Playoff Olimpia, dominio Efes ed il pubblico di Tel Aviv. Speciale Eurodevotion Weekly

alberto marzagalia
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Playoff Olimpia, una realtà. Dominio Efes, una certezza. Pubblico a Tel Aviv, una speranza. Il Round 32, il primo del doppio turno, ci lascia eredità importanti.

Eurodevotion Weekly in edizione speciale infrasettimanale, a poche ore delle seconda parte delle gare che apriranno il Round 33, altrettanto importanti su tutti i fronti. 10 flash per una competizione che, dopo tanti mesi abbastanza anonimi, mostra un livello tecnico degno delle sue partecipanti.

  • Milano va ai Playoff per la prima volta dopo 7 anni. Un’attesa lunghissima, una lunga serie di nefandezze societarie da cancellare: oggi l’Olimpia vale il livello che lo sforzo economico messo in campo meritava da tempo. Il club del Presidente Dell’Orco, di Messina, di Stavropoulos è una realtà solida da quasi ogni punto di vista. Era l’unica squadra di quelle con licenza pluriennale che non aveva mai fatto i Playoff nell’era moderna.
Il Chacho, uno dei “big three” di Milano
  • L’Efes fa a pezzi anche il Real Madrid. Altro centello, il quarto nelle ultime 15 gare, con due soste a quota 99. E’ dominio totale: tecnico e psicologico. L’impressione è che le avversarie di turno sappiano che prima o poi arriva la raffica e non ci sia nulla da fare. 67 punti in un tempo sono un dato incredibile. Potevano anche essere di più.
  • Il Real è ad un passo dall’eliminazione. Clamorosa per lo status del club, preventivabile per la gestione Campazzo, quasi logica per i gravissimi problemi legati agli infortuni. Supercopa in bacheca, Copa persa in finale, primo posto in Liga in attesa del “clasico” tra una dozzina di giorni: sono fatti. Come vanno interpretati e gestiti? Il rinnovo di Laso, tanto sbandierato dalla stampa, perchè non arriva ufficialmente?
  • Il “tecnico” a Mirotic decide la gara di Tel Aviv, peraltro splendida. Che una chiamata del genere faccia rumore è chiarissimo, ma l’errore più grande è del montenegrino. Gli arbitri si sbracciano ripetutamente per spiegare cosa succede in quelle rimesse se si oltrepassa la riga. Se poi vogliamo discutere della bontà della regola è un’altra questione.
Nikola Mirotic, erroraccio
  • Il pubblico di Tel Aviv ci riscalda il cuore. E’ tutta un’altra cosa sentirlo così partecipe (3000 e sembrava di essere a La Bombonera…). Ci permette per un poco di rivivere il clima partita vero, ben diverso da quello di tanti “simil allenamenti”…
  • WHAT IF… Tel Aviv è uno dei casi più eclatanti. Che Maccabi avremmo avuto in condizioni normali? Vale per Zalgiris, Panathinaikos, Stella Rossa… Forse solo Fenerbahçe ed Efes hanno saputo andare oltre. Sia chiaro, non è colpa di nessuno, ma resta una stagione forzatamente asteriscata.
  • Achille Polonara, che spettacolo. Atletico, fisico, tecnico. Oggi fa molto bene tutte quelle cose che gli venivano imputate come difetti (e lo erano) in passato. Maturazione totale che lo porta ad esplorare i 28 metri del campo con successo. E’ certamente nei primi due quintetti della lega: magari non nel primo solo perchè c’è Mirotic…
  • Il Cska del dopo Mike James nasce a San Pietroburgo. Buona la prima, il percorso è lungo ma gli attori per un’ottima pellicola ci sono. Iffe Lundberg è ora chiamato ad essere protagonista al piano di sopra. Daniel Hackett dovrà essere la sua guida.
Iffe Lundberg, ora tocca a lui
  • Jan Vesely è qualcosa di semplicemente unico. L’intensità che mette in ogni secondo sul campo non ha eguali. E’ correttamente vocale, è vicino ai compagni ed allo staff, nonché l’altra parte dell’arcobaleno di De Colo. Forse quell’esplosività non sarà mai più quella di prima dell’infortunio, ma il QI cestistico in costante aumento permette di sopperire a quella mancanza e di aumentare a 360° il rendimento.
Jan Vesely, potenziale MVP
  • Valencia si impegna e mette in scena il suicidio sportivo perfetto. Ed è proprio la reazione furiosa nell’ultimo quarto da 38-14 (21-2 dopo 5′) a far capire bene come si sia scesi in campo del tutto impreparati ad affrontare una gara fondamentale. Le parole di Coach Ponsarnau dopo la partita sono un segnale di confusione assoluta.
Derrick Williams, flop totale a Valencia

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Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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