L’Unics approfitta del fattore campo e sconfigge la Virtus.

Balbo 3
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Meno di settantadue ore dopo e a più di tremilacinquecento chilometri di distanza si ripete la sfida tra Virtus Bologna e Unics Kazan.

Alla Basket- Hall Arena, davanti più di cinquemila spettatori russi, va in scena gara 2 delle semifinali di EuroCup.

La fredda sera di Kazan sorride ai padroni di casa al termine di una gara dai due volti. L’Unics sconfigge la Virtus 85-81 e pareggia la serie.

Kazan chiama a raccolta il suo popolo

Nelle ore precedenti la gara, l’Unics Kazan ha chiamato a raccolta il popolo della Repubblica del Tatarstan, una tifoseria normalmente più attirata dall’hockey, che in questa fase finale non ha mai fatto mancare l’appoggio alla squadra di coach Priftis.

La Segafredo viene presentata dalle pagine social dell’Unics come la squadra più forte dell’EuroCup e del campionato Italiano. Parole che confermano il valore del marchio Virtus in Europa, parole che devono rendere orgoglioso il presidente Zanetti per il lavoro fin qui svolto e soprattutto per gli investimenti realizzati per riportare i bianconeri nel posto che gli compete.

La Virtus, cinque mesi dopo la trasferta vittoriosa di Krasnodar contro il Kuban, ritrova il pubblico, 5000 spettatori abbastanza rumorosi coadiuvati da un esaltato speaker.

Primo tempo: il gioco di Kazan

L’Unics non pratica il classico corri e tira ma un gioco individualista farcito da aggressività a rimbalzo e reattività nelle palle sporche. I russi difendono – anche al limite della legalità- con occhi iniettati di sangue e una rabbia che sembra curvargli le dita in artigli.

La Virtus, fin dall’inizio, fatica a trovare il canestro dalla lunga distanza; perde troppe palle (9 ) e soffre la fisicità e la cattiveria dei padroni di casa a rimbalzo offensivo. Nonostante una vena opposta dalla lunga distanza ( 7/16 per Kazan e 2/11 per la Virtus) i bianconeri – sotto per l’intero primo tempo – a 1’ dal termine del secondo periodo sono a -3

Un parziale di 7-0 negli ultimi 60 secondi taglia le gambe alla Segafredo che va nello spogliatoio sul -10 (47-37)

Canaan-Teodosic 1-1

Gli occhi dell’ex Philadelphia 76ers, Isaiah Canaan l’MVP di gara 2; hanno la luce rabbiosa della vendetta. Dopo la deludente gara 1, l’energia gli scorre come un torrente, inizia la partita con una tripla e conclude mandando a referto 19 punti con 4/9 da tre e 8 rimbalzi. Questa volta lo scontro diretto con Teodosic lo vince lui; il serbo, aggredito e raddoppiato costantemente fin dal primo minuto, non riesce a replicare la splendida prova di martedì. Per il numero 44 bianconero 11 punti, 0/8 da tre, 9 assist e 4 palle perse.

Nel calcio si direbbe 1-1 e palla al centro. Appuntamento a mercoledì per la grande rivincita.

I rimbalzi offensivi

In gara 1 la vittoria delle V nere era partita dal controllo dei rimbalzi difensivi. Il grande punto di forza dei verdi di Russia è la presenza e l’aggressività a rimbalzo offensivo; una qualità che gli permette di aver più possibilità a livello offensivo (oggi 10 tiri in più rispetto agli ospiti). Alla fine saranno 17 i rimbalzi in fase di attacco dei padroni di casa – 6 di Okaro White, sommati a 12 punti.

La Virtus sprofonda anche a -18, con un preoccupante crollo mentale più che tecnico all’inizio del terzo quarto. Quando ormai la partita sembra compromessa e la testa rivolta a gara 3, sale in cattedra mister Marco Belinelli (33 punti 5/9 da tre e 4 rimbalzi). I bianconeri sentono concretizzarsi in determinazione la sostanza grezza della disperazione. Un canestro di Teodosic, dopo un’epica rimonta, porta le V nere al pareggio.

Coach Priftis chiama time out e arriva la decisione di Djordjevic che farà discutere: si decide di far fallo – non scegliendo il miglior cliente – e di mandar in lunetta Jamar Smith. 2/2 dalla lunetta e palla alla Virtus.

In fase offensiva, le Vnere perdono palla, dopo una difesa al limite della perfezione di Kazan che manda in tilt i piani del coach serbo. Finisce 85-81 e l’Unics si guadagna gara 3.

Il 14 Aprile gara 3

Si torna in campo mercoledì 14 Aprile per gara 3. Si ritorna a Bologna, sempre a porte chiuse, per una partita che vale una stagione e tanti programmi futuri, non dimenticando che in ballo c’è anche la partecipazione all’Eurolega 2021/22.

Più dell’aspetto tattico o tecnico, conterà l’aspetto mentale. Adesso la pressione ripiomba prepotentemente sulle spalle della Virtus. I bianconeri avranno bisogno di ritrovare i veri Weems e Gamble.

Per la delusione, in questo momento, le braccia penzolano mollemente come se accusassero con sofferenza il peso delle mani. Ma non è la fine del mondo, per la Virtus, non c’è destino che non si realizzerà.

Canaan, Eurocup/Eurodevotion

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