Eurolega, la riunione dei sette club “carbonari”? Un colpo basso con pochissimo stile e nessuna autocritica

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Eurolega in subbuglio dopo quanto accaduto negli scorsi giorni. Sette club che si riuniscono al di fuori delle sedi istituzionali non possono certo passare inosservati.

Euroleague Basketball

La data dovrebbe essere quella di domenica scorsa, 11 aprile, il luogo è senza alcun condizionale Atene, i partecipanti sono Maccabi, Olympiacos, Panathinaikos, Cska, Zalgiris, Efes ed Olimpia Milano, ovvero 7 degli 11 attualmente con licenza pluriennale in Eurolega. Gli assenti? Real Madrid, Barcellona, Baskonia e Fenerbahçe, anch’essi con licenza principale. Non considerati, per ora, Asvel e Bayern, che entreranno a breve nell’azionariato.

Una riunione alla quale si possono accostare diversi termini, dal segreto all’informale, secondo i gusti di ognuno. Oggetto del contendere? Se ne sono dette e scritte di tutti i colori, riassumiamole nella parola magica che accompagna questi tempi, ma che forse ha radici precedenti, ovvero “crisi”. Che poi si traduce in vil denaro…

Una premessa fondamentale: chi scrive non ha alcuna intenzione di accodarsi alla serie di molteplici indiscrezioni che sono uscite riguardo i reali contenuti della riunione, poiché un saldo principio a cui ci si attiene in questo sito è quello di parlare solo di ciò che si conosce o che viene comunque confermato dall’attendibilità delle nostre fonti. Allo stesso tempo si ha il dovere, vista la natura stessa del nostro sito, di commentare un evento che può portare ad un terremoto nella massima competizione cestistica continentale.

Per tale ragione, prima di parlarne, abbiamo voluto informarci con Eurolega, di cui siamo partner, al fine di evitare ogni malinteso e di cercare di sapere qualcosa direttamente. Doveroso dire che non vi sono commenti ufficiali, per ora, mentre ci è stato confermato un “board” per l’ultima settimana di aprile in cui si discuterà di questo tema come di altri.

Riunione segreta? Non prendiamo in giro nessuno, se vuoi riunirti segretamente non lo fai ad Atene…

Veniamo ai fatti, quindi.

7 club con licenze pluriennali si riuniscono in gran segreto ad Atene per esprimere, secondo quanto riportato da più fonti (qui alleghiamo quanto scritto dal Mundo Deportivo) un generale disappunto sulla situazione economica dell’organizzazione e sulla ripartizione degli introiti tra i club.

Ora, va detto che questi club sono essi stessi azionisti di Eurolega, quindi con poteri decisionali che derivano dalla loro proprietà e che possono esercitare tramite la partecipazione alle varie riunioni ufficiali. Da quanto abbiamo raccolto negli anni, ed è normale che sia così, tutte le decisioni, sia in termini sportivi che finanziari, sono espressione di quell’assemblea, il cosiddetto “board” che si riunisce spesso e che a fine aprile si troverà una bella questione sul tavolo.

Una cosa emerge prima delle altre e fa sorridere abbastanza. Riunione segreta? Ma dai, non prendiamo in giro nessuno! Se vuoi riunirti segretamente non lo fai ad Atene, soprattutto in un’epoca in cui pochissimi viaggiano ed in una sede in cui ci sono centinaia di giornalisti pronti allo scoop. Un attimo dopo la riunione tutto era già noto ai media e le indiscrezioni sono partite senza sosta. Zoom era soluzione così complicata per mantenere questo risibile segreto? Suvvia. Si è voluto riunirsi e lo si è fatto perchè si sapesse subito. Ai presunti “carbonari”, in questo caso, mancano decisamente spine, croce e chiodi…

Le indiscrezioni, quindi. Il malcontento generale sarebbe basato, sempre secondo la ricostruzione del Mundo Deportivo, che poi ha tanti contenuti comuni ad altri media continentali, su alcuni punti cardine.

Gli introiti sono molto inferiori alle uscite dei club? Ma dai? Lo scopriamo oggi?

Gli scarsi introiti derivanti dalla stagione innanzitutto, tema che alcuni club, Maccabi in testa, lamentano già da tempo, anche prima della pandemia che ha ovviamente accresciuto le difficoltà di tutti ed accelerato la richiesta di cambiamento. I 37,5 mln che vengono ripartiti tra i club sono, e questo è verissimo, molto inferiori alle spese dei club stessi. Ed anche mi parte un semplicissimo “ma dai?”: lo scopriamo oggi?

