un abitudine di tanti, che pure io pratico, che mi diverte seguire: varie forme di cabale e di scaramanzie.

Quando andavo a Palazzo bisognava tenere tutti lo stesso posto dell’ultima vittoria, e questo è uno dei riti più banali. Adesso che le partite si vedono da casa, in telefonata o in videochiamata, appena gli avversari cacciano un parziale, l’ultimo collegato viene invitato a spegnere perchè accusato di portare sfortuna. è una pratica comune e finché non diventa morbosa, mi piace tantissimo.

Corsolini L: Virtus eliminata dal Kazan, forse si dovrebbe dire Kason, come nella pubblicità di Dazn. Milano in campo per se’e per tutti nei playoff di Eurolega che sono stati singolarmente anticipati dalla famosa riunione di Atene dei club non convintissimi della gestione del business da parte di Bertomeu. A parte il fatto che i dubbi sono antichi, la domanda è, in una stagione che dovrebbe averci insegnato che less is more, e che noi, ma anche il calcio stiamo interpretando invece come suggerimento ad allungare ulteriormente il calendario, affollandola di partite: quale è il business?

Ti rispondo con una battuta di Gabriele Romagnoli letta ieri su Repubblica: “L’idea di spettacolo dell’Uefa è quella che le sfogline hanno della pasta: tirarla per fare più maccheroni “. E mi fermo ai giornali di ieri, perché quelli di oggi sono straordinariamente ricchi di particolari sulla nuova Superlega che addirittura i capi di governo si sono preoccupati di neutralizzare subito dichiarandola qualcosa di inammissibile.

A proposito di mani in pasta, fammi dire che leggere tra le nuove norme della LBA per l’ammissione alla Serie A che gli addetti stampa devono essere iscritti all’ordine mi fa venire il latte alle ginocchia. Ci sono i social, che il basket italiano usa poco e male, e la misura del lavoro diventa una tessera. Perché non pretendere anche per regolamento che siano ingaggiati solo dei giocatori bravi, che non sbagliano un tiro e azzeccano tutti i passaggi?

Corsolini R: Partendo dal fondo, ci sono dei dettagli che in questa riforma andrebbero perfezionati vero, e quello degli addetti stampa con tesserino potrebbe essere uno di quelli. Io mi sono sempre lamentato della mancanza di una riforma,  un cambiamento, per la nostra Lega. Questo progetto è un inizio. Sicuramente non basterà, ma intanto ci sono dei cambiamenti sia di forma che di sostanza. Senza entrare troppo nei dettagli, la professionalizzazione delle società, visto che in larga parte non lo sono, con figure definite, mi piace.

Chiedere investimenti nel settore giovanile e femminile, mi piace. Sui parametri economici sono d’accordo, anche se solo in parte, per questo penso serva una stagione di transizione. Il fine di questa riforma è quello di rendere il basket di Lega A sostenibile.

Rimane difficile, soprattutto in questo momento, generare altri ricavi, quando quelli che tenevano in piedi le squadre, si sono in larga parte azzerati. Penso che questo sia il fine anche di Bertomeu: prima di gara 1 della semifinale di Eurocup a Bologna ha parlato proprio in questi termini, toccando anche il tema del numero di partite per dire che non andrebbero diminuite e, semmai aumentate per essere sempre sia più presenti per i tifosi, che prima o poi torneranno a vedere le partite, sia per tv e sponsor, che potrebbero essere più attirate da maggiore visibilità.

Unica preoccupazione, sempre mia, è che alla fine dei conti anche Eurolega punterà alla Superlega calcistica che sta nascendo, sacrificando i campionati nazionali, più di quanto stia facendo ora. Di tutte le norme che si possono importare dall’NBA, business di riferimento, credo che quella del formato sia la più difficile da realizzare e traslare in Europa.

Corsolini L: Intanto domani siamo davanti alla tv. Milano-Bayern era faccenda privata del calcio fino a poco tempo fa, adesso è diventata una sfida nostra e sarebbe bello se qualcuno la studiasse. Perché Italia e Germania sono potenze antiche nel calcio, ma sotto canestro i tedeschi viaggiano a velocità che noi abbiamo perso.

Dicevamo, quasi sdegnati dal confronto: hanno solo Nowitzki, noi abbiamo più giocatori, e già questo era un atteggiamento presuntuoso perché significava dimenticarne altri; sono indietro anni luce, ci consolavamo quando andavamo a giocare in coppa quasi esclusivamente a Leverkusen e Colonia, e adesso ci tocca avere se non paura almeno rispetto appunto del Bayern. Anche ma non solo perché i tedeschi hanno fatto quello che non sappiamo fare noi ancorati alla nostra autoreferenzialità. Loro hanno guardato, studiato pure, e alla fine hanno puntato su Trincheri e Baiesi senza indugi.

Corsolini contro Corsolini torna lunedì 26 aprile

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Riccardo Corsolini

Appassionato di Sport in generale, nato e cresciuto con la pallacanestro in testa e nelle mani. Scrivo della mia squadra e di Eurolega su Eurodevotion, tentando di prendere il ferro.
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