Eurodevotion Weekly: Tempo di bilanci, tra eroi e fallimenti

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Eurodevotion Weekly, il nostro contenitore domenicale in 10 flash. Quasi chiusa la stagione regolare, qualche bilancio si può fare.

Baskonia quasi da 10 nell’ultimo terzo di stagione. Certo che quello 0/4 con Alba ed Asvel fa la differenza. In ogni caso, dopo l’Efes ed il Fenerbahçe, la miglior pallacanestro vista dal Round 23 in poi. Ritmo, tenacia e quella voglia di correre che sembrano avere ormai poche squadre.

La cosa straordinaria della squadra di Ivanovic è che ha almeno 5 giocatori che possono tranquillamente concorrere per il premio di MIP (most improved player). Polonara, Henry, Sedekerskis, Peters e Giedraitis, tutti cresciuti esponenzialmente. Un applauso a Dusko si può fare? No, si deve.

Stagione disastrosa quella del MACCABI. Ok un po’ di sfortuna all’inizio, ma non si è mai data continuità al gioco ed è sparita la difesa dello scorso anno. Sottovalutatissimo quanto dava Quincy Acy, così come Deni Avdija. Ora serve chiarezza, a partire dalle guardie. Il tema Wilbekin, se è questo, va affrontato.

Se cade un meteorite è pressoché sicuro cada sopra la sede del Cska. Itoudis ed i suoi, però, dimostrano una forza clamorosa. Secondi! Sì, secondi con tutto quello che è successo. L’approdo alla F4 sarebbe impresa degna di Vitoria 2019.

Pablo Laso prepara la gara di Istanbul in maniera fenomenale e porta il suo Real ai Playoff. Ci eravamo chiesti come avrebbero lavorato i “top” come lui od Itoudis nel ruolo di non favoriti ed in circostanze complicatissime. Ecco, la reazione è chiara a tutti. Sono e restano tra i migliori, se non “i migliori”.

Milano non era un squadra da “soli” Playoff e Milano non è stata squadra da “soli” Playoff. Questo è uno dei tanti meriti di Ettore Messina, che non vanno certo ingigantiti da una vittoria contro un Efes che non è mai sceso in campo al Forum. L’aver cambiato la cultura di un ambiente è il traguardo più grande. Ora si può sognare, come chiunque arrivi nei posti 4 e 5 da quando c’è questa formula.

Olimpia
Ettore Messina,per noi MVP di Milano

Il Bayern è il vero trionfatore di questa stagione. Senza se e senza ma Trinchieri ha dominato la scena nel rapporto qualità del roster e risultati. 21/13 ! Forse 13/21 era già tanto secondo tutti, noi in primis. Finisce qui il miracolo? Occhio, perchè in quella piscina di vino rosso il Trinka potrebbe trovare energie insospettabili, che oggi la sua squadra pare aver giustamente esaurito.

Le gare di Barcellona e di Milano sono un classico possibilissimo a fine stagione. Non è colpa di nessuno, è logico che sia così. Solo dei pazzi farebbero diversamente da quel che hanno fatto Jasi ed Ataman. Ovvio che Olimpia e Bayern ne abbiano ricavato vantaggio rispetto al Fenerbahçe, ma i calendari mica li fa Harry Potter… e soprattutto vengono compilati a luglio. Quindi poche balle, è tutto normalissimo. Ecco, magari un timeout si poteva chiamare per evitare del tutto l’atmosfera da “secondaria del Lido”.

Calendari, appunto. Per quanto tempo deve durare l’ormai insopportabile piagnisteo del “si gioca tanto”, “del “calendario folle”, del “non abbiamo tempo di allenarci”? Ricorderei con grandissima semplicità ai protagonisti che determinate retribuzioni sono figlie anche di questi calendari ed a chi commenta che senza questi calendari ci sarebbe da lavorare sul nulla.

Calendari, bis. L’Eurolega va nella direzione dell’aumento di gare, sulla base di dati precisi. E’ bene che i club comprendano questa situazione e si attrezzino come richiesto. A livello di roster, a livello di staff atletici, medici e fisioterapisti, così come a livello di gestione delle rotazioni nell’80% di gare quasi inutili nei tornei nazionali (Liga Endesa esclusa, lieve un’altra cosa).

PS. Khimki. Non si può nemmeno parlare di fallimento. L’auspicio è di non rivedere più una storia di questo tipo.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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