Virtus-Kazan: Teodosic è divino, i bianconeri vincono gara 1

Balbo
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Alla Segafredo Arena la Virtus, dopo la convincente vittoria in terra sarda, accoglie, per la gara 1 delle semifinali di EuroCup, i russi dell’Unics Kazan (reduci da un turno di riposo in campionato per via di un impegno rinviato proprio a causa della semifinale).

Un incrocio inconsueto tra due squadre dal nobile pedigree europeo: la Segafredo, con una bacheca contenente due Euroleghe, un EuroChallenge e una Coppa delle Coppe, due anni fa ha vinto la Champions League; mentre l’Unics, dopo aver vinto l’EuroCup 2011, disputa la quarta semifinale della competizione in sette anni.

Gara 1 sorride alla Virtus che sconfigge Kazan al termine di una gara intensa e tirata fino al termine 80-76. Padrone della gara è Milos Teodosic con 27 punti, 6 rimbalzi e 5 assist.

Il tiro da 3 di Kazan

Era una delle chiavi del pre partita: il tiro da tre punti dell’Unics Kazan. I russi vivono e muoiono con il tiro da fuori, e il primo tempo è la perfetta fotografia di questa caratteristica.

Canaan e compagni partono con un deleterio 0/7, tentando solo un paio di volte con Morgan il tiro sotto canestro. La Virtus si porta anche sul +9. Coach Priftis si gioca la carta Jamar Smith (18 media di punti nei quarti) e la sua scelta viene premiata; il Reggie Miller del Tatarstan (22 punti), sembra un assetato che si accinge a bere da un ruscello, lascia diverse volte sul posto il suo marcatore, Abass, per entrare in gara subito con tre triple consecutive che, sommate alla tripla di Holland, portando i suoi addirittura in vantaggio sul +1. Ma l’incantesimo della prima metà di gara termina qui, Abass torna in panchina come un agnello che si accinge d andare al mattatoio e rientra Pajola per aggiungere solidità in fase difensiva; l’attacco degli ospiti si incespa, le triple non entrano più e alla fine del primo tempo il dato dei tiri dei russi dice 7/10 da due e 4/18 da tre ( a fine gara sarà 16/28 e 9/33).
Il secondo quarto si conclude 46-38 per la Virtus.

Milos Teodosic

Il prologo della sua partita: dall’angolo, al secondo minuto del primo quarto, piazza una tripla e torna in difesa stringendo i pugni. Brutto segno per l’Unics Kazan.
Nell’azione difensiva successiva, il mago di Valjevo, si getta per terra per recuperare tra il fango un pallone. È la conferma: non sarà una serata facile per i difensori biancoverdi.

Oggi Milos è come quel sole mattutino primaverile che scioglie i resti delle nuvole e promette calura.

Georgy Zhbanov si attacca alle sue costole come una patella allo scoglio. Il serbo attacca con estrema aggressività il pick’n’ roll, segna da sotto, dalla media.

Nell’ultimo quarto il suo profilo è l’incarnazione della sicurezza. Carica il poco pubblico presente, piega le ginocchia in difesa, incoraggia i compagni, mette voce nei time out, orchestra, gestisce, segna da tre, segna in penetrazione. Urla, gioisce e prende per mano ogni singolo componente del roster; mentre il terrore volteggia nell’aria come uno stormo di uccelli indemoniati. Termina la gara per come l’aveva iniziata; con 11 punti negli ultimi 4 minuti.

È lui il padrone della gara, l’MVP indiscusso con 27 punti, 7/8 da due e 2/8 da tre.

Senza dimenticare il preziosissimo apporto – offensivo e difensivo – di Vince Hunter (8+7) e Alessandro Pajola (9 punti)

Rimbalzi e palle perse

Al termine di una gara intensa, dura e tirata fino all’ultimo minuto, saltano all’occhio due dati: i 27 rimbalzi di Kazan (9 offensivi contro i 15 di media) che dimostrano la sconfitta a rimbalzo contro i 29 della Virtus. Sconfitta pesante non in termini numerici quanto in termini qualitativi. Ed il passivo negativo tra palle recuperate e perse: 9/15.

I russi prima di questa gara vantavano il primato a rimbalzo (soprattutto offensivo), con numeri che in diverse partite gli permettevano di doppiare o triplicare i possessi offensivi.

Le V nere, questa partita, nonostante il 17/26 dalla linea della carità e le 19 palle perse, l’hanno vinta proprio limitando i punti di forza di Canaan ( grande delusione, 9 punti 2/14 al tiro e 3 palle perse) e compagni.

Kazan e il tabù trasferta

Con la sconfitta in terra italiana, l’Unics vede il suo bilancio esterno illuminarsi di rosso a causa di un preoccupante passivo che registra 4 vittorie e 6 sconfitte. Quella di stasera, per i verdi di Kazan, è la terza débâcle consecutiva; dopo le sconfitte nelle canarie e sulle rive del Mar Nero.

Un dato, e soprattutto una tendenza, che dovrebbe preoccupare coach Priftis, il cui sguardo tradisce uno scintillio di scoramento, in vista di una possibile gara 3 da rigiocarsi a Bologna. La Virtus, dal canto suo, vuol prosciugare le preoccupazioni del coach greco; venerdì va a Kazan per chiudere la serie. I lampi di ingordigia che illuminano gli sguardi dei ragazzi di Djordjevic fanno ben sperare i tifosi bianconeri.

Le parole nel dopo gara

Teodosic: È stata una partita difficile contro una grande squadra. Hanno mostrato carattere, è stata una partita molto dura per noi e stasera abbiamo speso molte energie. Siamo 1-0, buon risultato, ma dobbiamo fare un’altra vittoria. Abbiamo tre giorni fino alla prossima partita, quindi dobbiamo recuperare, riposare e andare a Kazan concentrati e mentalmente pronti per un’altra partita difficile in Russia.


https://www.eurocupbasketball.com/eurocup/games/results/showgame?gamecode=180&seasoncode=U2020

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