Achille Polonara: i dettagli che esaltano la semplicità

Ciro Abete
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L’ormai classico approfondimento di Eurodevotion sulla “game of the week” si concentra su una partita che, probabilmente (anzi sicuramente) non è quella con i contenuti tecnici più elevati, ma che è sentitissima e soprattutto è decisiva per la corsa playoff di queste due squadre: Valencia-Baskonia.
In particolare, focalizzeremo la nostra lente d’ingrandimento su un giocatore che è letteralmente esploso quest’anno: Achille Polonara.


L’utilità di Polonara nel sistema offensivo di Ivanovic

Polonara è la tipologia di lungo ideale nel sistema di Ivanovic: un 4 e mezzo super atletico che può indifferentemente aprirsi e rollare in attacco e può permettere alla difesa di mettere in campo una grandissima aggressività e che soprattutto si esalta quando si gioca ad un ritmo alto.
Infatti la peculiarità del Baskonia è il voler giocare un “basket up-tempo ed il giocatore originario di Ancona è il giocatore perfetto per questo. Il contropiede infatti è una delle situazioni preferite dell’Italiano, dove può sfoggiare tutto il suo atletismo e la sua bravura nel correre sia davanti alla palla che come rimorchio.

Un video da far vedere ai giovani lunghi su cosa significa “correre il campo”: appena Peters recupera palla, la prima idea di Polonara è quella di correre la fascia centrale alla massima velocità. Il passaggio di Vildoza è illuminante e mette l’attacco in condizione di trovarsi 3c1. Polonara nettamente davanti al suo uomo può ricevere a rimorchio e andare tranquillamente a schiacciare.

Inoltre non è da sottovalutare la sua ottima capacità nel mettere palla a terra per avviare la transizione e nel gestire i sovrannumeri da palleggiatore.

Polonara anticipa Papagiannis e dà il la al contropiede, mettendo subito palla a terra e trovandosi in un 3c2. Il tempo del passaggio è perfetto e consente a Sedekerskis di trovarsi 1c0 e di poter appoggiare comodamente.

Se il contropiede primario non va in porto, molto frequenti sono le situazioni di drag e qui Polonara può punire la difesa, sfruttando la sua velocità nettamente maggiore rispetto ai suoi pari ruolo.

Prendere vantaggio nei primi secondi di un’azione è un mantra della squadra basca: qui Polonara (perso dalla regia) blocca subito per punire il cattivo posizionamento di Dunston e rolla, battendo sul tempo il lungo avversario.


Ed è proprio nelle situazioni di blocco sulla palla che il lungo italiano fa letteralmente la differenza: questo per la sua bidimensionalità ma soprattutto per la sua abilità nel leggere ogni singolo dettaglio della difesa per trarne vantaggio. In particolare grazie alla sua rapidità fuori scala rispetto agli altri lunghi, il prodotto della Stamura Ancona si sta dimostrando maestro nello slip, cioè nel “fintare” il blocco, per poi decidere a seconda del posizionamento e della scelta difensiva se aprirsi, rollare forte dentro o fermarsi sul post alto (short roll).

Su questo blocco l’Efes fa un contenimento non molto piatto su Vildoza e Polonara decide così di slippare il blocco e aprirsi: Larkin che è l’uomo sull’angolo pieno resta su Henry e, con Sanli in ritardo, l’italiano può così prendere un tiro aperto.
Lo slip è una delle armi migliori di Polonara ed è ideale contro difese aggressive: qui Singleton è in ritardo ma va comunque forte su Vildoza. l’ex Teramo fa slip e taglia sul post alto (short roll), creando una situazione di 3c2, sotto la linea del tiro libero. Probabilmente qui potrebbe anche tirare (visto il suo raggio di tiro), ma attacca e porta su di sè i due difensori che sono costretti a lasciare libero Giedriatis.
L’area in questo caso è sguarnita e Polonara, dopo il classico slip, rolla forte dentro. Sanli che è l’ultimo uomo è lato debole e Singleton fa uno show non irreprensibile consentendo a Vildoza di mettere la palla dentro.
Una lettura da far vedere ai giovani: Sanli si prepara per andare forte su Vildoza e dà le spalle a Polonara: a questo punto invece di andare a bloccare, taglia backdoor, mentre gli altri difensori sono tutti sul proprio uomo. Due punti facili.

Quando è usato invece da 4, il giocatore italiano è meno coinvolto come bloccante sulla palla ma riesce a punire le difese andando in post basso, e sugli scarichi visto che il suo tiro da 3 è diventato sempre più affidabile (sta tirando con un irreale 51/116 da 3, il 44%).

Il canestro decisivo dell’andata: Williams è preoccupato del possibile gioco a due centrale. Henry se ne accorge e dà la palla a Polonara che punisce le mancate attenzioni su di lui.

Oltre a tutto ciò, il 4-5 ex Varese è un ottimo passatore, sia dal post, dove è un vero e proprio regista aggiunto che dalla punta (saper trovare i compagni da lì per un lungo del 2021 è un plus enorme), situazione in cui il Baskonia lo sfrutta moltissimo.

Contro il cambio, Polonara esplora il mismatch con Micic, andando spalle a canestro. Simon, preoccupato dall’attaccante in post, perde per un attimo Giedraitis che taglia e riceve un passaggio splendido per due punti comodi.


