Olimpia Milano, le chiavi di una settimana… santa

alberto marzagalia
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Olimpia Milano allo snodo cruciale della stagione europea. Due trasferte, tanto semplici quanto delicate, per confermare un cammino eccellente mettendosi al riparo da brutte sorprese.

Il Pionir ed Oaka, due teatri storici del basket europeo, saranno lo scenario perfetto per confermare le (alte) ambizioni dell’Olimpia Milano di Ettore Messina.

Questa sera alle h 1900 alla Aleksandar Nikolic Hall e giovedì alle h 2000 nell’immenso catino ateniese, casa della squadra più titolata dell’Eurolega moderna, il destino continentale di una a lunghi tratti splendida versione milanese si compirà. Anche perchè sarebbe da evitare una W obbligata contro l’Efes di questi tempi…

Urgono alcune premesse, cha hanno in capo una considerazione base: non c’è nulla di normale in questa stagione e fra le grandi anomalie c’è una classifica che a 3 turni dal termine, con un rimarchevole record da 19/12, ancora non garantisce né una posizione di prestigio né addirittura la qualificazione ai Playoff. Roba mai successa prima…

Milano è protagonista sinora di un cammino notevole, sia in termini di risultati che di gioco espresso. Il vero valore aggiunto di questa squadra è quello portato da Ettore Messina, che ha saputo costruire un sistema in grado di coprire diverse falle che strutturalmente erano prevedibilissime. A tal punto da farne addirittura una forza. Chi pensava ad inizio stagione che per tante settimane la difesa sugli esterni potesse essere un vantaggio di questa Olimpia? E’ solo uno dei tanti esempi.

E’ altrettanto ovvio che in un momento di calo fisico, come quello che la squadra sta vivendo, questi nodi vengano al pettine prima di altri, emergendo come problemi che il grande stato precedente di forma aveva abilmente nascosto.

Dopo la serie di 6 successi consecutivi a gennaio che ha lanciato i biancorossi nell’élite della competizione, sono arrivate 9 gare decisamente meno convincenti ed il solo record di 4/5 lo spiegherebbe già da solo.

Siamo entrati nei dettagli di queste partite con qualche numero che può ampliare la possibilità di analisi di ognuno.

  • 4/5 si diceva, dall’ultima gara prima della Coppa Italia sino al venerdì nero di Vitoria. In questo lasso di tempo l’Olimpia ha perso 4 volte con squadre in lotta per la posteason (ZEN-FEN-BAR-BKN) e una con una rivale fuori dai giochi (ASV). Le W sono arrivate con Maccabi, Khimki, Zalgiris e Cska. Tutte squadre con record negativo in questo periodo di tempo, tranne il recente 4/4 del Cska, non certo nella sua migliore versione, nemmeno paragonabile a quello visto al Forum in occasione della 12ma vittoria consecutiva (e con Milutinov…).
  • In queste 5 sconfitte la questione rimbalzi ha detto 35,6 a 28,2 per gli avversari. Se è vero che in stagione Milano va comunque sotto mediamente 34,42 (concessi, penultima) a 30,58 (presi, terzultima), è altrettanto palese che concedere oltre 7 palloni a gara in più agli avversari sotto le plance è dato su cui si possono ragionevolmente costruire vittorie e sconfitte.
  • Sempre nei 5 episodi citati la squadra di Messina ha tirato dall’arco col 35,51%. Nel dato globale delle 31 gare disputate sinora i meneghini sono primi col 41,60%, mediamente 9,35/22,48. In queste sfide perdute i canestri pesanti sono stati 7,6 a serata su 21,4 tentativi. Va tenuto presente che queste percentuali comprendono anche una prestazione balistica eccezionale contro il Fenerbahçe, in gara comunque persa. Quel 13/25 alza di molto i valori, che altrimenti supererebbe di poco il 30%. Oltre ai numeri, comunque indicativi, è stata la qualità delle conclusioni. Non ci si può limitare ad un semplicistico “a volte non entrano”: l’esempio col Barcellona è palese, quando molti tiri arrivavano al termine di possessi molto più emergenziali.
  • Infine i punti segnati. 356 a media 71,2, per una squadra che alla voce punti a referto è quinta in EL a quota 80,42. In 20 quarti giocati per ben 14 volte il bottino è stato inferiore ai 20 punti, addirittura 11 volte entro i 16 ed in 4 occasioni entro i 13.

Ora, è ovvio che le statistiche siano più negative quando perdi rispetto a quando vinci, ma dai…, tuttavia risulta evidente come si stia parlando di almeno tre fattori tecnici determinanti nella “big picture” milanese. Il nostro “eurino” su un’attenzione particolare dello staff tecnico a questi dettagli ce lo metteremmo.

Pionir ed Oaka, si diceva. partite sulla carta semplici, contro due delle tre peggiori di EL in stagione, che però assumono un significato differente anche in virtù di quanto accaduto all’andata al Forum.

Due sconfitte bruttissime, 79-87 coi serbi e 77-80 coi greci. 67-51 (32-22 e 35-29 rispettivamente) il saldo negativo sotto le plance. 13/40 il dato del tiro da 3, ovvero il 32,5%. In queste due occasioni i quarti sotto i 20 punti sono stati 4 in totale, ma più vicini alla fatidica soglia del ventello: 16-19-18-17, i primi due nel secondo tempo con la Zvezda e gli ultimi nella ripresa col Pana.

Loyd e Walden da una parte, Papagiannis, Mitoglou, Auguste e Bentil dall’altra sono minacce serie che non vanno sottovalutate: hanno quel che serve per fare male dove l’Olimpia può soffrire maggiormente.

Detto tutto ciò e visto nella giusta ottica dei numeri, sempre fonte interessante ma mai assoluta, giova ricordare una cosa fondamentale: Milano ha tutto per superare entrambi gli ostacoli, senza alcun dubbio.

Ci sono momenti nel gioco in cui non serve tanta estetica quanto la convinzione e la forza che derivano da esperienza a questi livelli e da valori tecnici ed etici dei campioni. Il tutto fa rima con Hines, Rodriguez e Datome.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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