Fenerbahce-Barcellona: colpo grosso blaugrana con la difesa

Andrea Ranieri
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Fenerbahce-Barcellona era il pezzo più pregiato esposto nella vetrina del round 33 di Euroleague. Un match importante anche in ottica Olimpia Milano, soprattutto dopo la sconfitta di OAKA contro il Pana. Entrambe le squadre giocano di fatto per i piazzamenti, con il Barcellona che deve sigillare il proprio primo posto e il Fener a caccia della top 4 per godere del fattore campo ai playoff.

Tra i padroni di casa assente il solo Edgaras Ulanovas, mentre per Sarunas Jasikevicius non esordisce ancora Pau Gasol. Nei primi minuti della contesa coach Igor Kokoskov perde Jan Vesely per quello che pare un brutto infortunio alla caviglia. I compagni del lungo ceco provano a resistere alla capolista, ma nel secondo tempo si infrangono contro la difesa e la fisicità sotto i tabelloni della truppa catalana. Il punteggio finale dice 73-82. Tanti gli spunti di Fenerbahce-Barcellona, come sempre raccolti nei celeberrimi cinque punti di Eurodevotion.

Fenerbahce-Barcellona: quando il caso modifica i piani

Come abbiamo accennato, nel primo quarto, dopo appena sei minuti passati sul parquet, Jan Vesely è costretto ad abbandonare la contesa per una distorsione piuttosto pesante alla caviglia, procurata in una lotta su un pallone vagante con Leandro Bolmaro. In quel momento per coach Kokoskov non può che assumere tutt’altro aspetto il piano partita originario per Fenerbahce-Barcellona.

Come spesso capita, l’allenatore serbo era partito affiancando a Vesely Ahmet Duverioglu, quindi con due lunghi veri. Avendo in rotazione anche Kyle O’Quinn e Danilo Barthel, non aveva probabilmente in mente di fare grande ricorso a quintetti piccoli. Cosa che invece si è trovato quasi costretto a fare nel secondo tempo, pagando pesantemente a rimbalzo, troppo per quanto poi prodotto nella metà campo offensiva con Jarrell Eddie o Dyshawn Pierre nel ruolo di ala forte. Ora c’è attesa per gli esami di domani, ma la dinamica dell’infortunio non lascia presagire niente di buono.

Barcellona, se segni da tre punti sei ingiocabile

In un primo tempo comunque piuttosto equilibrato, le due difese hanno fatto fatica a tenere il passo di due attacchi che hanno cominciato Fenerbahce-Barcellona in grande scioltezza. In particolare, l’attacco blaugrana è stato in grado di mettere a tabellone la bellezza di 47 punti nei primi venti minuti di gioco. Come sempre, tantissima palla dentro ovviamente, ma non solo. L’aver attirato la gravità difensiva turca dentro l’area ha portato anche tanti tiri buoni sul perimetro.

Fenerbahce-Barcellona
Fenerbahce-Barcellona: Kyle Kuric tra i fattori decisivi

Spesso la squadra di Sarunas Jasikevicius ha avuto il problema di trovare solide alternative al proprio gioco spalle a canestro. E’ altrettanto vero che, però, quando ci si riesce, il Barcellona è imbattibile per tutti in Europa. Stasera è andata esattamente così. I catalani hanno chiuso la contesa con un ottimo 12/27 da dietro l’arco, con Kyle Kuric a menare le danze grazie a un quasi perfetto 4/5. Se le dimensioni offensive di questo Barcellona restano due con costanza, si tratterà di marcia (quasi) trionfale verso il titolo.

Fenerbahce-Barcellona: i problemi in regia dei turchi

Nando De Colo e Marko Guduric. Questi sono gli unici due nomi che, palla in mano, possono lavorare in maniera adeguata a quello che richiede un sistema di gioco diverso e complesso come quello di Igor Kokoskov. Il problema è non ci sono alternative, soprattutto quando si tratta di gestire il pick and roll in attacco. L’unica alternativa, per ruolo, dovrebbe chiamarsi Lorenzo Brown.

Però l’arrivo di Guduric e lo spostamento di De Colo in cabina di regia, con conseguente allontanamento dalla palla di Brown, sono state le grandi chiavi della rinascita gialloblù dopo l’inizio da cinque vittorie e dieci sconfitte. Contro una difesa aggressiva come quella del Barcellona le difficoltà di Brown a costruire per gli altri e a leggere le linee di passaggio sono tornate a galla. Guduric e De Colo da soli non potevano bastare per vincere Fenerbahce-Barcellona.

Jasi predica difesa e difesa ottiene

Avanti nel punteggio 42-47, nella consueta intervista di metà gara Jasikevicius si era detto insoddisfatto di quanto avessero prodotto i suoi in difesa fino a quel momento. Come spesso capita, alle richieste (forse meglio dire ordini) del coach lituano corrisponde la risposta sul campo dei giocatori. Nel secondo tempo i punti concessi sono appena 31, partendo dall’ormai chiara idea di togliere iniziativa all’attacco avversario con l’aggressività.

Il cambio di passo avviene soprattutto sul pick and roll. Le esecuzioni dello show difensivo si fanno più intense, con conseguente facilitazione del lavoro anche per il lato debole. Anche i cambi vengono operati con rinnovata vigoria e, col Fener che non riesce a punire internamente, tutti i lunghi di Jasi reggono egregiamente gli uno contro uno degli esterni. Come spesso capita per i grandi match, Fenerbahce-Barcellona si è decisa in difesa.

Fenerbahce-Barcellona e la sentenza dei tabelloni

Oltre alla difesa catalana, l’altro grande tema del secondo tempo di Istanbul è stato decisamente quello dei rimbalzi. Come detto, nella seconda metà di gara Kokoskov ha messo in campo quasi solo quintetti piccoli. In attacco non ne sono derivati, a dire il vero, grandi benefici, anche per merito dell’atteggiamento difensivo dei viaggianti. In compenso i turchi hanno pagato tutto quel che potevano pagare in termini di fisicità vicino al ferro.

Il Barcellona ha appoggiato con ancor più determinazione la palla dentro e, soprattutto, si è gettato a rimbalzo offensivo. Il confronto finale sotto le plance la dice lunga: 36-21 per i blaugrana, che hanno addirittura catturato più rimbalzi in attacco che in difesa (19 contro 17). Probabilmente senza Jan Vesely l’esuberanza fisica del Barcellona si è rivelata un ostacolo insormontabile per De Colo e compagni.

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