Barcellona-Bayern (round 34): piegati i blaugrana, i tedeschi avversari di Milano

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Barcellona-Bayern era la partita di più grande interesse nel round 34 di Euroleague per l’Olimpia Milano, capace di asfaltare l’Efes al Forum per sigillare il quarto posto. Alla fine, il campo ha visto la vittoria tedesca per 72-82. I bavaresi ottengono così la quinta piazza e ai playoff incroceranno le armi proprio con Milano, che forse non poteva sperare in accoppiamento migliore sulla strada per le Final Four.

Non aveva alcun implicazione di classifica questo match per il Barcellona capolista. Sarunas Jasikevicius ha dato ampio spazio alle seconde e terze linee, concedendo un turno di riposto, tra gli altri, a Nikola Mirotic e Cory Higgins. Primi minuti di parquet dal ritorno in Catalogna per Pau Gasol, che ora si prepara per essere un’arma in più nelle fasi decisive della stagione. In cinque punti, per chiudere questa regular season, vi raccontiamo di Barcellona-Bayern, con ampio spazio al futuro prossimo delle due squadre nella competizione.

Barcellona-Bayern: una partita non bella, ma dura

Le già citate assenze dei padroni di casa e quelle dei bavaresi (DJ Seeley, Nick Weiler-Babb, Nihad Dedovic) hanno contribuito sicuramente a fare di Barcellona-Bayern una partita rivedibile dal punto di vista meramente spettacolare ed estetico. Quel che non è mancato, per due squadre che ne fanno il loro più profondo credo, è stata la durezza, soprattutto in fase difensiva e nelle situazioni sporche.

Alla fine le ampie rotazioni e la mancanza di motivazioni reali del Barcellona sono costate ben più care delle assenze di un Bayern chiaramente determinato a prendersi il miglior piazzamento possibile dopo una stagione regolare oltre ogni più rosea aspettativa. Esempio dell’atteggiamento di questa squadra sia Jalen Reynolds, migliorato a vista d’occhio a livello tecnico, senza perdere lo spirito del guerriero.

Quando una sola dimensione offensiva non basta

Lo abbiamo ripetuto spesso commentando i diversi impegni agonistici della squadra di Sarunas Jasikevicius: per vincere ai massimi livelli non basta che funzioni una sola dimensione offensiva. Barcellona-Bayern ha dimostrato che il solo gioco interno, per quanto spesso efficace, non è sufficiente per vincere contro formazioni da playoff. Il dato di 4/18 dall’arco dei tre punti riassume alla perfezione quello che intendiamo dire.

Barcellona-Bayern
Barcellona-Bayern: Kyle Kuric a secco di tentativi dal perimetro

Ma non è tanto, e non è solo questione di tirare male da tre punti. E’ questione di non risultare pericolosi a livello perimetrale, o per mancanza effettiva di soluzioni offensive o per incapacità di costruire buone conclusioni. Stasera Kyle Kuric non ha tentato neanche un tiro da tre punti, un dato inaccettabile per colui che è a mani basse il miglior tiratore d’Europa. Per l’ennesima volta, Jasi deve trovare questo bilanciamento, altrimenti andando avanti si rischia.

Barcellona-Bayern: due squadre che si assomigliano più di quanto vogliano ammettere

Va ammessa una cosa: Barcellona-Bayern è stato scontro tra due squadre che interpretano una pallacanestro molto simile, almeno per i principi su cui è fondata. Anche gli uomini di Andrea Trinchieri basano tutto su una difesa molto fisica, più votata ai cambi in questo caso, e su una forte propensione a cercare il tiro da vicino, che sia in post up o con gli uno contro uno degli esterni.

Ovviamente, vale lo stesso discorso appena fatto per il Barcellona. Ai tedeschi è bastato segnare appena cinque triple nella notte del Palau (su tredici tentativi), ma le assenze di Nikola Mirotic e Pierre Oriola hanno permesso vita più facile nel pitturato. Contro Milano non sarà concesso non essere una minaccia dal perimetro, pena il serio rischio che la serie abbia vita molto breve.

Barcellona in attesa di una tra Valencia e Zenit, ma l’obbligo si chiama vittoria

Dopo Barcellona-Bayern i catalani sono gli unici non ancora a conoscenza del loro avversario nei playoff. Tutto dipende dal recupero Zenit-Panathinaikos: se i russi porteranno a casa un’ultima vittoria si guadagneranno l’ottavo posto e quindi il diritto di sfidare l’armata di Jasikevicius. In caso contrario sarà Valencia l’ultima ad accedere ai playoff.

Ma tutto sommato il nome dell’avversario conta davvero poco. Questo Barcellona è chiaramente costruito con il solo obiettivo di vincere l’Eurolega, oltre ovviamente alle competizioni nazionali spagnole. Che sia Zenit o Valencia i blaugrana avranno la pressione di chi deve forzosamente passare il turno. Le differenze di valori sono abbastanza chiare rispetto ad ambedue le possibili avversarie, ma questo Barcellona è pronto a fare i conti con il proprio destino?

Trinchieri, sei il migliore della stagione, ma puoi battere anche Messina?

Il risultato di Barcellona-Bayern Monaco non ci regala quindi soltanto lo scontro tra i bavaresi e l’Olimpia Milano, ma anche un accesissimo derby italiano in panchina, soprattutto pensando all’ultimo incrocio al Forum tra Trinchieri e Messina. Intanto è bene chiarire un concetto: Andrea Trinchieri, simpatico o meno che lo si trovi, deve essere nominato Coach of The Year, perché rispetto agli uomini e ai mezzi a disposizione ha completato un capolavoro sportivo.

Ora la grande domanda è: può impensierire e magari battere il più grande allenatore italiano di sempre? I valori sulla carta e i precedenti stagionali direbbero di no, almeno alla seconda parte della domanda. Ma sarà anche questione di orgoglio: lo scontro del Forum non è dimenticato e sia Trinchieri sia Messina, pur non ammettendolo, avranno un’ambizione personale. Il primo vorrà dimostrare a tutti di essere ormai nell’Olimpo dei coach europei; il secondo vorrà dimostrare che dopo tanti anni dietro a Zelimir Obradovic brilla sempre la stella di Ettore Messina. Affascinante.

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