Una situazione molto comune nella pallacanestro del 2021 è quella con il lungo in punta e gli altri aperti coinvolti in diversi tipi di collaborazioni. Il fatto che Polonara sappia passare la palla sui backdoor è fondamentale: qui Peters sorprende Moerman e taglia, Sanli è lontano, ostacolato anche da Vildoza, e consente all’italiano di dare una gran palla al tagliante.
Un’altra dimostrazione dell’enorme QI e della grande capacità di leggere e decidere di Polonara: invece di consegnare a Henry, il marchigiano legge che Deck cambia troppo presto e finta l’handoff per attaccare l’area liberissima e schiacciare.

L’aggressività come prima idea difensiva dei Baschi


Se in attacco il suo coinvolgimento, soprattutto, in situazioni di PnR/PnP è stato efficiente, in difesa Polonara ha dimostrato di essere un fattore tecnico-tattico indispensabile nel meccanismo ideato da coach Ivanovic.

In questa situazione l’idea del Baskonia è quella di fare show (o quick show per ridurre al minimo il rischio di andare in rotazione): al di là degli enormi demeriti di Beaubois, quello che deve saltare all’occhio è l’enorme furia con cui Polonara esce con un angolo perfetto e costringe il francese al fallo in attacco.

La partita meravigliosa vista la scorsa settimana a Bilbao, infatti, vede la nostra ala-pivot azzurra partire piano piano per poi esplodere di efficienza e affidabilità offensiva nel secondo parziale di gioco. Ma per entrare nel vivo del gioco e delle situazioni offensive, il Baskonia prende ritmo dalla propria difesa e per farlo sui vari giochi con blocchi lontano dalla palla si vede l’apporto duttile e indispensabile dell’italiano.

L’idea dei Baschi è quella di essere aggressivi per cavalcare l’enorme impeto agonistico e l’atletismo dei piccoli e dei lunghi Baschi: cambi e show (spesso anche rapidi per tenere il gioco a due con i soli due difensori coinvolti) sono i mezzi con cui spesso Ivanovic porta in campo questo concetto.

Negli ultimi secondi dell’azione è cambio, sempre e comunque, per i Baschi. Qui Polonara si trova contro Simon, che non è il più grande giocatore di 1c1 da fermo della lega (per usare un eufemismo): l’ex Milano prova ad attaccare ma non ci riesce, accontentandosi del suo step back da tre. Le braccia lunghe dell’italiano però gli permettono di contestare anche questo tiro.
Nonostante la tripla subita, qui possiamo vedere l’utilità di Polonara e l’idea difensiva dei Baschi: sul primo pick and roll, Polonara fa show, nonostante il blocco sia altissimo, consentendo a Henry di recuperare. Sul secondo blocco cambia con aggressività tenendo lontano dal ferro Larkin. Purtroppo per i Baschi l’Efes muove bene Moerman e Micic, scambiandoli e costringendo la difesa al cambio, lasciando Micic contro Peters con un quarto di campo libero. Il giocatore dei Baschi decide di sfidare la guardia al tiro: sfida accettata e tre punti per Micic.

Attenzione anche molto particolare va fatta senza subbio sui blocchi lontano dalla palla. Specie in situazione di rimessa da fondo avversaria, dove l’Efes lavora con le uscite: qui il Baskonia spesso cambia. Questo lavoro si ripercuote anche su altre situazioni di blocchi lontano dalla palla. In questo Polonara è un giocatore perfetto, per la sua capacità di lavorare nelle linee di passaggio (vedere il secondo video all’inizio dell’articolo per credere) e di tenere i piccoli.

Su questo blocco a scendere di Dunston, Polonara cambia riuscendo quasi a sporcare il passaggio. La sua fisicità e le sue lunghe braccia gli consentono di non temere l’1c1 del piccolo e di poter comunque contestare il tiro di Beaubois.

Polonara, visto il suo ruolo molto duttile visto in campo contro l’Efes, è stato cruciale anche in un aspetto importante della sua difesa. Ivanovic dopo gli switch sui pick and roll o su blocchi lontano dalla palla chiede all’altro lungo di aiutare, o addirittura raddoppiare, sul post basso.

Su questo PnR negli ultimi secondi il Baskonia cambia senza pensarci: a disinnescare il mismatch Singleton contro Vildoza è il raddoppio di Polonara, portato sul fondo che costringe l’americano ad un improbabile scarico.

La lezione di Polonara


In conclusione, va detto che, al di là di ogni campanilismo e dell’esito della rincorsa playoff dei Baschi, Polonara è un giocatore da primo quintetto della Lega.
Merito del sistema Ivanovic che ne sta esaltando le caratterstiche e ovviamente del giocatore, che in questi anni ha portato il suo gioco a livelli impensabili.


Questo deve rendere tutti noi felici, ma soprattutto farci riflettere: lo sviluppo di un giocatore non termina mai e il lungo ex Sassari ne è proprio la testimonianza.
Per fare ciò però c’è bisogno di una grande etica del lavoro e di una cura spasmodica dei dettagli: quei dettagli che, come abbiamo visto, si riflettono nel gioco dell’ala-pivot dei Baschi e che fanno la differenza tra un giocatore mediocre e uno dominante in una competizione di rango elevato come l’Euroleague.

TUTTI I DIRITTI DELLE IMMAGINI IN QUESTO ARTICOLO SONO DI EUROSPORT

Ciro Abete e Luca Castellano

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