Un altro punto chiave riguarderebbe la mancanza di un accordo con ELPA (associazione giocatori) per una riduzione degli ingaggi in relazione alle perdite affrontate dai club. L’accordo c’è stato lo scorso anno, sebbene si sia trattato di una riduzione non certo clamorosa (15-20%), ma quest’anno non ve ne sarebbe traccia.

In virtù di tutto ciò è sempre il Mundo a parlare di una situazione che potrebbe portare perfino ad una richiesta di cambiamento che arriverebbe a coinvolgere anche la persona di Jordi Bertomeu, che di Eurolega è CEO espresso dai club.

Come detto, entrare nei dettagli è impossibile per mancanza di evidenze dirette, ma è la forma dell’accaduto che rende doverose delle semplici domande/condiserazioni.

Della risibile segretezza del “meeting” abbiamo già detto.

Perchè non sono state invitate le tre spagnole ed il Fenerbahçe? Sempre le indiscrezioni dicono che sarebbero stati esclusi gli iberici perchè club legati al calcio e si sarebbe deciso di sottoporre loro la questione una volta discussa tra i 7 ribelli. Il Baskonia? Bastano i legami di proprietà con l’Alaves? Ed il Fenerbahçe? Vero è che si tratta di polisportiva, ma come la mettiamo con Panathinaikos ed Olympiacos? La situazione non è simile? Va detto, per ulteriore chiarezza, che i rapporti all’interno delle polisportive sono assai complicati ed ognuno secondo propria natura, ma l’esclusione di quei quattro nomi ci fa pensare a ben altro. Si credono le spagnole troppo vicine a Bertomeu così come lo stesso Fenerbahçe viene ritenuto tale? E’ almeno legittimo dubitare.

La forma di questa riunione fa sembrare il tutto un colpo basso diretto a Jordi Bertomeu, con pochissimo stile e nessun senso di autocritica

La tempistica, poi. Ad una settimana dai Playoff siamo certi che sia l’idea del secolo? Proprio in una stagione che di aspetti travagliati ne ha già a sufficienza?

La sede e la natura non ufficiale. Sei azionista, hai a disposizione regolari “board” in cui discutere e deliberare su tutto, se ritieni di aver una maggioranza, perchè non farlo nelle sedi opportune ed ufficiali? Senza dimenticare che le metodologie di riparto degli introiti come ogni altra situazione, sono espressione proprio di quei “board” in cui tu stesso hai partecipato. Ora, se ritieni che i vertici dell’organizzazione non abbiano fatto il loro dovere hai i mezzi e le occasioni ufficiali per farlo notare e per arrivare ad ogni decisione possibile, anche la più drastica. Troppo spesso si legge che “Eurolega sbaglia”, “Eurolega impone”, “Eurolega sceglie” etc… Ecco, Eurolega sono i club, non sono gente messa lì a caso che si fa gli affari suoi. C’è qualcosa che non va? Bene, se ne discute ed eventualmente si cambia, senza il bisogno di riunioni che mettono in cattiva luce l’intera organizzazione, perchè stai mettendo in cattiva luce te stesso.

Per tale ragione siamo perfettamente d’accordo col Barcellona, che ha comunicato al Mundo di non essere stato invitato alla riunione e che «ogni problema deve essere discusso all’interno dei board di Eurolega».

Il problema è evidente che sia enorme, così come la discussione di fine aprile sarà decisamente complicata. Non stiamo certamente negando che le possibili ragioni lamentate siano reali e meritino una trattazione e delle decisioni importanti. Il diritto degli azionisti a cercare di migliorare la situazione economica della società è sacrosanto, tuttavia va espresso in altra maniera.

La tempistica. Ad una settimana dai Playoff, in una stagione già molto travagliata di suo, siamo certi sia l’idea del secolo?

Così facendo rischi di passare dalla parte del torto, anche se hai eventualmente tante ragioni, per via di una forma che fa sembrare il tutto un colpo basso diretto a Jordi Bertomeu, con pochissimo stile e nessuna ammissione nel senso dell’autocritica che ogni azionista dovrebbe fare sua, se le cose non vanno. Ed allora il famosissimo “bene comune” diventa la solita storiella, tanto raccontata quanto in realtà traducibile con meri interessi personali.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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