Achille Polonara: A Star is Born

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Qual è la stella italiana più luminosa al momento in Europa? Chi ha anche vagamente seguito l’attuale stagione di Turkish Airlines Euroleague non può che rispondere Achille Polonara.

Se qualcuno ad inizio anno avesse osato immaginare questa crescita da parte dell’azzurro ed una tale padronanza dei propri mezzi, probabilmente gli avrebbero dato del pazzo. Anche perché si trattava di un giocatore che prima della sospensione della scorsa stagione di Eurolega, causa pandemia, viaggiava a 3.1 punti di media a partita. Insomma, non esattamente i numeri di un giocatore che ora nella stagione successiva potrebbe essere inserito nel primo quintetto ideale della competizione.

Dopo un primo anno di assestamento al Baskonia, in cui ha dovuto inserirsi in un ambiente nuovo e soprattutto assestarsi ai piani alti del basket europeo, in questa stagione è arrivata l’esplosione. Ma ad un occhio attento i segnali erano già arrivati al termine della passata stagione. Polonara, infatti, si era rivelato decisivo, per esempio, nella vittoria della Liga Endesa in finale ai danni del Barcellona grazie ad una tripla ed un assist fondamentali negli ultimi minuti di partita.

Poi, si sa, Vitoria è uno dei posti migliori in cui esprimere al meglio la pallacanestro. Sia perché alle spalle c’è una cultura solida sia perché è un luogo importante, ma lontano quel tanto che basta dai riflettori in modo da esorcizzare la pressione e lavorare meglio di quanto si possa fare in altri contesti.

Come se non bastasse, l’ex Reggio Emilia e Sassari ha trovato un coach come Dusko Ivanovic che stravede per lui e il cui castello di carte crollerebbe senza il nostro Polonara. Tutti questi fattori hanno contribuito alla formazione di un giocatore estremamente consapevole dei propri mezzi e, ora si può dire veramente, dominante in Europa nel suo ruolo.

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Come Polonara si è inserito al meglio nel sistema di Ivanovic

Poco fa si parlava della tripla importante che indirizzò l’ultima Liga Endesa. Ecco, proprio nel tiro dall’arco Polonara ha fatto dei progressi impressionanti. Non soltanto nella realizzazione, ma soprattutto nella selezione del tiro stesso. A parlare ancora una volta sono i numeri: quest’anno l’azzurro sta tirando col 44.3% in Eurolega dai 6.75 metri, mentre l’anno scorso arrivava appena al 22.5%!

Rimanendo alle cifre saltano all’occhio ancora i 12.2 punti e 6.6 rimbalzi di media della presente edizione della Turkish Airlines Euroleague rispetto ai 3.1 punti e 2.8 rimbalzi dell’anno scorso. Ma la realtà, come sappiamo, va molto oltre rispetto ai freddi numeri che non raccontano esaustivamente quello che succede sul parquet.

Polonara, infatti, è diventato determinante e decisivo nella lega su entrambi i lati del campo a differenza del giocatore un po’ piatto che molti vedevano in Italia, ossia un rimbalzista ed un ottimo atleta. In attacco ora è in grado di svariare tra numerose soluzioni. Oltre al tiro dall’arco già citato, sa correre in transizione (uno dei suoi marchi di fabbrica), si muove bene in post ed è un ottimo rollante.

Soprattutto in virtù delle sue letture offensive che sono nettamente salite di qualità. Non a caso, ultimamente, si concede anche qualche minuto in punta in impostazione, dimostrando di avere anche sprazzi di buon playmaking. E ormai nulla sembra essergli precluso, tant’è che sta iniziando a giocare con successo anche in post alto. Per chi volesse approfondare gli aspetti tecnici legati al giocatore ecco qui una delle nostre analisi.

Inutile dire che è una presenza fissa sotto canestro, ormai in grado di fare a sportellate anche con i migliori lunghi della lega, anche molto più piazzati di lui. Ma anche in questo caso, a fare la differenza, spesso, è un discorso di letture.

Passando nella metacampo difensiva, si può definire uno dei bastioni della difesa basca: riesce a cambiare praticamente su qualsiasi giocatore grazie alla sua velocità di piedi (la stessa che poi, spesso, in transizione si sprigiona e spacca le difese avversarie) e sopporta egregiamente in post le bordate e le spallate di chi ha più centimetri e chili di lui.

Se Achille Polonara è arrivato a questo livello il merito va anche in gran parte a Dusko Ivanovic. L’azzurro è il pupillo del coach serbo che ora non potrebbe davvero più fare a meno di lui. Negli ultimi mesi in cui il Baskonia è una delle squadre che ha giocato nell’intera Eurolega, Ivanovic ha disorientato le squadre avversarie con un quintetto piccolo che vede proprio Polonara giocare da 5 con Peters e Giedraitis nel ruolo di ali. Senza la versatilità del nativo di Teramo, questo tipo di soluzione, che è diventata un vero rompicapo per le squadre avversarie, non sarebbe possibile.

L’Eurolega di Polonara, perciò, è stata un continuo crescendo, come in tutte le sinfonie che si rispettino. Non a caso, nelle ultime uscite i suoi numeri e le sue prestazioni sono letteralmente lievitate: 17+13 contro Milano, 22+11 contro il Pana e 23+8 contro l’Efes. Alla fine della fiera, però, la squadra basca non è riuscita a qualificarsi per i playoffs della massima competizione europea, nonostante le grandi prestazioni offerte negli ultimi mesi. Tuttavia, ciò non toglie nulla al grande percorso fatto dalla squadra di Ivanovic che si conferma come uno dei gruppi meglio affiatati e messi in campo del panorama europeo.

In tutto questo, Polonara è ormai diventato uno dei migliori della lega nel suo ruolo e probabilmente molti occhi “blasonati” si stanno già puntando su di lui. Ma il suo percorso quest’anno è tutto fuorché finito, dato che questo finale di stagione potrebbe regalare ancora tante soddisfazioni per l’italiano, soprattutto in Liga Endesa dove il Baskonia avrà l’arduo compito di difendere il titolo dell’anno scorso. Quello che è certo è che il futuro dell’azzurro è luminoso: anzi, come direbbe qualcuno, il meglio deve ancora venire!

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