Milano-Efes (R34): l’Olimpia è maestosa e si prende il 4°posto

Luca Castellano 2

Milano-Efes è la partita che mette la ciliegina sulla torta per il finale di RS di Euroleague. Ecco quanto successo al Forum.

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Milano-Efes è la partita che mette la ciliegina sulla torta in casa Olimpia. I ragazzi di coach Messina, infatti, eliminano tutti i problemi di affaticamento, tutte le défaiance viste nella trasferta ad OAKA contro il Pana di coach Kattash e si prende con forza il 4° posto definitivo nella regular season della Turkish Airlines Euroleague.

Niente da fare per l’Efes di coach Ataman. I turchi per una sera non sono e non sembrano la macchina perfetta che abbiamo visto per gran parte del girone di ritorno della regular season e che si era inceppata solo nella trasferta in terra tedesca all’Audi Dome di Monaco di Baviera.

Milano-Efes del Forum, dunque, finisce con il punteggio finale di 98-75, che finisce come di consueto nella nostra analisi in 5 punti targata Eurodevotion.

Milano-Efes: servono tre quarti capolavoro per arginare i turchi

La grande serata del Forum dura esattamente trenta minuti. Milano corre, lotta e domina ogni dettaglio della sfida numerico e fisico della sfida. I meneghini mettono in mostra una difesa che concede il poco o il nulla al gioco di flusso e super estroso dell’Efes, incapace di tenere forza soprattutto in difesa. Prima il sapiente controllo del ritmo targato Rodriguez, poi le folate offensive degli ispiratissimi Punter e Shields nel corso del primo e del terzo parziale di gioco. L’Olimpia ritrova consapevolezza e le sue certezze proprio a due settimane dai Playoffs. Oltre il quarto posto, il campo è la miglior notizia della giornata, oltre che il ritorno in buone condizioni fisiche di Malcolm Delaney.

Malcolm Delaney: buono il suo rientro in Milano-Efes

Milano-Efes: i 58 punti che hanno annichilito la sfida

Il punto catartico in cui si decide la sfida avviene nel primo e nel terzo parziale di gioco. Milano, dopo aver chiuso a 49 punti realizzati con il 60% da 2 e il 50% da dietro l’arco, ne mette altri e 29 lasciando le briciole all’Efes e tracciando il solco definitivo alla sfida. Il dato più incoraggiante, però, è la somma dei punti totali realizzati all’entrata in campo e nel rientro dal campo dalla pausa lunga. 58 punti totali, compreso il buzzer beater di Brooks a fine terzo quarto che ha proprio messo la parola fine al match con 10 minuti d’anticipo, ma soprattutto ben 22 punti di distacco che hanno lasciato definitivamente il segno dal punto di vista psicologico in casa Efes.

La grande difesa milanese: l’altro grande fattore decisivo in Milano-Efes

Rodrigue Beaubois: l’unico salvatore in casa Efes

Questione di atteggiamento. Lo ha detto Ataman all’intervallo in coro con Beaubois: “Possiamo fare runner game, ma dobbiamo anche non essere apatici in fase difensiva”. L’unico in casa Efes a seguire con le parole il suo coach è proprio la combo-guard francese. Il suo bottino totalizza ben 15 punti e 5 assist e un bel 21 di valutazione che dimostra con i fatti che è stato l’unico degli ospiti a mostrare quella voglia che serviva per onorare l’impegno.

Shavon Shields: è lui il go-to-guy di Milano-Efes

Si gli 8 assist di Rodriguez, sontuoso come sempre come regista. Ma anche le accelerazioni e il momento di fuoco di Punter, la difesa ottima di Tarczewski in alcune situazioni di gioco del terzo quarto e la sana competizione Evans-Hines per voglia e atteggiamento famelico nel vincere anche nel “turn-over” meneghino. L’uomo di cui l’Olimpia non deve mai fare a meno è sempre Shavon Shields. Dal primo tempo dimostra di avere una marcia in più: azzanna la parita con un 6/6 iniziale con canestri da campione vero. Successivamente dà l’ultima spallata con aiuti e timing difensivo da uomo squadra vero. Una prestazione a tutto tondo da 19 punti, 2 rimbalzi, 2 assist, 20 di valutazione che lo eleggono MVP di Milano-Efes.

Milano: la carica di coach Messina e l’apatia di Ataman

Il basket dei meriti e dei demeriti è emerso anche in questa serata del Forum. Nel duello dei duelli anche in panchina, Messina carica dal primo all’ultimo istante i suoi. Una partita con poche sbavature come non si vedeva a memoria di tempo credo dalle F8 di Coppa Italia e che dà una spinta cruciale per la fase clou della stagione e non solo. Ataman invece sembra lontanamente la copia di quell’allenatore che ha stravolto l’Efes e lo ha portato per il terzo anno consecutivo (comprendendo anche il triste epilogo della passata stagione) tra le prime 4 forze del panorama cestistico continentale. E’ stata la partita prevalentemente di chi aveva più voglia e di come veniva trasmessa in campo, unico giudice incontrovertibile della sfida. Milano con voglia, grinta e dedizione è maestosa. Una squadra da 4° posto, con fattore campo a favore in un periodo storico così delicato.

Ed è anche sacrosanto così…

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