La lavagnetta di Eurodevotion #17: l’attacco corna dell’Efes

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L’attacco corna, caratterizzato dai due lunghi che partono ai gomiti dell’area, è un tipo di set molto noto nel mondo cestistico, un po’ come lo spain pick and roll di cui vi abbiamo raccontato settimana scorsa. Di “corna” è molto interessante la versione che quest’anno propone l’Efes di Ergin Ataman, attualmente la squadra più in forma di tutta l’Eurolega, nonché quella che sta giocando il miglior basket offensivo, per fluidità, dinamismo ed efficacia.

Questa settimana faremo quindi riferimento alla versione turca dell’attacco corna, cercando di notare, come sempre, cosa la renda così mortifera per la difesa. Tenteremo altresì di comprendere quali strategie difensive possano consentire all’Olimpia Milano, che venerdì sera si gioca il quarto posto finale, di limitare questa pericolosissima giocata. Come di consueto, ci avvaliamo di un contributo video, proveniente dalla bella pagina di BasketHead.

Come funziona: l’attacco corna dell’Efes

Una bell’esecuzione dallo sviluppo dell’attacco corna

Intanto, come anticipato, un attacco corna si definisce tale quando chi attacca posiziona, in partenza, i propri due lunghi ai gomiti dell’area. A volte, può succedere che partano più alti per proporre un immediato doppio pick and roll al playmaker, ma non è questo il nostro caso.

Qui Vasilije Micic conduce la palla nella fascia centrale del campo, mentre Bryant Dunston parte sul gomito sinistro e Chris Singleton su quello destro. Quest’ultimo fa subito un movimento di smarcamento contro il proprio difensore per ricevere la palla in guardia. Dopo aver passato il pallone, Micic, sulla guardia opposta, riceve un blocco cieco (arriva da dietro) verticale di Dunston, noto in gergo come UCLA screen. Ognjen Kuzmic, in difesa su Dunston si attarda per proteggere l’area sul taglio di Micic, quindi il lungo americano ha spazio per aprirsi e vedersi recapitato il pallone.

Ora viene la parte più intrigante di questo attacco corna. Arrivato nel cuore dell’area, Micic finge di bloccare sul lato debole per Krunoslav Simon, che in realtà si limita a tagliare sulla linea di fondo per liberare il lato. Dopo la finta di blocco, il fuoriclasse serbo sprinta a sfruttare il pin down, un blocco a scendere d’uscita, di Singleton. Il ritardo del difensore, che ha scelto di inseguire, consente a Micic di giocare un hand off (passaggio consegnato) con Dunston in punta.

Per mantenere il dinamismo dell’azione, Micic effettua un dribble at verso Rodrigue Beaubois, ovvero gli palleggia incontro, facendolo tagliare backdoor dietro al proprio uomo. A rimpiazzare questo taglio è Simon, che prima aveva cambiato lato. Simon riceve a propria volta un hand off da Micic, per poi giocare pick and roll con Dunston. La difesa cambia entrambe le volte ma lo fa in maniera quantomai pigra, lasciando al croato lo spazio per un comodo arresto e tiro dalla lunetta.

Una versione molto dinamica dell’attacco corna, che ha nel continuo movimento senza palla e nell’utilizzo degli hand off il proprio punto di forza. Una situazione contro cui difendere sarà tutt’altro che semplice, in particolare quando Vasilije Micic e Shane Larkin saranno in campo assieme.

Come si batte: l’attacco corna dell’Efes

Contro un set tanto dinamico come questo attacco corna bisogna organizzare la propria difesa con ordine, cercando di ridurre al minimo gli svantaggi che si creano nel corso dell’azione.

Partendo dal presupposto che risulta difficile chiedere ai propri lunghi di negare la prima ricezione in guardia, si può far sì, con un minimo di pressione, di allontanare di uno o due metri quella ricezione, per cambiare intanto lo spacing dell’attacco. La seconda priorità è quella del blocco UCLA. Di fatto, si tratta più di un blocco di spostamento e utile a preparare il seguito più che ad attaccare. Si può quindi passare in mezzo, evitando di essere subito in ritardo con l’esterno e di costringere il lungo a un contenimento che può costare caro se si apre un lungo tiratore, tutti tranne Dunston nel caso dell’Efes.

Passando in mezzo, il difensore del playmaker dovrebbe essere comodamente accoppiato al proprio uomo e pensare a inseguire sul blocco a scendere del lungo, evitando che l’attaccante prenda eccessivo vantaggio. Ancora meglio, per rompere completamente il gioco, dopo aver tagliato sul blocco UCLA, la difesa sarebbe nella posizione ideale per negare l’uscita all’esterno dell’Efes, costringendo l’attacco a ripensare completamente l’azione.

D’altronde cercare di rompere il flusso dell’attacco, contro una squadra che è molto in fiducia, deve essere l’urgenza principale. E allora, costringere l’Efes a ripensare i propri giochi a metà campo può essere la chiave per stare in partita. Ovviamente, è richiesto un immenso sforzo difensivo.

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